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Mondiali 2026: da Endrick a Yildiz, i giovani talenti pronti a stupire
11 Giugno 2026
Calcio

Mondiali 2026: da Endrick a Yildiz, i giovani talenti pronti a stupire

Home » Voci di Sport » Calcio » Mondiali 2026: da Endrick a Yildiz, i giovani talenti pronti a stupire

I Mondiali 2026 prenderanno il via questa sera con la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica all’Azteca di Città del Messico. I nomi più attesi sono inevitabilmente quelli dei numerosi fuoriclasse che con questa Coppa del mondo chiuderanno la propria avventura nel torneo. Su tutti Cristiano Ronaldo (41 anni) e Lionel Messi (38). Entrambi si apprestano a partecipare al sesto Mondiale in carriera, record condiviso con Guillermo Ochoa.

Saranno gli ultimi Mondiali anche per Luka Modrić, Edin Džeko, Heung-min Son, Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e Neymar, tra i tanti. Se una generazione di fenomeni sta per uscire di scena, un’altra schiera di talenti cristallini si affaccia con personalità sul palcoscenico più importante e prestigioso.

Tra Stati Uniti, Messico e Canada, potrebbero raggiungere la definizione tra i grandi o trovare l’occasione giusta per mettere in evidenza le proprie doti tecniche alcuni dei migliori giovani del panorama calcistico internazionale. Del resto, con sedici squadre partecipanti in più rispetto al passato, si aprono le porte a tanti talenti.

Mondiali

Endrick esulta dopo il gol segnato nell’amichevole vinta 2-1 con l’Egitto. Il 19enne è a quota 4 reti col Brasile. (Fonte: Planeta do Futebol).

Mondiali 2026, tanti talenti per le squadre sudamericane

Il Brasile è la squadra con l’età media più alta tra le principali candidate al titolo, ma tra le fila della Seleção non mancano giovani già pronti a lasciare il segno. In attacco, tra i vari Vinicius Junior, Raphinha, Martinelli e Neymar, Carlo Ancelotti può contare anche su Endrick e Rayan. Entrambi classe 2006, i due sono reduci da stagioni molto positive, rispettivamente con le maglie di Lione e Bournemouth.

Endrick ha trovato la via della rete nell’ultima amichevole prima dei Mondiali, vinta 2-1 contro l’Egitto, mentre Rayan era andato a segno nel precedente test contro Panama (6-2). Pur non partendo titolari, potrebbero ritagliarsi uno spazio importante a gara in corso. Stesso discorso per Nico Paz, che dopo una stagione da protagonista assoluto con il Como (13 reti e 8 assist in 40 presenze) proverà a incantare anche ai Mondiali.

Non solo Brasile e Argentina. Anche l’Ecuador sfoggia diversi talenti interessanti, tra cui Kendry Páez, classe 2007 di proprietà del Chelsea e reduce da una stagione trascorsa in prestito tra Strasburgo e River Plate. Nonostante la giovane età, il centrocampista offensivo nato a Guayaquil può già vantare 26 presenze con la maglia de La Banana Mecánica. Il Mondiale sarà una vetrina importante anche per il possente difensore Joel Ordóñez, 22 anni, che in estate potrebbe lasciare il Club Brugge.

A 18 anni non ancora compiuti, il messicano Gilberto Mora diventerà il più giovane debuttante nella storia dei Mondiali. (Fonte: Actu Foot Stats).

Gilberto Mora, l’astro nascente del calcio messicano

Il Messico padrone di casa ha in rosa il giocatore più giovane dell’intero torneo: Gilberto Mora, che compirà 18 anni il prossimo 14 ottobre. Il jolly offensivo del Club Tijuana è il più giovane debuttante nella storia de los Aztecas, avendo disputato la sua prima gara in Nazionale il 28 giugno 2025, a 16 anni e 257 giorni. Pochi giorni dopo, servendo l’assist decisivo per Raúl Jiménez nella semifinale di Gold Cup vinta contro l’Honduras, è diventato anche il più giovane assistman della storia del Messico.

Tra gli astri nascenti delle squadre asiatiche figurano invece Keisuke Gotō del Giappone e Abdukodir Khusanov dell’Uzbekistan. Il primo ha messo a referto 13 gol e 8 assist in 40 partite con il Sint-Truiden e rientrerà all’Anderlecht, proprietario del suo cartellino. Il secondo, duttile difensore del Manchester City, è diventato il primo giocatore uzbeko a militare in Premier League. Già pilastro della Nazionale guidata da Fabio Cannavaro, Khusanov è chiamato a trascinare l’Uzbekistan alla sua prima partecipazione mondiale.

L’Australia, invece, punta sulle qualità di Nestory Irankunda, che a 20 anni ha già totalizzato 5 reti in 15 partite con i Socceroos. Tra le nazionali europee, invece, molti giovani talenti sono già protagonisti ai massimi livelli. Ne sono un esempio Lamine Yamal e Désiré Doué, stelle emergenti di Spagna e Francia. Ma sia la Roja che i Bleus possono contare su altri giovani ancora a caccia della definitiva consacrazione in Nazionale.

Mondiali

Arda Güler e Kenan Yildiz, giovani stelle dell’ambiziosa Turchia guidata da Vincenzo Montella. (Fonte: 433).

L’Europa e le sue gemme: da Cubarsí a Yildiz

Da un lato c’è Pau Cubarsí, centrale classe 2007 del Barcellona, già titolare sia con i blaugrana che con la Spagna. Dall’altro Warren Zaïre-Emery, centrocampista ventenne fresco vincitore della Champions League con il PSG e preziosa risorsa per la Francia di Didier Deschamps. La Turchia di Vincenzo Montella si affida invece a Kenan Yildiz e Arda Güler, entrambi classe 2005 e già tasselli fondamentali della selezione anatolica.

Güler ha già totalizzato 30 presenze e 6 reti con la maglia della Turchia, inclusa la splendida rete realizzata contro la Georgia a Euro 2024. Yildiz, invece, ha fatto registrare 28 partite e 5 gol. Occhio anche a Jorrel Hato, difensore classe 2006 del Chelsea cresciuto nell’Ajax e pronto a disputare la sua prima grande competizione con l’Olanda. Altri prospetti particolarmente interessanti sono il difensore croato Luka Vušković, nato nel 2007, attualmente in forza all’Amburgo e di proprietà del Tottenham, e il centrocampista svedese classe 2006 Lucas Bergvall, reduce da una stagione da un gol e 5 assist in 33 partite con gli Spurs.

Tra i profili offensivi spiccano poi Kerim Alajbegović, 18enne bosniaco del Salisburgo già seguito da numerosi top club italiani ed europei (tra cui la Roma), Antonio Nusa, esterno 21enne della Norvegia che nelle qualificazioni ai Mondiali ha fatto ammattire la difesa dell’Italia, il 20enne austriaco Paul Wanner, cresciuto nel Bayern Monaco e oggi al PSV, Assan Ouédraogo, 20enne tedesco del Lipsia in passato accostato a numerose squadre italiane, e Matias Fernández-Pardo, attaccante belga di origini spagnole e italiane che pochi giorni fa ha debuttato con la Nazionale maggiore. Anche l’Africa mette in vetrina alcune gemme particolarmente brillanti.

Yan Diomande in azione con la Costa d’Avorio nel corso dell’amichevole vinta 2-1 contro la Francia a Nantes (Fonte: RB Leipzig).

Yan Diomande, una nuova stella illumina l’Africa

Tra queste c’è Yan Diomande, esterno ivoriano del Lipsia che a soli 19 anni è già uno dei giovani più ricercati del panorama europeo. Reduce da una stagione da 13 gol e 10 assist in 36 presenze, il classe 2006 è finito nel mirino di diversi top club ed ha una valutazione di ben 90 milioni di euro su Transfermarkt. Non è da meno il suo omonimo Ousmane Diomande, difensore di 22 anni dello Sporting Lisbona, già campione d’Africa con Les Éléphants nel 2023. La Tunisia, invece, si affida al 22enne Ismaël Gharbi, scuola PSG e di proprietà del Braga.

Da segnalare anche il polivalente 20enne dell’Algeria Ibrahim Maza, che gioca nel Bayer Leverkusen, i centrocampisti classe 2004 della Repubblica Democratica del Congo Noah Sadiki e Ngal’ayel Mukau e i senegalesi Lamine Camara (Monaco), Habib Diarra (Sunderland), El Hadji Malick Diouf (West Ham), Mamadour Sarr (Chelsea), Assane Diao (Como), Bara Sapoko Ndiaye (Bayern Monaco) e Ibrahim Mbaye (PSG). Il Senegal ha alcuni dei migliori talenti del continente, ma il Marocco non sta certo a guardare.

Da Ayyoub Bouaddi, 18enne del Lille, a Chemsdine Talbi, 21enne del Sunderland, fino al classe 2004 Bilal El Khannouss e ai due talenti dello Strasburgo, El Mourabet e Yassine. Tra stelle affermate e giovani promesse, i Mondiali 2026 rappresentano una vetrina unica. Se Mbappé, Haaland, Yamal, Vinícius Júnior e Bellingham puntano a consolidare il proprio status tra i migliori giocatori del pianeta, i vari Endrick, Mora e Cubarsí sognano di trasformare la Coppa del mondo nel trampolino di lancio definitivo della propria carriera.

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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