La prima semifinale di Conference dei playoff NBA vedrà affrontarsi Minnesota Timberwolves e Denver Nuggets. A circa ventiquattro ore dalla qualificazione dei Lupi, reduci dalla vittoria per 4-0 contro i Phoenix Suns al primo turno, infatti, i campioni in carica archiviano la pratica Los Angeles Lakers (4-1). e volano al secondo turno. Si tratta del secondo anno consecutivo in cui Jokić e compagni demoliscono i gialloviola.
Nella passata stagione, i Nuggets rifilarono uno sweep ai Lakers in Finale di Conference, per poi battere i Miami Heat in sei gare nelle NBA Finals. Quest’anno, invece, le due squadre si sono ritrovate sin da subito faccia a faccia e gli uomini di Darvin Ham sono riusciti almeno a interrompere una serie negativa di ben dieci sconfitte consecutive tra regular season e playoff contro la franchigia del Colorado.

I 32 punti di Jamal Murray affossano i Lakers in gara-5 e portano Denver al secondo turno. (Fonte: Denver Nuggets).
Il 108-106 finale con cui i Nuggets si aggiudicano gara-5 porta la firma di Jamal Murray, autore di un altro canestro decisivo allo scadere. La point-guard canadese sigla prima la tripla del sorpasso (106-104 a poco più di un minuto dal suono della sirena del quarto periodo), quindi si rende autore di un tiro vincente dalla media distanza a quattro secondi dalla fine, portando i suoi sul +2 a tempo praticamente scaduto e impedendo ai Lakers di riaprire la serie.
32 punti, 3 rimbalzi, 7 assist e un recupero col 46% dal campo (13/28) e il 50% da dietro l’arco (5-10) per Murray, che aveva già deciso gara-2 con un tiro sulla sirena. Bene anche i soliti Nikola Jokić, autore di una sontuosa doppia doppia da 25 punti, 20 rimbalzi e 9 assist con il 57% dal campo (12/21) e Michael Porter jr. (26 punti con 8/12 al tiro e 5/7 da tre). I Denver Nuggets accedono meritatamente al secondo turno dei playoff, dove sfideranno i Minnesota Timberwolves in una sorta di Finale di Conference anticipata.
Ai Los Angeles Lakers, invece, non basta un ottimo LeBron James (30 punti, 9 rimbalzi, 11 assist e 4 palle recuperate). LBJ chiude i playoff a 27.8 punti, 6.8 rimbalzi e 8.8 assist di media a 39 anni suonati, ricevendo ben poco supporto da molti dei suoi compagni. La più grande delusione è senza alcun dubbio D’Angelo Russell, reduce da una regular season molto positiva (18 punti e 6.3 assist col 46% dal campo e il 42% da dietro l’arco). Il classe ‘96 si scioglie come neve al sole nella serie con Denver, facendo registrare 14.2 punti di media col 38% al tiro e il 32% da tre (0 punti con 0/6 dalla lunga distanza in gara-3).

La prima semifinale di Conference dei playoff NBA vedrà affrontarsi Denver Nuggets e Minnesota Timberwolves. (Fonte: RitmoNBA).
I gialloviola provano a tenere viva la serie finché riescono e sfiorano l’impresa in gara-2, toccando anche il +19 (70-51) nel terzo quarto, prima del parziale da 50-29 con cui i Nuggets riescono a rimontare e a portarsi sul 2-0. Sorte simile in gara-3 per LeBron e compagni, che davanti ai propri tifosi toccano anche la doppia cifra di vantaggio, salvo poi farsi raggiungere e superare ancora. La serie tra le due squadra ha messo in evidenza la superiorità dei Denver Nuggets, non tanto nel punteggio (appena undici i punti complessivi di scarto) quanto piuttosto nella capacità di gestire i momenti di difficoltà e venirne fuori.
L’ex di turno Kentavious Caldwell-Pope, tanto bistrattato in quel di Los Angeles, dà un contributo degno di nota in gara-1 e gara-4, segnando rispettivamente 12 e 14 punti, mentre Aaron Gordon si prende la scena in gara-3 (doppia doppia da 29 punti e 15 rimbalzi con 12/18 dal campo) e Christian Braun va in doppia cifra in gara-2 (10 punti in uscita dalla panchina con 5/5 da due in appena 13 minuti). Tra le file dei Lakers, invece, l’unico giocatore capace di toccare quota 10 punti in uscita dalla panchina nel corso delle cinque partite della serie è Taurean Prince (11 punti in gara-1).
In casa gialloviola presto sarà il momento delle riflessioni. La squadra ha sì vinto il titolo nel 2020, ma ha anche messo insieme due eliminazioni al primo turno e altrettante mancate qualificazioni ai playoff negli ultimi sei anni, ossia da quando è iniziata l’era di LeBron James. Quest’ultimo ha un’opzione giocatore da poco più di 51 milioni di dollari per la prossima stagione, ma potrebbe decidere di uscire dal contratto ed esplorare la free agency.

Prosegue l’ottima stagione degli Oklahoma City Thunder, che tornano al secondo turno dei playoff dopo otto anni. (Fonte: OKC THUNDER).
Il quadro delle semifinali di Conference a Ovest è quasi completo, con tre squadre su quattro qualificate al secondo turno. In attesa dell’esito del duello tra Los Angeles Clippers e Dallas Mavericks (2-2 dopo le prime quattro partite), infatti, staccano il pass per il turno successivo anche i sorprendenti Oklahoma City Thunder. Dopo aver conquistato il primo posto nella Western Conference (57-25), OKC travolge i New Orleans Pelicans in appena quattro partite. Uno sweep che mette a tacere chi riteneva che Gilgeous-Alexander e compagni fossero ancora troppo giovani e inesperti per puntare a un percorso memorabile nella postseason.
Una prima gara piuttosto combattuta (94–92 per i Thunder, con Gilgeous-Alexander autore di cinque punti consecutivi per portare i suoi da -2 a +3 nel finale) aveva lasciato immaginare a una serie più combattuta. Del resto, i Pelicans, seppur privi di Zion Williamson, potevano contare sull’esperienza di C.J. McCollum e Valanciunas e sul talento dei vari Ingram, Jones, Alvarado e Murphy. Nelle successive partite, però, i Thunder mettono le cose in chiaro, portando a casa due vittorie a dir poco schiaccianti (124-92 in gara-2 e 106-85 in gara-3), tagliando le gambe a New Orleans.
In gara-4, equilibrata per poco più di tre quarti, OKC piazza un parziale di 18-2 tra l’inizio e la fine del quarto quarto, spegnendo i sogni di gloria dei Pels e imponendosi per 97-89. Per la squadra guidata da Mark Daigneault, reduce dalla vittoria del premio di Coach of the Year, si tratta della prima qualificazione al secondo turno dei playoff dal 2016. L’MVP della serie è senza alcun dubbio Shai Gilgeous-Alexander, che mette a referto medie di 27.3 punti, 6 rimbalzi, 5 assist e 1.5 recuperi col 48% dal campo e fa registrare anche il suo massimo in carriera per punti in una singola partita ai playoff (33 in gara-2).
Degni di nota anche i contributi di Lu Dort (11 punti di media col 52% da tre e tre partite in doppia cifra), Chet Holmgren (medie di 15.3 punti, 8.8 rimbalzi e 2.8 stoppate col 47% dal campo), Josh Giddey (21 punti in gara-3 per l’australiano, che sta tirando col 50% da dietro l’arco) e Jalen Williams (21.3 punti, 7.3 rimbalzi, 5 assist e 1.8 recuperi di media. Per ciò che concerne i Pelicans, non può passare inosservato il netto calo di Brandon Ingram, che passa dai 20.8 punti col 49% dal campo in stagione regolare ai 14.2 punti col 35% al tiro, non andando mai oltre quota 19 punti nel corso della serie e segnandone appena 8 nella gara-4 che sancisce l’eliminazione di New Orleans.
Dennis Izzo
Fonte foto in evidenza: OKC THUNDER
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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