Fino a pochi giorni fa, Andrea Pirlo sembrava ormai a un passo dalla panchina della Nazionale italiana. Scelto come simbolo della ricostruzione dopo il terzo Mondiale consecutivo mancato, la sua nomina rappresentava il cuore del nuovo progetto tecnico voluto dalla FIGC, con Paolo Maldini direttore tecnico e Leonardo nel ruolo di consulente.
Nel giro di pochi giorni, però, lo scenario cambia completamente. La candidatura dell’ex regista azzurro sfuma ancor prima di diventare ufficiale, Maldini e Leonardo lasciano i rispettivi incarichi dopo appena due settimane e il presidente federale Giovanni Malagò decide di affidare nuovamente la guida dell’Italia a Roberto Mancini.

Giovanni Malagò con Paolo Maldini e Leonardo: questi ultimi due hanno rassegnato le dimissioni dopo sole due settimane in Nazionale. (Fonte: FIGC).
La scelta di Andrea Pirlo rappresentava una svolta rispetto al passato. La Federazione aveva deciso di puntare su un allenatore con idee moderne e una forte identità calcistica, pur consapevole della sua limitata esperienza in panchina. L’obiettivo era costruire un percorso a lungo termine, valorizzando la nuova generazione di talenti italiani e restituendo entusiasmo a un ambiente profondamente segnato dai fallimenti degli ultimi anni.
Pirlo, campione del mondo nel 2006 e protagonista di una delle carriere più prestigiose del calcio italiano, incarnava perfettamente questa filosofia. Dopo le esperienze da allenatore alla Juventus, al Fatih Karagümrük, alla Sampdoria e allo United FC di Dubai, sembrava tutto fatto per il momento del grande salto in Nazionale.
Quando ormai la nomina sembrava imminente, però, emergono le polemiche legate alla collaborazione commerciale di Pirlo con Fonbet, società di scommesse russa. La questione genera un acceso dibattito mediatico e istituzionale, portando Malagò a rivalutare la situazione. Il presidente della FIGC pone il veto decisivo.

Andrea Pirlo non sarà il nuovo ct dell’Italia: l’accordo è saltato in seguito alle polemiche sul suo ruolo di sponsor di Fonbet, società di scommesse russa. (Fonte: Andrea Pirlo).
Il tema non riguarda il valore tecnico dell’allenatore, bensì l’opportunità della sua nomina in un momento particolarmente delicato per il calcio italiano. Dopo giorni di confronti e tensioni, la Federazione decide di interrompere definitivamente il percorso che avrebbe dovuto portare Pirlo sulla panchina azzurra.
La rinuncia al tecnico bresciano provoca inevitabilmente la rottura con Paolo Maldini e Leonardo, principali sostenitori della candidatura dell’ex centrocampista. I due scelgono di lasciare i rispettivi incarichi, sancendo di fatto la fine del progetto tecnico che avrebbe dovuto inaugurare una nuova fase per la Nazionale.
La loro uscita di scena rappresenta uno dei passaggi più significativi dell’intera vicenda, perché testimonia come il cambio di direzione abbia riguardato non soltanto la scelta dell’allenatore, ma l’intera impostazione tecnica immaginata dalla Federazione. A quel punto la FIGC opta per una soluzione completamente diversa: il ritorno di Roberto Mancini.

Roberto Mancini torna sulla panchina dell’Italia: il tecnico classe ‘64 è secondo per percentuale di vittorie nella storia della Nazionale. (Fonte: Roberto Mancini).
L’ex commissario tecnico conosce perfettamente l’ambiente azzurro. Tra il 2018 e il 2023, infatti, ha guidato una delle Nazionali più spettacolari degli ultimi decenni, trascinandola alla vittoria dell’Europeo nel 2021 e al record di 37 risultati utili consecutivi. Un primato poi superato dalla Spagna in occasione della finale dei Mondiali vinta contro l’Argentina lo scorso 19 luglio.
Nonostante il successivo addio e le difficoltà vissute dall’Italia negli anni seguenti, la Federazione ritiene che sia l’uomo più adatto per ridare stabilità a una squadra reduce dal periodo più complicato della propria storia recente. Ad accompagnare il nuovo corso arriva anche Claudio Ranieri, nominato direttore tecnico, chiamato a fornire esperienza e continuità all’intero progetto federale.
Mancini ritrova un gruppo profondamente diverso rispetto a quello che aveva conquistato l’Europeo. Restano alcuni pilastri come Gianluigi Donnarumma, Alessandro Bastoni, Nicolò Barella, Federico Dimarco e Giacomo Raspadori, ma il futuro passa inevitabilmente dalla crescita di una nuova generazione.

Tre mesi dopo la fine della sua esperienza da dirigente della Roma, Claudio Ranieri sarà il nuovo direttore tecnico dell’Italia. (Fonte: B/R Football).
I vari Sandro Tonali, Riccardo Calafiori, Giorgio Scalvini, Giovanni Leoni, Destiny Udogie, Cesare Casadei, Niccolò Pisilli, Pio Esposito, Marco Palestra e molti altri giovani rappresentano il presente e il futuro del calcio italiano. L’obiettivo è chiaro: riportare l’Italia stabilmente ai vertici internazionali e interrompere una crisi che dura ormai da troppo tempo.
Il ritorno di Roberto Mancini segna la conclusione di una delle settimane più movimentate nella storia recente della FIGC. Nel giro di pochi giorni la Federazione passa da un progetto completamente nuovo, affidato ad Andrea Pirlo e sostenuto da Maldini e Leonardo, a una scelta di continuità rappresentata dall’allenatore che aveva già riportato l’Italia sul tetto d’Europa.
Al di là dei nomi, però, la vera sfida resta sempre la stessa: ricostruire una Nazionale competitiva, credibile e capace di tornare protagonista nelle grandi competizioni internazionali. Perché, dopo tre Mondiali consecutivi mancati (di cui uno proprio con Mancini ct, nel 2022), il tempo degli esperimenti sembra ormai finito e l’Italia non può più permettersi altri passi falsi.
Fonte foto in evidenza: www.robertomancini.com
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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