Il mercato NBA continua a sorprendere. Due giorni fa, Boston Celtics e Philadelphia Sixers hanno trovato l’accordo per una delle trade più inaspettate degli ultimi anni. Jaylen Brown approda alla corte di Nick Nurse in cambio di Paul George, due prime scelte al Draft (2028 e 2031) e altrettante seconde scelte (2028 e 2030).
30 anni da compiere il prossimo 24 ottobre, Brown è reduce dalla miglior stagione della sua carriera. Le sue medie di 28.7 punti, 6.9 rimbalzi e 5.1 assist hanno permesso ai Celtics di sopperire alla lunga assenza per infortunio di Jayson Tatum. Quest’ultimo è tornato in campo a inizio marzo.

Jaylen Brown col premio di MVP delle Finals vinto nel 2024, anno in cui trascinò Boston al titolo NBA. (Fonte: SM Highlights).
La lunga assenza del classe ’98 e le partenze di Holiday e Porziņģis lasciavano presagire una stagione complicata. Brown, però, si carica la squadra sulle spalle e trascina Boston al secondo posto a Est col quarto miglior record NBA. Non va altrettanto bene ai playoff, in cui gli uomini di Mazzulla affrontano i Philadelphia Sixers al primo turno.
Apparentemente in controllo dopo le prime quattro partite, i Celtics si fanno rimontare un 3-1 di vantaggio per la prima volta assoluta, perdendo in maniera piuttosto rocambolesca la serie. Un epilogo inevitabilmente seguito da speculazioni su alcuni dei volti principali della squadra.
Boston prova a inserirsi nella corsa a Giannis Antetokounmpo, in uscita dai Milwaukee Bucks, mettendo sul piatto proprio Jaylen Brown. I Celtics, però, non sono convinti di offrire un’estensione triennale al greco l’affare sfuma. Boston resta a mani vuote e con un Brown da scambiare.

Paul George, 36 anni, saluta i Philadelphia Sixers dopo due stagioni e si trasferisce a sorpresa ai Boston Celtics. (Fonte: BetMGM).
La richiesta per il cinque volte All-Star è alta (quattro prime scelte al Draft) e poche squadre sembrano in grado di accontentarla. Ed è qui che entra in gioco Philadelphia. Rimasti fin lì nell’ombra, i Sixers preparano la mossa decisiva e spiazzano tutti.
Brown lascia i Boston Celtics dopo ben dieci stagioni, in cui ha vinto un MVP delle Eastern Conference Finals, un titolo NBA e un MVP delle Finals nel 2024. Finisce, dunque, l’era di Tatum e Brown, beniamini dei tifosi dei Celtics. Due giocatori così diversi e così simili al tempo stesso, sia sul piano tecnico che caratterialmente.
Un duo capace di riportare Boston sul tetto dell’NBA dopo sedici anni di attesa, rendendola la franchigia più vincente di sempre. Probabilmente tutti i supporter di Boston avrebbero fatto carte false per vederli insieme ancora a lungo con la canotta biancoverde, ma il mercato NBA segue logiche tutte sue.

Nella notte tra il 26 e il 27 aprile, Philadelphia sembrava ormai destinata a ripartire da zero. Il 3-1 per i Celtics, infatti, lasciava presagire l’ennesima sconfitta contro gli odiati rivali, nonché l’ennesimo flop nella storia recente della franchigia della Pennsylvania. Cambia tutto nel giro di pochi giorni.
Contro ogni previsione, i Sixers ribaltano i Celtics e li condannano a una precoce e beffarda eliminazione. Poco più di due mesi dopo, soffiano loro uno dei due perni fondamentali, nonché grande protagonista del titolo vinto due anni fa. Storie che soltanto l’universo NBA sa regalare.
Con l’innesto di Brown a rinforzare un quintetto che può contare su nomi del calibro di Embiid, Edgecombe e Maxey, i 76ers sognano un titolo NBA che manca dal 1983. Il celebre The Process, insomma, è tutt’altro che tramontato: ha semplicemente preso una traiettoria diversa.

Joel Embiid e Jaylen Brown, rivali per un’intera decade, saranno presto compagni di squadra ai Philadelphia Sixers. (Fonte: NY Times).
L’arrivo di Jaylen Brown cambia radicalmente il volto dei Philadelphia 76ers. Dopo anni trascorsi alla ricerca di un esterno capace di affiancare Embiid e Maxey, il front office di Philly mette finalmente nelle mani di Nick Nurse uno dei migliori two-way player dell’intera NBA.
Brown garantisce punti, atletismo e difesa d’élite, qualità che permettono ai Sixers di diventare una delle squadre più complete della lega. A differenza di Paul George, reduce da stagioni sempre più condizionate dagli infortuni, l’ex Celtics arriva nel pieno della maturità cestistica e rappresenta una garanzia sia dal punto di vista fisico che della continuità.
Sul piano tattico, il suo inserimento apre scenari estremamente interessanti. Con Maxey in cabina di regia e Brown principale riferimento sugli esterni, Embiid potrà beneficiare di spazi ancora maggiori in area. L’ex Boston avrà finalmente la possibilità di giocare accanto a un lungo dominante come il camerunese, capace di attirare costantemente raddoppi e liberare i compagni sul perimetro.

Jaylen Brown al ferro nel corso di gara-1 delle NBA Finals 2024 tra Boston Celtics e Dallas Mavericks. (Fonte: NBA.com).
A rendere ancora più intrigante il progetto è V.J. Edgecombe. Selezionato con la terza scelta assoluta al Draft dello scorso anno, potrà imporsi definitivamente al fianco di tre All-Star come Jaylen Brown, Joel Embiid e Tyrese Maxey. Il talento bahamense ha tutte le carte in regola per essere l’arma in più e lo ha dimostrato nell’anno da rookie.
Se la salute assisterà i Sixers, Philadelphia potrà presentarsi ai nastri di partenza come una delle principali candidate al titolo. Dopo anni di delusioni, eliminazioni premature e occasioni sprecate, la franchigia della Pennsylvania sembra aver trovato il tassello che mancava per competere davvero fino in fondo.
Boston, dal canto suo, riparte da Jayson Tatum e Paul George, una coppia dal talento indiscutibile ma dalle incognite evidenti. 36 anni compiuti lo scorso 2 maggio, PG arriva da stagioni condizionate dagli infortuni e ha ancora un contratto pesantissimo (54 milioni nel 2026-27 e una player option da 56,5 milioni per il 2027-28).

Jayson Tatum e Jaylen Brown, compagni di squadra ai Boston Celtics per nove stagioni e campioni NBA nel 2024. (Fonte: NBA.com).
Proprio nella serie dei playoff contro Boston, George ha sfoggiato le migliori prove del suo biennio a Philadelphia. Tra giocate di qualità e un apporto costante in entrambe le metà campo, il classe ’90 è stato un autentico fattore per i Sixers. Nonostante ciò, rimpiazzare Brown a questo punto della carriera potrebbe essere una responsabilità troppo grande.
Un rischio enorme per i Celtics. Per Boston si chiude un’epoca. Adesso comincia un nuovo capitolo, tanto affascinante quanto ricco di incognite. Dopo la clamorosa trade di Luka Dončić dai Mavericks ai Lakers per Anthony Davis va in porto un altro scambio destinato a far discutere a lungo.
Fonte foto in evidenza: NBA.com
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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