Mancano ormai pochi giorni all’inizio della stagione NBA 2026-2027. Martedì 20 ottobre il campionato di basket più importante e seguito al mondo tornerà a regalare spettacolo, emozioni e nuove storie da raccontare. Trenta franchigie e un unico grande obiettivo: conquistare il Larry O’Brien Trophy, il trofeo assegnato ogni anno ai campioni NBA. Come sempre, l’estate ha portato cambiamenti, tra arrivi e partenze importanti, contribuendo a modificare gli equilibri di entrambe le Conference.
Ad inaugurare la stagione sarà la sfida tra Detroit Pistons e Boston Celtics, in programma martedì 20 ottobre. Nella stessa giornata (notte tra il 20 e il 21 ottobre in Italia) scenderanno in campo anche i New York Knicks campioni in carica, che ospiteranno i Philadelphia 76ers, e gli Oklahoma City Thunder, impegnati sul parquet dei San Antonio Spurs nel rematch delle Finali di Conference della scorsa stagione.
In attesa della prima palla a due, analizziamo dunque le trenta franchigie che prenderanno parte alla stagione NBA 2026-2027, ripercorrendo i principali cambiamenti dell’estate, i punti di forza, le possibili criticità e gli obiettivi di ciascuna squadra. Partiamo dalla Eastern Conference, con la concorrenza per detronizzare i Knicks che si preannuncia particolarmente agguerrita.

Nickeil Alexander-Walker, Lu Dort e Dyson Daniels, tre dei principali punti di riferimento degli Atlanta Hawks. (Fonte: Atlanta Hawks).
Reduci da una stagione complessivamente positiva, ma conclusasi nel peggiore dei modi, gli Atlanta Hawks proveranno ad alzare ulteriormente l’asticella. Dopo essersi portati in vantaggio per 2-1 nella serie di primo turno contro i futuri campioni dei New York Knicks, gli uomini di Quin Snyder hanno incassato tre sconfitte consecutive, con uno scarto medio di 28,3 punti. Un epilogo che ha evidenziato le difficoltà della squadra nel mantenere competitività e solidità nei momenti decisivi.
Per compiere un ulteriore salto di qualità, Atlanta riparte dalla conferma del veterano C.J. McCollum e dagli arrivi di Lu Dort e Aaron Wiggins dagli Oklahoma City Thunder, oltre che di Kingston Flemings, ottava scelta al Draft. Innesti che ampliano le rotazioni, aggiungendo esperienza, versatilità e nuove soluzioni difensive. Il gruppo potrà inoltre contare su Jalen Johnson, Dyson Daniels, Onyeka Okongwu e Nickeil Alexander-Walker, chiamati a confermare i progressi mostrati nelle ultime stagioni.
L’inserimento di Dort potrebbe rivelarsi particolarmente importante per una squadra che ha bisogno di maggiore continuità nella propria metà campo. In una Eastern Conference sempre più competitiva, gli Hawks dispongono del talento necessario per tornare ai playoff, ma per superare il primo turno servirà maggiore maturità.

Jayson Tatum con Paul George, arrivato in estate a Boston in cambio di Jaylen Brown, passato ai Sixers. (Fonte: Boston Celtics).
I Boston Celtics si presentano alla nuova stagione con un roster profondamente rinnovato e diversi interrogativi sul proprio futuro. Nella prima parte del 2025-2026, complice l’assenza di Jayson Tatum, a trascinare i biancoverdi era stato uno straordinario Jaylen Brown, autore di 28,9 punti, 7,2 rimbalzi e 5 assist di media fino al rientro del compagno. La seconda parte dell’annata, però, ha riservato un epilogo decisamente amaro: avanti per 3-1 nella serie di primo turno contro i Philadelphia 76ers, i Celtics hanno incassato tre ko di fila.
In estate, Boston ha sorpreso tutti decidendo di separarsi proprio da Brown, ceduto in uno scambio che ha portato nel Massachusetts Paul George. Un’operazione che modifica profondamente gli equilibri della squadra, privandola di uno dei protagonisti del titolo conquistato nel 2024. A completare il mercato sono arrivati il veterano Mike Conley, il centro Mitchell Robinson e il rookie Chris Cenac Jr., chiamati a contribuire al rilancio della franchigia.
Con Tatum nuovamente al centro del progetto, i Celtics potranno contare sull’esperienza e sulla versatilità di George, ma dovranno ricostruire parte degli automatismi offensivi e difensivi consolidati negli ultimi anni. La gestione fisica dell’ex Clippers e la capacità di Robinson di garantire presenza sotto canestro rappresenteranno due fattori importanti. Boston ha ancora il potenziale per competere ai vertici della Conference, ma il nuovo gruppo dovrà dimostrare sul campo di poter raccogliere l’eredità di quello che aveva riportato il titolo in Massachusetts.

Dopo due anni ai Minnesota Timberwolves, Julius Randle proverà a rilanciarsi ai Brooklyn Nets. (Fonte: Brooklyn Nets).
Dopo una stagione avara di soddisfazioni, chiusa con appena 20 vittorie e 62 sconfitte, i Brooklyn Nets si preparano ad affrontare un’altra annata in cui la crescita dei giovani potrebbe contare più dei risultati sul campo. Nel 2025-2026, la franchigia newyorkese ha comunque potuto godersi le ottime prestazioni di Michael Porter Jr., autore di 24,2 punti, 7,1 rimbalzi e 3 assist di media, ricavando indicazioni interessanti anche dai tanti prospetti presenti a roster, tra cui Nolan Traoré, Noah Clowney, Danny Wolf ed Egor Dëmin.
Sul fronte del mercato, i Nets salutano il centro Nicolas Claxton, trasferitosi ai Chicago Bulls, e accolgono Julius Randle. Un innesto che garantisce esperienza, fisicità e nuove soluzioni offensive, ma che richiederà anche un’attenta distribuzione dei possessi. A Brooklyn è approdato inoltre Mikel Brown Jr., sesta scelta al Draft, destinato a rappresentare uno dei principali osservati speciali della stagione.
Più che alla classifica, Brooklyn dovrà guardare alla maturazione del proprio gruppo e alla costruzione di un’identità riconoscibile. La presenza di Randle e Porter Jr. potrebbe alleggerire le responsabilità offensive dei giovani, consentendo loro di crescere senza eccessive pressioni. Il vero obiettivo sarà capire quali giocatori potranno diventare punti di riferimento del progetto nei prossimi anni.

Nel suo primo anno in NBA, Kon Knueppel ha messo a referto 273 triple, piazzandosi al primo posto per canestri da dietro l’arco. (Fonte: Charlotte Hornets).
Reduci da una stagione sorprendente, gli Charlotte Hornets cercheranno di confermare quanto di buono mostrato nella seconda parte del 2025-2026. Dopo un avvio complicato, con appena 11 vittorie nelle prime 33 partite, la franchigia della Carolina del Nord ha cambiato completamente marcia con l’arrivo del nuovo anno, conquistando ben 33 successi nelle successive 49 gare. Un rendimento inferiore soltanto a quello di Spurs (38), Celtics (36), Thunder e Pistons (35) nel periodo considerato, che ha consentito agli Hornets di raggiungere i play-in. Dopo aver superato i Miami Heat nella prima sfida, però, Charlotte si è arresa agli Orlando Magic nella partita decisiva per l’accesso ai playoff.
Tra i principali protagonisti della rimonta figurava LaMelo Ball, che in estate ha lasciato Charlotte per trasferirsi ai Minnesota Timberwolves nell’ambito di uno scambio che ha portato Naz Reid nella Carolina del Nord. Addio anche a Miles Bridges, passato ai Phoenix Suns in cambio di Grayson Allen e Royce O’Neale. A completare un mercato particolarmente movimentato sono arrivati Dennis Schröder e i rookie Christian Anderson e Hannes Steinbach, mentre Coby White ha rinnovato il proprio contratto.
Le partenze di Ball e Bridges impongono una profonda revisione degli equilibri offensivi. Reid garantirà nuove soluzioni nel reparto lunghi, mentre Schröder e White saranno chiamati ad assumersi maggiori responsabilità nella costruzione del gioco. Charlotte dovrà inoltre dimostrare che l’ottimo rendimento della seconda metà della passata stagione non sia stato un episodio isolato.

Il rookie Caleb Wilson, selezionato con la quarta scelta al Draft, Matas Buzelis e Normann Powell con l’head coach Tiago Splitter. (Fonte: Chicago Bulls).
Messa alle spalle un’altra stagione deludente, i Chicago Bulls hanno deciso di voltare pagina. Il dodicesimo posto nella Eastern Conference ha segnato la conclusione di un ciclo che non è riuscito a riportare stabilmente la franchigia dell’Illinois ai playoff, spingendo la dirigenza a cambiare rotta. A guidare la squadra sarà Tiago Splitter, chiamato a raccogliere l’eredità di Billy Donovan, mentre Bryson Graham avrà il compito di costruire un gruppo competitivo nel medio e lungo periodo.
Il mercato estivo ha portato a Chicago Nicolas Claxton, arrivato dai Brooklyn Nets nell’ambito di una trade a quattro squadre, e Norman Powell, chiamato ad aggiungere esperienza e punti a una squadra alla ricerca di continuità. Spazio anche ai giovani, a cominciare dal promettente Caleb Wilson, quarta scelta assoluta al Draft, e Dailyn Swain, selezionato con la quindicesima chiamata. A loro si aggiungono Matas Buzelis e Josh Giddey, due dei principali riferimenti attorno ai quali i Bulls intendono costruire il proprio futuro.
Più che inseguire risultati immediati, Chicago dovrà definire un’identità tecnica precisa, trovando il giusto equilibrio tra lo sviluppo dei giovani e il contributo dei veterani. Dopo quattro stagioni consecutive senza playoff, la priorità sarà gettare basi solide per un futuro finalmente più competitivo.

Il nuovo quintetto di Cleveland, con Peyton Watson che va ad aggiungersi a James Harden, Donovan Mitchell, Evan Mobley e Jarrett Allen. (Fonte: Cleveland Cavaliers).
Dopo aver raggiunto le finali della Eastern Conference per la prima volta dal 2018, i Cleveland Cavaliers si preparano ad affrontare la nuova stagione con l’obiettivo di riportare il titolo NBA in Ohio. Reduci da una regular season chiusa con 52 vittorie e 30 sconfitte, gli uomini di Kenny Atkinson hanno superato Toronto Raptors e Detroit Pistons al termine di due serie combattutissime, entrambe risolte in gara-7, prima di arrendersi nettamente ai futuri campioni dei New York Knicks, capaci di imporsi per 4-0. Un’eliminazione pesante, che ha evidenziato i limiti di una squadra comunque tornata a competere ai vertici della Conference.
La principale novità della passata stagione era stata l’arrivo di James Harden, approdato in Ohio a febbraio dai Los Angeles Clippers. In estate, Cleveland ha deciso di puntare sulla continuità, rinnovando il Barba e Donovan Mitchell. Attorno ai due veterani continueranno a recitare un ruolo fondamentale Evan Mobley e Jarrett Allen, mentre tra i nuovi arrivi figurano Peyton Watson, Mario Hezonja, Khalifa Diop e il rookie Meleek Thomas. Hanno invece salutato, tra gli altri, Max Strus, Dean Wade e Dennis Schröder.
Con un quintetto di riferimento di assoluto livello e un’intera preparazione estiva per affinare l’intesa tra Mitchell e Harden, i Cavaliers hanno tutte le carte in regola per confermarsi tra le principali pretendenti al titolo della Eastern Conference. La convivenza tra due giocatori abituati a gestire un elevato numero di possessi rappresenterà uno degli aspetti decisivi, così come la capacità di Mobley e Allen di garantire equilibrio nella metà campo difensiva. L’arrivo di Watson potrebbe inoltre offrire ad Atkinson maggiore versatilità sugli esterni.

La stella dei Detroit Pistons Cade Cunningham, secondo miglior passatore della scorsa regular season con 9,9 assist a partita. (Fonte: Detroit Pistons).
Capaci di conquistare il primo posto nella Eastern Conference con 60 vittorie, traguardo che mancava da ben vent’anni, i Detroit Pistons si presentano alla nuova stagione con l’obiettivo di confermarsi ai vertici. Ai playoff, però, il cammino si è rivelato più complicato del previsto: dopo aver rimontato uno svantaggio di 3-1 nella serie contro gli Orlando Magic, Detroit si è arresa ai Cleveland Cavaliers in gara-7 delle semifinali di Conference, vedendo sfumare la possibilità di tornare alle finali dell’Est.
A trascinare i Pistons è stato soprattutto Cade Cunningham, autore di 23,9 punti, 5,5 rimbalzi e 9,9 assist di media, affiancato da Jalen Duren e Ausar Thompson, protagonisti della crescita della squadra. In estate, la dirigenza ha deciso di intervenire sul roster senza stravolgerne l’identità, salutando Tobias Harris, Caris LeVert e Isaiah Stewart e accogliendo John Collins, Isaiah Joe, Taurean Prince e Gary Harris. Dal Draft è arrivato inoltre Ebuka Okorie, chiamato ad aggiungere ulteriori soluzioni nel reparto esterni.
Dopo una regular season da protagonisti assoluti, i Pistons dovranno dimostrare di saper compiere un ulteriore passo avanti anche nella postseason. Fondamentale sarà mantenere la solidità difensiva mostrata nella passata stagione, migliorando al tempo stesso il rendimento dall’arco, uno dei principali punti deboli della squadra. In questo senso, l’arrivo di Joe potrebbe rivelarsi prezioso per aumentare la pericolosità perimetrale. Resta inoltre da valutare l’impatto della lunga trattativa per il rinnovo di Duren, che per settimane ha rifiutato le proposte della dirigenza prima di accettare un quinquennale da 200 milioni di dollari. Detroit non è più una sorpresa: dopo aver dominato la regular season, dovrà dimostrare di essere pronta a competere per il titolo.

Un anno e mezzo dopo la rottura del tendine d’Achille, Tyrese Haliburton è pronto a caricarsi nuovamente sulle spalle i Pacers. (Fonte: Indiana Pacers).
Dalle NBA Finals al penultimo posto nella Eastern Conference nel giro di appena dodici mesi. È stata una stagione da dimenticare per gli Indiana Pacers, protagonisti di un vero e proprio crollo dopo aver sfiorato il titolo nel 2025, arrendendosi soltanto in gara-7 agli Oklahoma City Thunder. A pesare sul rendimento della squadra di Rick Carlisle è stata soprattutto l’assenza di Tyrese Haliburton, costretto a saltare l’intera annata per la rottura del tendine d’Achille rimediata proprio nell’ultima partita delle Finals.
La notizia più importante in vista della nuova stagione è dunque il ritorno di Haliburton, chiamato a restituire qualità, ritmo e imprevedibilità a un attacco che ha sofferto enormemente la sua mancanza. Al suo fianco ritroverà Pascal Siakam, Andrew Nembhard, Aaron Nesmith, Obi Toppin e T.J. McConnell, mentre sotto canestro potrà contare su Ivica Zubac, arrivato dai Los Angeles Clippers nel corso della passata stagione ma sceso in campo soltanto cinque volte con la nuova maglia. In estate sono approdati a Indianapolis anche i veterani Kelly Oubre Jr. e Larry Nance Jr., oltre al rookie Braden Smith. Da seguire con attenzione anche la crescita di Jarace Walker, reduce dalla sua miglior stagione in carriera.
Archiviata un’annata inevitabilmente condizionata dagli infortuni, i Pacers proveranno a ritrovare quella competitività che li aveva portati fino a un passo dal titolo. Molto dipenderà dalle condizioni di Haliburton, soprattutto per quanto riguarda la capacità di recuperare il ritmo e l’esplosività che lo avevano reso uno dei migliori playmaker della lega. Particolarmente interessante sarà inoltre la sua intesa con Zubac, potenzialmente preziosa nelle situazioni di pick and roll. Il gruppo a disposizione di Carlisle conserva buona parte dell’ossatura protagonista della cavalcata del 2025. Se il suo leader tornerà ai livelli precedenti all’infortunio, Indiana potrebbe rivelarsi una delle principali sorprese della Conference.

Il nuovo arrivato Giannis Antetokounmpo e Bam Adebayo: una coppia stellare per gli ambiziosi Miami Heat. (Fonte: NBARetweet).
A Miami è arrivato il momento di tornare a pensare in grande. La franchigia della Florida, reduce da una stagione conclusa con l’eliminazione ai play-in e un bilancio di 43 vittorie e 39 sconfitte, ha deciso di rilanciare le proprie ambizioni con uno dei colpi di mercato più importanti degli ultimi anni: l’arrivo di Giannis Antetokounmpo. Il due volte MVP, campione NBA nel 2021 con i Milwaukee Bucks, approda alla corte di Erik Spoelstra dopo tredici stagioni trascorse in Wisconsin, con l’obiettivo di riportare gli Heat ai vertici della Eastern Conference.
Per assicurarsi il fuoriclasse greco e Bobby Portis, Miami ha sacrificato Tyler Herro, Jaime Jaquez Jr., Kel’el Ware, Kasparas Jakučionis e diverse scelte al Draft, rivoluzionando buona parte del proprio roster. In estate sono arrivati anche Klay Thompson, Tim Hardaway Jr. e Nick Richards, mentre Andrew Wiggins e Simone Fontecchio sono stati confermati. A guidare il nuovo progetto sarà soprattutto la coppia formata da Antetokounmpo e Bam Adebayo, potenzialmente una delle più complete e temibili della lega, in particolare nella metà campo difensiva.
Il talento e l’esperienza non mancano, ma Spoelstra dovrà trovare rapidamente i giusti equilibri, soprattutto in attacco, dove la convivenza tra Giannis e Adebayo richiederà un’attenta gestione degli spazi. La presenza di due giocatori particolarmente efficaci nei pressi del ferro potrebbe infatti creare difficoltà contro difese capaci di proteggere l’area. In questo senso, il contributo dei tiratori sarà fondamentale per garantire profondità all’attacco e sfruttare le opportunità generate dai due lunghi. Dopo tre stagioni consecutive senza superare il primo turno dei playoff, Miami sembra disporre finalmente del talento necessario per tornare a competere ai massimi livelli.

Il nativo di Milwaukee Tyler Herro, 26 anni, è tra i giocatori approdati dagli Heat ai Bucks nell’ambito della trade per Antetokounmpo. (Fonte: Milwaukee Bucks).
Si chiude un’epoca a Milwaukee. Tredici anni dopo il suo arrivo nella NBA, Giannis Antetokounmpo saluta i Bucks, lasciando una franchigia che aveva riportato ai vertici del basket americano, trascinandola alla conquista del titolo nel 2021. Un addio che segna la fine di un ciclo e l’inizio di una ricostruzione inevitabile.
La rivoluzione estiva è partita proprio dalla cessione di Antetokounmpo, trasferitosi ai Miami Heat insieme a Bobby Portis in cambio di Tyler Herro, Jaime Jaquez Jr., Kel’el Ware, Kasparas Jakučionis e diverse scelte al Draft. Una svolta epocale per i Bucks, che hanno affidato la panchina a Taylor Jenkins, chiamato a raccogliere l’eredità di Doc Rivers. Sono arrivati anche Caris LeVert e i rookie Brayden Burries e Nate Ament, mentre tra i giocatori confermati figurano Myles Turner, Kyle Kuzma, Ryan Rollins e Kevin Porter Jr.
Herro sarà chiamato ad assumersi importanti responsabilità offensive, mentre la crescita di Ware, Jaquez e dei giovani arrivati dal Draft rappresenterà uno degli aspetti più interessanti della stagione. Sarà fondamentale capire se i Bucks riusciranno a individuare i nuovi protagonisti attorno ai quali costruire il proprio futuro.

Miles Bridges e OG Anunoby, tra i principali protagonisti della cavalcata dei New York Knicks verso il primo titolo NBA dopo 53 anni. (Fonte: NEW YORK KNICKS).
La stagione 2025-2026 resterà per sempre nella storia dei Knicks, capaci di riportare il Larry O’Brien Trophy al Madison Square Garden per la prima volta dal 1973. Un’annata indimenticabile, impreziosita anche dalla conquista della NBA Cup 2025 e culminata nel successo per 4-1 alle Finals contro i San Antonio Spurs. A trascinare la franchigia della Grande Mela è stato soprattutto Jalen Brunson, eletto MVP delle Finals, ma un contributo fondamentale è arrivato anche da Karl-Anthony Towns, OG Anunoby, Mikal Bridges e Josh Hart. Dopo una regular season chiusa al terzo posto nella Eastern Conference con 53 vittorie e 29 sconfitte, gli uomini di Mike Brown hanno sconfitto in rimonta gli Atlanta Hawks al primo turno, per poi dominare Philadelphia e Cleveland con due netti 4-0.
L’estate non ha portato grandi rivoluzioni a New York, con la dirigenza intenzionata a preservare l’ossatura della squadra campione. La principale partenza è stata quella di Mitchell Robinson, approdato ai Boston Celtics, mentre per sostituirlo è arrivato il veterano Andre Drummond, chiamato a garantire presenza sotto canestro e rimbalzi. Per il resto, i Knicks ripartiranno sostanzialmente dallo stesso gruppo che ha conquistato il titolo, puntando sull’intesa costruita nella passata stagione e sulla continuità del lavoro di Brown.
Difendere il titolo, però, potrebbe rivelarsi persino più complicato che conquistarlo. La Eastern Conference si presenta con diverse pretendenti rafforzate e New York dovrà dimostrare di saper gestire le aspettative e la pressione riservate ai campioni in carica. Molto dipenderà ancora da Brunson, ormai autentico simbolo della franchigia, e dalla capacità di Towns e Anunoby di confermare quanto mostrato nella scorsa postseason. Fondamentale sarà anche mantenere la solidità collettiva che ha consentito ai Knicks di imporsi nei momenti decisivi dei playoff. Dopo aver interrotto un digiuno lungo oltre mezzo secolo, la nuova sfida sarà conquistare il secondo anello consecutivo. L’ultima squadra a riuscirci è stata Golden State, capace nel 2018 di bissare il trionfo dell’anno precedente.

Paolo Banchero e Franz Wagner, chiamati a portare in alto gli Orlando Magic dopo tre eliminazioni consecutive al primo turno. (Fonte: Orlando Magic).
Il talento non manca, ma per gli Orlando Magic è arrivato il momento della svolta definitiva. La stagione 2025-2026, chiusa con 45 vittorie e 37 sconfitte, è stata fortemente condizionata dagli infortuni. Nonostante le difficoltà, Orlando è riuscita a conquistare l’accesso alla postseason attraverso i play-in, prima di arrendersi in sette partite ai Detroit Pistons, sprecando un vantaggio di 3-1 nella serie.
La principale novità dell’estate riguarda la panchina, con Sean Sweeney, reduce dall’esperienza come assistente di Mitch Johnson ai San Antonio Spurs. Sul fronte del mercato, invece, la dirigenza ha preferito puntare sulla continuità, aggiungendo il veterano Nikola Vučević, già protagonista a Orlando dal 2012 al 2021, e il rookie Izaiyah Nelson. Confermati anche Jonathan Isaac e Jevon Carter, mentre salutano Moritz Wagner e Jett Howard. Le ambizioni dei Magic continueranno a ruotare soprattutto attorno a Paolo Banchero, Franz Wagner e Desmond Bane, con Suggs e Wendell Carter Jr. chiamati a completare un quintetto ricco di talento.
Con un nuovo allenatore e un gruppo che ha ormai accumulato una discreta esperienza ai playoff, Orlando non può più accontentarsi della semplice qualificazione alla postseason. Fondamentale sarà ritrovare continuità sul piano fisico, ma anche migliorare l’efficienza offensiva, in particolare attraverso una maggiore pericolosità perimetrale e una migliore circolazione del pallone. Dopo tre eliminazioni consecutive al primo turno, per i Magic è arrivato il momento di dimostrare di poter competere stabilmente con le migliori franchigie dell’Est.

Quarta squadra in carriera per LeBron James, che a quasi 42 anni riparte dai Philadelphia Sixers. (Fonte: Philadelphia 76ers).
LeBron James, Jaylen Brown, Tyrese Maxey, Joel Embiid e V.J. Edgecombe. Basterebbero questi cinque nomi per comprendere le ambizioni dei Philadelphia 76ers, protagonisti di una delle estati più movimentate dell’intera NBA. La franchigia della Pennsylvania si presenta alla stagione 2026-2027 con un roster ricco di talento ed esperienza. La vera rivoluzione, però, è arrivata in estate. Prima lo scambio con Boston che ha portato Jaylen Brown a Philadelphia in cambio di Paul George e diverse scelte al Draft, poi l’arrivo di LeBron James, che a 41 anni ha deciso di lasciare i Los Angeles Lakers per iniziare una nuova avventura in Pennsylvania.
Due operazioni che hanno trasformato i Sixers in una delle squadre più attese della stagione, con il quattro volte campione NBA pronto a disputare la sua ventiquattresima annata nella lega. A completare il mercato sono arrivati anche Anfernee Simons, Kentavious Caldwell-Pope e Dean Wade, oltre al rookie Labaron Philon Jr., ventiduesima scelta assoluta. Sulla carta, Philadelphia dispone di uno dei quintetti più talentuosi dell’intera NBA, ma la convivenza tra tante stelle rappresenterà una delle principali sfide per Nurse.
Fondamentale sarà soprattutto la gestione fisica di Embiid, limitato dagli infortuni anche nella passata stagione, e di LeBron, prossimo a compiere 42 anni. Non meno importante sarà trovare il giusto equilibrio offensivo, distribuendo responsabilità e possessi tra giocatori abituati a essere protagonisti. La presenza di Maxey potrebbe rivelarsi decisiva per garantire ritmo e imprevedibilità, mentre Brown offrirà ulteriori soluzioni su entrambi i lati del campo. Il talento per puntare al titolo non manca, ma sarà la capacità di trasformare un insieme di fuoriclasse in un gruppo coeso a determinare le reali possibilità di successo dei Sixers. Dopo oltre quarant’anni di attesa, Philadelphia sogna di tornare sul tetto della NBA.

Non solo LeBron, l’Est riabbraccia anche Kawhi Leonard, che torna ai Toronto Raptors sette anni dopo la vittoria del titolo NBA. (Fonte: Toronto Raptors).
I Toronto Raptors affrontano la nuova annata con l’obiettivo di consolidare la propria crescita e tornare stabilmente tra le protagoniste della Eastern Conference. La franchigia canadese, campione NBA nel 2019, ha progressivamente costruito un nuovo progetto attorno a Scottie Barnes, puntando su un gruppo capace di combinare talento, atletismo e versatilità, anche grazie al contributo dei vari Collin Murray-Boyles, Jamal Shead e Ja’Kobe Walter. Gli uomini di Darko Rajaković hanno mostrato importanti progressi soprattutto nella metà campo difensiva, chiudendo tra le prime cinque squadre della lega per defensive rating.
Al primo turno, però, Toronto si è arresa ai Cleveland Cavaliers soltanto in gara-7, al termine di una serie particolarmente combattuta. La grande novità dell’estate è rappresentata dal ritorno di Kawhi Leonard, protagonista assoluto dello storico titolo conquistato dai Raptors nel 2019 e nominato MVP delle Finals. Per riportare il fuoriclasse californiano in Canada, Toronto ha sacrificato Brandon Ingram, Gradey Dick e diverse scelte al Draft, ceduti ai Los Angeles Clippers.
Un’operazione che testimonia la volontà della dirigenza di compiere un immediato salto di qualità. Sono arrivati anche il veterano Kyle Anderson e i rookie Allen Graves e Jaden Bradley, mentre Sandro Mamukelashvili ha salutato la squadra. Con Leonard nuovamente in maglia Raptors, affiancato da Scottie Barnes, R.J. Barrett, Immanuel Quickley e Jakob Poeltl, Toronto dispone di un gruppo potenzialmente in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversaria. Sette anni dopo il trionfo del 2019, Leonard torna a Toronto con l’ambizione di scrivere un nuovo capitolo della storia della franchigia.

Il rookie AJ Dybantsa, prima scelta assoluta al Draft, Trae Young ed Anthony Davis, il trio che punta a riportare in alto i Wizards. (Fonte: Washington Wizards).
Dopo tre stagioni consecutive chiuse con meno di venti vittorie, i Washington Wizards sperano di lasciarsi alle spalle il recente passato. Nonostante le difficoltà, la dirigenza ha continuato a lavorare alla ricostruzione del roster, puntando sulla crescita di giovani come Alex Sarr, Kyshawn George e Bilal Coulibaly, ai quali si sono aggiunti nel corso della passata stagione due giocatori di grande esperienza come Trae Young e Anthony Davis. La principale novità dell’estate è rappresentata dall’arrivo di AJ Dybantsa, prima scelta assoluta al Draft 2026 e uno dei prospetti più attesi degli ultimi anni.
Un talento sul quale Washington intende costruire buona parte del proprio futuro, affiancandolo a un gruppo che potrà beneficiare anche della presenza di Young e Davis per un’intera stagione. La dirigenza ha inoltre rinforzato il roster con gli arrivi di Deandre Ayton, Tre Mann e Khris Middleton, mentre hanno salutato, tra gli altri, Cam Whitmore, D’Angelo Russell e Jaden Hardy. Con un organico che unisce prospetti promettenti e veterani di assoluto livello, i Wizards hanno l’opportunità di compiere un significativo passo avanti rispetto alle ultime stagioni. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Davis, dalla capacità di Young di guidare l’attacco e soprattutto dall’impatto immediato di Dybantsa, chiamato a confrontarsi fin da subito con le difficoltà della NBA.
La presenza di Sarr e Ayton offrirà inoltre diverse soluzioni sotto canestro, ma Keefe dovrà trovare il modo di valorizzare tutti i propri lunghi senza compromettere gli equilibri della squadra. In una Eastern Conference particolarmente competitiva, raggiungere i playoff potrebbe rivelarsi ancora complicato, ma Washington dispone delle risorse necessarie per tornare quantomeno a lottare per un posto ai play-in. Dopo cinque stagioni consecutive senza postseason, i Wizards sperano che il 2026-2027 possa rappresentare l’inizio di una nuova era.
Fonte foto in evidenza: Philadelphia 76ers (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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