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NBA: il sogno dei Knicks è realtà, New York campione dopo 53 anni
14 Giugno 2026
Basket

NBA: il sogno dei Knicks è realtà, New York campione dopo 53 anni

Home » Voci di Sport » Basket » NBA: il sogno dei Knicks è realtà, New York campione dopo 53 anni

I New York Knicks conquistano il titolo NBA per la terza volta, archiviando la pratica San Antonio Spurs in cinque gare. Traguardo storico per la franchigia della Grande Mela, che alle prime Finals disputate dal 1999 (perse proprio contro gli Speroni) riescono a rimettere in bacheca l’anello per la prima volta dal 1973.

Nessuna squadra aveva mai dovuto attendere così tanti anni per rivincere il titolo NBA. Dopo tante delusioni e occasioni mancate negli anni passati, i Knicks tornano finalmente a gioire. Dal 4-1 con gli Spurs nel 1999 a un altro 4-1 con i texani, ventisette anni dopo: nel primo caso, una bruciante sconfitta dopo una grande cavalcata dall’ottavo posto alle Finals. Nel secondo, un successo che rappresenta l’ideale chiusura del cerchio.

NBA

I New York Knicks vincono il titolo NBA sul campo dei San Antonio Spurs, riscattando la sconfitta alle Finals del 1999. (Fonte: NBA).

NBA, New York Knicks da applausi

I Knicks aprono le danze nel migliore dei modi, espugnando il Frost Bank Center di San Antonio con una vittoria in volata per 105-95. Gli ospiti faticano e non poco nella prima frazione di gioco, chiusa sul -7. New York scivola poi fino al -14, con cui Wembanyama e compagni sembrano chiudere definitivamente il discorso nel terzo periodo.

A fare la differenza è un quarto quarto pressoché perfetto. New York piazza un parziale di 29-19, incluso l’11-0 degli ultimi due minuti con cui completa la rimonta. Pur tirando male (12/31 dal campo e 2/9 da tre), Jalen Brunson segna 13 dei suoi 30 punti totali nell’ultimo periodo.

Molto bene anche Karl-Anthony Towns, che chiude con una doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi con 7/15 al tiro. L’ex Timberwolves, inoltre, tiene a bada un cliente a dir poco scomodo come Victor Wembanyama. Il francese, autore di 26 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate, vive una serata molto complicata al tiro (6/21 dal campo e 2/9 da dietro l’arco).

Mike Brown festeggia la vittoria del titolo NBA, il quinto della sua carriera, nonché il primo da head coach. (Fonte: New York Knicks).

Le tante frecce dell’arco di Mike Brown

Percentuali che peggiorano drasticamente quando a marcarlo è Towns: 18% al tiro (2/11), 0% da tre (0/2), 34% di true shooting, appena 9 punti segnati e ben 5 palle perse. Per i Knicks si mettono in mostra anche OG Anunoby (17 punti con 3/6 dalla lunga distanza) e Landry Shamet, che in uscita dalla panchina fa registrare 13 punti col 50% da tre.

Degna di nota, inoltre, la prestazione di Josh Hart. Il prodotto di Villanova non incide in attacco (3 punti con 1/5 dal campo), ma è encomiabile per abnegazione e spirito di sacrificio. Per lui 15 rimbalzi, 6 assist, 4 palle rubate e una stoppata, risultando a dir poco decisivo.

In gara-2, San Antonio scende in campo con l’obiettivo di riportare la serie in equilibrio. Gli Speroni toccano la doppia cifra di vantaggio in avvio di secondo quarto, ma la reazione dei Knicks non tarda ad arrivare. Towns segna sette punti consecutivi e New York si porta a -5, per poi andare alla pausa lunga sul +4.

NBA

OG Anunoby, tra i principali protagonisti della splendida cavalcata dei Knicks verso il titolo. (Fonte: New York Knicks).

L’inesperienza condanna gli Spurs

A metà quarto periodo, gli ospiti toccano il massimo vantaggio della serata (+14). San Antonio, però, riesce a riacciuffare gli avversari con un parziale di 14-0 che rimette tutto in discussione a 3′ dalla fine (97-97). Nel finale, con gli Spurs avanti di un punto, Wembanyama commette una leggerezza che i suoi pagano a caro prezzo.

Il francese dà il via all’azione nella propria metà campo e passa il pallone a Castle, che però è girato di spalle e non si accorge del passaggio del compagno. La palla sbatte sulla schiena del prodotto di Uconn e viene recuperata da Brunson, che subisce fallo da Wembanyama e va in lunetta. L’ex Mavericks segna entrambi i liberi che fissano il punteggio sul 105-104 a dieci secondi dalla fine. Wemby ha la chance di riscattarsi con l’ultimo tiro della partita, ma il suo tentativo dalla media distanza non trova il fondo della retina.

Il miglior realizzatore della serata è Towns (21 punti e 13 rimbalzi), mentre Brunson e Bridges totalizzano 20 punti a testa. Anunoby ne aggiunge 17 e Shamet segna nuovamente 13 punti in uscita dalla panchina. A San Antonio non bastano le ottime prove di Wembanyama, al netto degli errori commessi a fine gara (29 punti, 9 rimbalzi e 4 stoppate con 11/21 dal campo) e Fox (20 punti e 5 assist con 8/12 al tiro).

Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns, un duo stellare per i Knicks. I due si laureano campioni NBA al primo tentativo. (Fonte: NBA).

NBA, capolavoro Knicks alle Finals

Dopo due gare, entrambe in trasferta, i Knicks conducono per 2-0 e vedono vicinissimo il traguardo. Proprio nel momento di massima difficoltà, però, gli Spurs tirano fuori l’orgoglio e riaprono la serie, imponendosi per 115-111 in gara-3 al termine di una partita molto intensa e combattuta.

Per la seconda volta assoluta, nelle prime tre partite delle Finals arrivano tre vittorie in trasferta. Era già avvenuto nel 1993, nel duello tra i Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen e i Phoenix Suns di Charles Barkley. Una vittoria di squadra per San Antonio, che manda in doppia cifra tutto il quintetto titolare.

Su tutti, spicca Victor Wembanyama, che si riscatta alla grande dopo gli errori delle prime due sfide. 32 punti, 8 rimbalzi, 6 assist, 2 recuperi e 3 stoppate col 61% dal campo (11/18) e il 50% da dietro l’arco (2/4) per lui. Non è da meno Stephon Castle, che mette a referto 23 punti, 5 rimbalzi e altrettanti assist. De’Aaron Fox, invece, fa fatica (12 punti con 4/14 al tiro e 0/5 da tre). Il classe ’98 si fa perdonare col canestro del 113-108 che mette in ghiaccio il risultato.

NBA

Terzo titolo NBA per i New York Knicks, che chiudono la postseason con sedici vittorie e appena tre sconfitte. (Fonte: NBA).

Un trionfo a suon di rimonte per i Knicks

Tra le fila dei Knicks si mette in evidenza Josh Hart, che fa registrare 16 punti, 9 rimbalzi e 5 assist con 6/10 dal campo e 4/7 da dietro l’arco. Brunson migliora le sue percentuali rispetto alle prime due partite (32 punti, 5 rimbalzi e altrettanti assist con 11/25 al tiro e 3/5 da tre). Towns, Bridges e Shamet, invece, non riescono a ripetersi.

In gara-4, gli Spurs partono col piede ben piantato sull’acceleratore, toccando subito la doppia cifra di vantaggio (12-2). Gli ospiti chiudono il primo quarto sul +19 (41-22) e vanno all’intervallo sul +27 (76-49). Oltre a ciò, i texani segnano ben quattordici triple nel primo tempo, battendo il precedente record dei Cleveland Cavaliers (tredici alle Finals 2017).

Nel terzo quarto, i Knicks riescono a riaprire una partita che sembrava ampiamente chiusa, portandosi sul -16 a metà periodo. All’inizio dell’ultimo quarto, gli Spurs si riportano a +20 con i canestri di Harper e Wembanyama. Tutto da rifare per New York, che con grande lucidità mentale non si scompone e risucchia nuovamente tanti punti di svantaggio, fino a toccare il -9 a sei minuti e mezzo dal termine.

Victor Wembanyama stoppa Karl-Anthony Towns sotto canestro. Il francese chiude i primi playoff della sua carriera con 78 stoppate. (Fonte: NBA History).

San Antonio ko, New York riscatta la sconfitta del 1999

San Antonio non riesce più a segnare, mettendo insieme appena due canestri negli ultimi nove minuti e mezzo del quarto quarto. I Knicks completano l’opera con un parziale di 12-4 negli ultimi 4′. A mettere il punto esclamativo sull’incredibile successo dei padroni di casa è un tap-in di Anunoby a un secondo dal termine. L’ala britannica sbuca dal nulla e si avventa sul pallone dopo una tripla sbagliata da Brunson. New York si impone per 107-106 e tocca il 3-1 nella serie.

Già campione NBA coi Toronto Raptors nel 2019, Anunoby chiude in bellezza una serata da incorniciare (33 punti con 10/15 al tiro e 7/9 da tre), mentre Brunson si rende autore di 36 punti, 5 rimbalzi, 7 assist e 3 recuperi con 12/25 dal campo e 3/7 dalla lunga distanza. Per entrambi si tratta della miglior partita in carriera alle Finals. Poco prima del canestro decisivo, Anunoby stoppa Fox sotto canestro, dando così un contributo fondamentale anche in difesa.

Bene anche Towns, che nonostante un problema di falli sin dalle fasi iniziali chiude con una doppia doppia da 13 punti e 10 rimbalzi. Si fa apprezzare, in uscita dalla panchina, anche il portoricano Alvarado (8 punti, 2 rimbalzi e 3 assist in 15′). Gli Spurs, loro malgrado, entrano nella storia dalla parte sbagliata. I texani, infatti, diventano la prima squadra nella storia a sprecare un vantaggio di ben 29 punti alle NBA Finals.

NBA

Annata da incorniciare per Jalen Brunson, MVP dell’NBA Cup, delle Finali di Conference e delle Finals NBA. (Fonte: Complex Sports).

NBA, Brunson è l’MVP delle Finals

I Knicks mettono la ciliegina sulla torta in gara-5, conquistando il loro terzo titolo NBA, nonché il primo dal 1973. Un’attesa lunga ben 53 anni, nel corso dei quali New York ha vissuto tanti momenti negativi prima di tornare grande. Anche il successo nella quinta partita della serie arriva in rimonta, con i Knicks che riescono a ribaltare uno svantaggio di sedici punti.

Nel primo tempo, le difese fanno la differenza, con le due squadre che vanno alla pausa lunga sul 42-37 per San Antonio. L’ennesima rimonta di una postseason a dir poco memorabile per New York arriva nella ripresa e porta la firma del solito Jalen Brunson. L’ex Mavs sigla ben 45 dei 94 punti dei suoi, tirando con 14/27 dal campo e 4/7 da tre.

Brunson chiude la serie con medie di 32.6 punti, 4.2 rimbalzi, 4.6 assist e 2 recuperi col 42% al tiro e il 39% dalla lunga distanza, aggiudicandosi l’MVP delle Finals. I New York Knicks diventano la prima squadra della storia a vincere sia l’NBA Cup che l’anello nella stessa stagione, battendo in entrambi i casi i San Antonio Spurs.

New York si tinge di blu e arancione per celebrare l‘impresa dei Knicks alle NBA Finals. (Fonte: Gary Hershorn).

Annata storica per i Knicks, New York esplode di gioia

La franchigia della Grande Mela riesce così a riscattare la sconfitta per 4-1 subita proprio contro gli Speroni alle Finals nel 1999. Il trio dei prodotti di Villanova (Brunson, Bridges e Hart) festeggia un grande traguardo, dopo aver già vinto, insieme, il titolo NCAA con i Wildcats nel 2016. Un trionfo che porta anche e soprattutto la firma di coach Mike Brown, che perse le prime Finals in carriera, alla guida dei Cleveland Cavaliers, proprio contro gli Spurs (4-0 nel 2007).

L’ex allenatore dei Sacramento Kings aveva già vinto il titolo NBA da assistente allenatore in ben quattro occasioni, di cui una con Gregg Popovich a San Antonio nel 2003 e tre con Steve Kerr ai Golden State Warriors (2017, 2018 e 2022). I New York Knicks eguagliano nell’albo d’oro Detroit Pistons, Miami Heat e Philadelphia Sixers a quota tre campionati NBA, mentre gli Spurs non riescono a tornare alla vittoria dopo dodici anni.

Pesa soprattutto l’inesperienza rispetto ai newyorkesi, capaci di gestire con grande lucidità anche i momenti della serie in cui i texani sembravano avere la situazione sotto controllo. Tuttavia, San Antonio ha tutti i mezzi per riprovarci con maggior convinzione già dal prossimo anno. Nel frattempo, a fare festa sono Brunson e compagni, che rendono realtà un sogno che la Grande Mela cullava da più di mezzo secolo.

Fonte foto in evidenza: BetMGM (X)BetMGM (X)

Dennis Izzo

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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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