Avvio di Europa League a due facce per le italiane impegnate nella competizione. Da una parte una vittoria larga, capace di restituire entusiasmo dopo una battuta d’arresto in campionato, per la Juventus contro gli olandesi del NEC Nijmegen. Dall’altra, una sconfitta interna che riporta a galla dubbi e difficoltà di equilibrio, per il Milan con il Benfica.
Le due serate raccontano storie diverse, ma hanno un elemento in comune: per entrambe, il risultato europeo arriva in un momento in cui la stagione è ancora alla ricerca di una direzione stabile. I rossoneri saranno chiamati a voltare subito pagina contro il Lecce tra le mura amiche, mentre i bianconeri arrivano nel migliore dei modi alla sfida casalinga con l’Atalanta dell’ex Sarri.

Il percorso europeo del Milan parte in salita: i rossoneri, infatti, perdono col Benfica tra i fischi di San Siro. (Fonte: AC Milan).
A San Siro, il Milan si ritrova subito a inseguire. Il Benfica, infatti, sblocca il match dopo poco più di un quarto d’ora di gioco, con Dodi Lukebakio che manda in tilt Bartesaghi e scocca un gran mancino da fuori area che non lascia scampo a Maignan. Nemmeno dieci minuti più tardi, una sanguinosa palla persa da Jashari porta le Aquile a sfiorare il raddoppio, con Sudakov che colpisce il palo.
Primo tempo da incubo per i rossoneri, che fa il paio con la pessima prestazione nei primi 45′ della gara della scorsa giornata di campionato con la Lazio. Se a Roma gli uomini di Amorim erano riusciti a rimettere le cose a posto nella ripresa, però, contro il Benfica non riescono a ripetersi. In avvio di secondo tempo, De Winter spreca una colossale occasione per il pareggio, non inquadrando la porta da posizione invitante.
Di lì a poco, gli ospiti raddoppiano con Kamiński. Pescato in area da un cross di El Karouani dalla sinistra, il polacco batte Maignan con un gran destro di prima intenzione, con la retroguardia del Milan che resta, di fatto, immobile, non opponendo alcuna resistenza. Pulisic, subentrato all’intervallo a un deludente Hutchinson, prova a scuotere i suoi con due tentativi, ma in entrambi i casi trova l’opposizione di Trubin.
Il Milan incassa la sua prima sconfitta stagionale, tornando a perdere in casa in campo europeo esattamente due anni dopo il ko per 3-1 col Liverpool nella prima partita della fase campionato della Champions League 2024-2025. A dare il primo dispiacere ad Amorim è proprio il Benfica, squadra in cui l’attuale tecnico rossonero militò da calciatore. Anche l’altro grande ex della serata, Gonçalo Ramos (41 gol in quattro anni con le Águias), non riesce a lasciare il segno.

Weston McKennie in azione contro il NEC: il suo rientro dopo quasi un mese di assenza è molto importante per la Juventus. (Fonte: JuventusFC).
Sorride, invece, la Juventus, che era chiamata a dare una risposta alle critiche arrivate dopo la beffarda sconfitta sul campo del Sassuolo. I bianconeri archiviano la pratica NEC Nijmegen in men che non si dica. Dopo nemmeno dieci minuti di gioco, Nico González riceve direttamente da Grabara, Polster non riesce a rinviare e l’argentino insacca a porta sguarnita. Un quarto d’ora più tardi, McKennie apparecchia per Alajbegović, che dal limite dell’area insacca all’incrocio.
Primo gol in bianconero per il talento bosniaco, che a 18 anni e 361 giorni diventa il secondo 18enne a siglare un gol con la Juventus in una competizione europea dopo Gianfranco Zigoni, che il 2 ottobre 1963, a 18 anni e 311 giorni, segnò contro il TOFK Belgrado in Coppa delle Fiere. A dieci minuti dall’intervallo, Kabar abbatte Nico González in area e regala un rigore alla Juve. Dagli undici metri va Woltemade, che spiazza Polster.
Anche per il tedesco si tratta del primo gol in bianconero. Non finisce qui, perché alla festa si aggiunge anche un altro nuovo arrivato, Çelik, che al 75′ segna su assist di Kolo Muani. Quest’ultimo trova anche la via del gol, entrando in porta col pallone dopo un’altra uscita a dir poco avventata di uno sciagurato Polster.
È la serata delle prime volte per la Juventus, che oltre ai primi gol di Alajbegović, Woltemade e Kolo Muani (quest’ultimo, però, aveva già messo a segno 10 reti tra gennaio e giugno 2025) si gode il più che positivo debutto tra i pali di Grabara, autore anche di un assist, e ritrova il preziosissimo McKennie, subito in grande spolvero e con la fascia da capitano al braccio.
Fonte foto in evidenza: JuventusFC (X)
Dennis Izzo
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