Tra una settimana si aprirà il sipario sui Mondiali 2026, che prenderanno il via allo stadio Azteca di Città del Messico con la gara inaugurale tra i padroni di casa del Messico e il Sudafrica. Curiosamente, lo stesso duello con cui iniziarono i Mondiali di Sudafrica 2010, anche in quel caso l’11 giugno. Potendo contare sul supporto del proprio pubblico, la selezione tricolore ha elevate possibilità di staccare il pass per gli ottavi.
Occhio, però, alle tante insidie di uno dei gironi più incerti ed equilibrati sulla carta. Nel gruppo A sono presenti quattro squadre provenienti da quattro continenti diversi, ossia Messico, Sudafrica, Corea del Sud e Repubblica Ceca. Tre di queste hanno ospitato almeno un’edizione dei Mondiali, mentre nessuna tra loro è mai andata oltre le semifinali.

Guillermo Ochoa da record: il classe ‘85 giocherà i Mondiali per la sesta volta in carriera. (Fonte: Mexico National Team).
In procinto di ospitare la Coppa del mondo per la terza volta assoluta, seppur in coabitazione con Stati Uniti e Canada, il Messico punta a riscattare la deludente eliminazione ai gironi di quattro anni fa. Javier Aguirre, già commissario tecnico ai Mondiali 2002 e 2010 e vincitore di due CONCACAF Gold Cup e di una CONCACAF Nations League, ha convocato il sempiterno Guillermo Ochoa. Il Memo, attualmente in forza all’AEL Limassol e con un passato anche in Italia, alla Salernitana, è pronto a prendere parte al sesto Mondiale della sua carriera (2006, 2010, 2014, 2018, 2022 e 2026).
41 anni da compiere il prossimo 13 luglio, Ochoa eguaglia Leo Messi e Cristiano Ronaldo per numero di Mondiali disputati. Inoltre, insieme a CR7, la Pulce e Luka Modrić, sarà uno dei quattro giocatori presenti a Germania 2006 a scendere in campo nella Coppa del mondo di quest’anno. Tra i veterani spicca il duttile Edson Álvarez, mentre in attacco, il Messico si affida all’esperto Raúl Jiménez e a Santi Giménez, reduce da una stagione a dir poco complicata al Milan (un gol e 3 assist in 18 presenze).
L’ex PSV non si è ancora imposto in Nazionale, avendo messo insieme sin qui soltanto 6 gol in 47 partite con El Tricolor. Tra le conoscenze del nostro campionato figura anche il centrale del Genoa Johan Vásquez, mentre non ci sarà l’ex Napoli Hirving Lozano, non convocato dopo essere stato messo fuori rosa dal San Diego FC. Una possibile sorpresa potrebbe essere il 17enne Gilberto Mora, centrocampista del Club Tijuana, più giovane debuttante nella storia del Messico nonché giocatore più giovane degli imminenti Mondiali.

Il Sudafrica torna ai Mondiali dopo sedici anni. Proprio come nel 2010, il debutto sarà contro il Messico. (Fonte: Bafana Bafana).
Il Sudafrica torna ai Mondiali dopo tre assenze consecutive. Se si esclude la partecipazione del 2010, acquisita di diritto in quanto paese ospitante della manifestazione, gli africani non centravano la qualificazione alla rassegna iridata sul campo dal 2002. Nei tre Mondiali giocati (1998, 2002 e 2010), i Bafana Bafana non sono andati oltre il primo turno (terzo posto con 2 punti nel 1998 e con 4 punti nel 2002 e nel 2010).
Se nel 1998 era nel gruppo con la Francia futura campione del mondo, nel 2002 con la Spagna e nel 2010 con Uruguay e Francia (anche se i transalpini furono una delle principali delusioni di quell’edizione), quest’anno il Sudafrica ha dalla sua un girone molto più abbordabile. Nonostante ciò, la squadra allenata dal belga Hugo Broos non dispone di sufficiente esperienza internazionale.
Soltanto tre dei ventisei giocatori convocati, infatti, militano in Europa: il difensore 22enne Ime Okon (Hannover) e gli attaccanti Thapelo Maseko (AEL Limassol) e Lyle Foster (Burnley), i cui 3 gol e 2 assist in 26 presenze non sono bastati a evitare la retrocessione dei Clarets dalla Premier League alla Championship.

Il capitano della Corea del Sud Heung-min Son, autore di una doppietta nella vittoria per 5-0 contro Trinidad & Tobago in amichevole. (Fonte: DAZN Football).
La Corea del Sud continua a essere una delle realtà più interessanti del continente e negli ultimi anni ha dimostrato di poter competere anche con squadre europee e sudamericane. Il ricordo della storica semifinale raggiunta ai Mondiali 2002 resta vivo nella memoria dei tifosi, ma i coreani hanno saputo confermarsi nel tempo come una presenza costante della rassegna iridata.
Le Tigri Asiatiche vantano ben undici qualificazioni consecutive alla Coppa del mondo. Da Messico ’86 ad oggi, nessuna squadra asiatica fa meglio, con il Giappone fermo a quota otto. La stella della squadra è il capitano Heung-min Son, che dal 2025 milita nel Los Angeles FC dopo sedici anni ad alti livelli in Europa tra Amburgo, Bayer Leverkusen e Tottenham.
Primo per presenze (145) e secondo per reti totali (56, soltanto due in meno rispetto al primatista Cha Bum-kun), il classe ’92 si appresta a disputare i Mondiali per la quarta volta. La Corea del Sud può contare anche su tanti altri giocatori di esperienza internazionale, tra cui il difensore del Bayern Monaco Kim Min-jae, già campione d’Italia col Napoli nel 2023, e il centrocampista Kang-in Lee, vincitore di due Champions League col Paris Saint-Germain.

La Repubblica Ceca torna ai Mondiali per la prima volta dall’edizione di Germania 2006. (Fonte: Czech Football National Team).
Tra le quattro partecipanti del gruppo A, la Repubblica Ceca è la squadra che mancava da più tempo ai Mondiali. Dopo aver fallito l’obiettivo qualificazione a Sudafrica 2010, Brasile 2014, Russia 2018 e Qatar 2022, i cechi tornano in grande stile alla Coppa del mondo dopo vent’anni, reduci dalla vittoria ai playoff ai rigori contro la più quotata Danimarca.
Pur non avendo la tradizione di altre nazionali europee, la Repubblica Ceca ha spesso prodotto calciatori di grande talento e può contare su una scuola calcistica solida e in grande ascesa negli ultimi anni. In un girone così aperto, l’esperienza europea potrebbe rivelarsi una vera e propria arma in più per gli uomini di Miroslav Koubek.
Quest’ultimo ha convocato ben nove giocatori dello Slavia Praga, fresco di vittoria del campionato ceco, in cui militano diciassette dei ventisei giocatori selezionati. Patrik Schick, ormai da anni principale terminale offensivo dei suoi, è a sole due reti dalla top 3 dei migliori realizzatori all-time della Nazionale ceca, mentre Tomáš Souček è pronto a scollinare quota 90 presenze in Nazionale. Da tenere d’occhio Pavel Šulc, reduce da una stagione da 14 gol e 7 assist col Lione.
Fonte foto in evidenza: Mexico National Team (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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