Come da tradizione, l’NBA Christmas Day si conferma uno degli appuntamenti più attesi e significativi della stagione, una vetrina globale in cui il basket diventa spettacolo totale in piena sintonia con l’atmosfera delle feste natalizie. Cinque gare, cinque storie diverse, ma un unico filo conduttore: la sensazione che, arrivati a questo punto dell’anno, le gerarchie stiano iniziando a prendere forma.
Il Natale targato NBA ha acceso riflettori su contender già consolidate, squadre ancora in cerca di una definitiva consacrazione e possibili rivelazioni, lasciando indicazioni preziose su ciò che potrà essere la seconda metà della stagione NBA. L’anno nuovo è ormai alle porte, ma il 2025 ha ancora tanto da raccontare.

I giocatori dei New York Knicks festeggiano la vittoria natalizia contro i Cleveland Cavaliers. (Fonte: NEW YORK KNICKS).
A dare il via alle danze è la sfida del Madison Square Garden tra New York Knicks e Cleveland Cavaliers. Questi ultimi partono col piede ben piantato sull’acceleratore, chiudendo il primo quarto sul +15 (38-23), anche e soprattutto grazie all’ottimo apporto del duo Garland-Mitchell (12 punti nel solo primo quarto per l’ex Utah Jazz).
La reazione dei padroni di casa non si fa attendere: nel secondo quarto, infatti, i Knicks piazzano un parziale di 37-20 e vanno avanti di due lunghezze alla pausa lunga (60-58). Nel terzo periodo, i Cavs rispondono a tono, con un ottimo Jaylon Tyson che segna 11 dei suoi 16 punti e permette ai suoi di tornare in doppia cifra di vantaggio a 12′ dal termine della gara.
In avvio di quarto quarto, Cleveland tocca nuovamente il +17, ma a poco a poco New York riduce lo svantaggio, fino a pareggiare a poco meno di quattro minuti dalla fine con una tripla di Jalen Brunson, che si ripete firmando il 121-119 a un minuto dalla sirena. 34 punti e 4 assist col 50% da tre (6/12) per il classe ’96, coadiuvato dall’ottimo ex di turno Jordan Clarkson (25 punti in uscita dalla panchina) e dai vari Kolek (16 punti e 9 assist con 4/5 da dietro l’arco), Hart (15 punti) e Bridges (12 punti).
Ai Cavaliers non bastano il rientro del detentore del premio di Difensore dell’anno Evan Mobley e le ottime prestazioni di Donovan Mitchell (34 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e 4 recuperi) e Darius Garland, autore di una doppia doppia da 20 punti e 10 assist. Seconda vittoria in altrettante gare stagionali contro Cleveland per New York, che l’anno scorso aveva perso tutte e quattro le partite giocate contro i Cavs.

De’Aaron Fox show a Natale: 29 punti col 63% al tiro per l’esterno degli Spurs nel successo con i Thunder. (Fonte: San Antonio Spurs).
Trend positivo anche per i San Antonio Spurs, che centrano l’ottava vittoria consecutiva e battono gli Oklahoma City Thunder per la terza volta in altrettanti confronti in questa regular season, confermandosi la kryptonite dei campioni in carica. Dopo un primo quarto molto equilibrato, a metà secondo quarto gli Speroni si portano sul +14. OKC non ci sta e si rifà sotto (-7 a inizio terzo quarto), ma un parziale di 16-6 porta gli ospiti sul +17 a metà terzo periodo (85-68).
All’inizio del quarto quarto, i Thunder passano dal -16 al -10, ma San Antonio non molla la presa e riesce ad assicurarsi la vittoria per 117-102. Cinque giocatori in doppia cifra per i texani, con De’Aaron Fox migliore in campo per distacco con i suoi 29 punti con 12/19 dal campo e 3/4 da tre. 19 punti a testa per Stephon Castle e Victor Wembanyama (7 assist e 8/11 al tiro per il primo, 11 rimbalzi e 6/12 dal campo per il secondo), 15 punti per il veterano Harrison Barnes e 12 punti per il rookie Dylan Harper.
L’MVP Shai Gilgeous-Alexander scollina di poco quota 20 punti, chiudendo a quota 22 e tenendo viva la striscia di partite consecutive con almeno 20 punti a referto (102). Doppia doppia sia per Hartenstein (13 punti e 12 rimbalzi) che per Holmgren (10 punti e 12 rimbalzi), ma nessun giocatore dei Thunder, escluso il sopracitato SGA, segna 14 o più punti, con Jalen Williams e Caruso che si fermano a 12 punti e fanno molta fatica al tiro.
Dopo aver perso appena una partita tra il 22 ottobre e l’11 dicembre (23 vittorie nelle prime 24 partite della regular season), i Thunder hanno incassato quattro sconfitte nelle ultime sei gare, di cui ben tre con gli Spurs, che riaprono prepotentemente la corsa al primo posto nella Western Conference.

Un tempo Splash Brothers nella Baia, Steph Curry e Klay Thompson si affrontano nel giorno di Natale. (Fonte: Golden State Warriors).
Natale speciale per Cooper Flagg, che a 19 anni, compiuti da pochi giorni, diventa il secondo teenager a segnare almeno 25 punti nel giorno di Natale, eguagliando LeBron James. La sua prestazione da 27 punti, 6 rimbalzi e 5 assist col 62% dal campo (13/21), però, non basta ai Dallas Mavericks, che cadono 126-116 sul campo dei Golden State Warriors. Ottimo il primo quarto dei Dubs, che nonostante un avvio difficile per Curry chiudono i primi 12′ avanti 40-28.
Sugli scudi il 39enne Al Horford, che nel primo periodo segna 12 dei suoi 14 punti totali, mandando a bersaglio tutte e quattro le triple tentate. Nel secondo quarto il copione non cambia, con Golden State che va all’intervallo sul +13 (71-58). I Mavs rosicchiano qualche punto di svantaggio soltanto all’inizio dell’ultimo quarto, portandosi sul -5, ma i Warriors non perdono il controllo del match e archiviano la pratica nei minuti finali, con una tripla di Melton – autore di 16 punti in uscita dalla panchina – che chiude definitivamente i conti a poco meno di un minuto dalla fine.
Nonostante le difficoltà al tiro, Steph Curry risulta il miglior realizzatore dei suoi (23 punti con 6/18 dal campo e 2/10 da tre), mentre Jimmy Butler sfiora la tripla doppia, mettendo a referto 14 punti, 9 rimbalzi e altrettanti assist. Per Dallas, invece, oltre all’ottimo Flagg, si segnalano i 26 punti col 75% al tiro (9/12) di Brandon Williams in uscita dalla panchina, mentre il grande ex Klay Thompson non riesce a lasciare il segno (appena 7 punti con 3/8 dal campo e 1/4 da dietro l’arco) ed Anthony Davis esce dopo soli dieci minuti sul parquet a causa di un problema all’inguine.

Con 367 punti, Kevin Durant è il quarto miglior marcatore nella storia del Christmas Day NBA, dietro soltanto a LeBron, Kobe e Oscar Robertson. (Fonte: Houston Rockets).
Ritrovano la vittoria gli Houston Rockets, che espugnano senza particolari patemi d’animo la Crypto.com Arena di Los Angeles, regolando con un netto 119-96 i padroni di casa dei Lakers. Gli ospiti dominano sin dalla palla a due, con i gialloviola che provano a tenersi a contatto ma chiudono in svantaggio di almeno dieci punti sia il primo che il secondo quarto (63-53 per i Rockets all’intervallo). A metà terzo periodo Houston si porta addirittura sul +23, chiudendo di fatto la pratica.
Gli ospiti non riescono mai ad andare in vantaggio nel corso dell’incontro e perdono tre partite consecutive per la prima volta in questa stagione. I texani mandano in doppia cifra ben sei giocatori, con Amen Thompson top scorer della serata con 26 punti, 7 rimbalzi e 5 assist col 63% al tiro (12/19) e Kevin Durant che chiude con 25 punti, 4 rimbalzi e 8 assist.
Bene anche Şengün (doppia doppia da 14 punti e 12 rimbalzi), Jabari Smith (16 punti), Eason e Sheppard (13 punti a testa). Vani, per i californiani, i 25 punti di Luka Dončić e i 18 di LeBron James, miglior marcatore all-time del Christmas Day NBA con 525 punti in 20 partite (media di 26.2 punti a partita nel giorno di Natale).

Un Nikola Jokić devastante mette a referto la tripla doppia numero 15 in stagione nella vittoria contro i Timberwolves al supplementare. (Fonte: Denver Nuggets).
A chiudere il cerchio attorno al Natale NBA è la sfida tra Denver Nuggets e Minnesota Timberwolves, che termina all’overtime col successo per 142-138 dei padroni di casa, trascinati da un Nikola Jokić in grande spolvero. Il tre volte MVP fa registrare una tripla doppia da ben 56 punti (di cui 24 tra quarto quarto e supplementare), 16 rimbalzi e 15 assist col 71% dal campo (15/21) e il 67% da tre (4/6).
Jamal Murray tira male da due (3/14) ma è un cecchino da dietro l’arco (9/18) e chiude con una doppia doppia da 35 punti e 10 assist. Sua, inoltre, la tripla del 131-128 per Denver a poco più di 30’’ dalla fine dell’overtime. Equilibrio è la parola chiave dei primi due quarti (57-55 per i Nuggets alla pausa lunga), mentre tra terzo quarto e prima metà dell’ultimo periodo i padroni di casa sembrano in totale controllo (+15 a meno di sei minuti dal termine).
Proprio quando sembra tutto deciso, Minnesota piazza un parziale di 11-0 e riacciuffa i Nuggets con la tripla di Anthony Edwards per il 115-115 allo scadere. Prestazione superlativa di Ant-Man, autore di 44 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi col 56% al tiro (14/25) ma espulso a 20 secondi dalla fine del supplementare per doppio fallo tecnico. Si fa apprezzare anche Julius Randle, che chiude con 32 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 3 palle rubate e una stoppata col 55% dal campo (12/22).
Fonte foto in evidenza: San Antonio Spurs (X).
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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