• Le firme
  • Disclaimer
  • Contatti
  • Privacy
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Logo

  • Best politik
    • Estera
    • Interna
  • Attualità
    • Incontri
  • Business
    • Travel
  • Societas
    • High school
    • Pentole e padelle
    • Fashion
    • Gossip
  • Sex revolution
    • Problemi di coppia
  • Dante & Socrate
    • Art attack
    • Smart language
  • After Big Bang
    • Green planet
    • Pillole di Asclepio
  • Tech
    • App
    • Motori
  • Entertainment
    • Settima arte
    • Tubo catodico
    • Dietro le quinte
    • Pentagramma
    • Web factory
    • Sala giochi
    • Voci di Sport
  • Città
    • Bologna
    • Firenze
    • Milano
    • Parma
    • Roma
    • Torino
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Siracusa
    • Trapani
  • Voci d’Ateneo
    • UniBO
    • UniCT
    vocidisportp
  • Voci di Sport
  • Calcio
    • Serie A
    • Serie B
    • Euro racconti
    • Fanstasie sudamericane
  • MotoGP
  • Formula 1
  • Basket
  • Pallavolo
  • Tennis
  • Personaggi
  • Altri sport
Italia: dalla Svezia alla Bosnia, il fallimento è diventato normalità
01 Aprile 2026
Calcio

Italia: dalla Svezia alla Bosnia, il fallimento è diventato normalità

Home » Voci di Sport » Calcio » Italia: dalla Svezia alla Bosnia, il fallimento è diventato normalità

Non una semplice sconfitta, ma un’immagine che si ripete, identica, da anni. L’Italia cade ancora, questa volta contro la Bosnia ed Erzegovina, proprio quando il traguardo sembrava a un passo, fallendo così l’accesso ai Mondiali per la terza edizione consecutiva. Dopo la sconfitta ai playoff con la Svezia nel 2017 e quella con la Macedonia del Nord cinque anni dopo, la Nazionale vive un’altra serata da dimenticare contro un’avversaria sulla carta più che abbordabile.

Italia

I giocatori dell’Italia festeggiano insieme a Moise Kean, autore del gol del vantaggio degli Azzurri. (Fonte: Nazionale Italiana).

Serata da incubo per l’Italia, Azzurri eliminati dalla Bosnia

Sebbene giocare sull’ostico campo di Zenica fosse tutt’altro che incoraggiante, rispetto ai due infausti precedenti con Svezia e Macedonia del Nord gli Azzurri sembravano finalmente in grado di riconquistare un posto tra le più grandi al mondo e tornare a partecipare ai Mondiali per la prima volta dal 2014. 4298 giorni dopo l’ultima gara disputata nella Coppa del mondo, l’Italia ha la chance di staccare il pass per i Mondiali che si disputeranno la prossima estate tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Gattuso conferma l’undici titolare che ha sconfitto l’Irlanda del Nord giovedì scorso, con Kean e Retegui in attacco, Politano e Dimarco sulle fasce, Barella, Locatelli e Tonali a centrocampo e Mancini, Bastoni e Calafiori a comporre il terzetto difensivo davanti a Donnarumma. Le cose si mettono subito bene per gli Azzurri, che passano in vantaggio dopo un quarto d’ora di gioco con Kean. Vasilj sbaglia in uscita e serve Barella, che apparecchia per la conclusione a giro del centravanti della Fiorentina. Otto gol nelle ultime sei partite, nonché tredicesimo assoluto, con la maglia dell’Italia per lui.

Kean si divora la rete del raddoppio pochi minuti prima del gol del pareggio della Bosnia, siglato da Tabaković. (Fonte: Nazionale Italiana).

Kean illude l’Italia, rigori fatali per gli Azzurri

La reazione della Bosnia non si fa attendere, ma sui tentativi di Šunjić e Katić è attento Donnarumma. Nel finale, un colpo di testa di Demirović termina di poco a lato. Poco più tardi arriva l’episodio che cambia la partita: Memić prova a involarsi verso la porta di Donnarumma, Bastoni commette un fallo da ultimo uomo per fermarlo e viene punito col cartellino rosso diretto. L’Italia è costretta a disputare il resto del match in dieci uomini e, inevitabilmente, deve fare i conti con le scorribande bosniache. I padroni di casa sfiorano nuovamente il pareggio nel recupero, con un colpo di testa di Memić, per poi assediare gli Azzurri anche nella ripresa.

In avvio di secondo tempo, Donnarumma risponde presente su un tiro a giro di Alajbegović. All’ora di gioco, l’Italia ha una ghiotta occasione per raddoppiare, con Kean che si invola verso la porta di Vasilj ma calcia alto sopra la traversa a tu per tu col portiere bosniaco. Circa 10′ più tardi, Donnarumma devia in corner un tiro dell’ex Roma Tahirović. Dopo due occasioni non sfruttate da Pio Esposito e Dimarco, arriva il pari della Bosnia, che era nell’aria: Donnarumma respinge un colpo di testa di Džeko, ma non può nulla sul tap-in vincente da due passi di Tabaković. A tre minuti dal 90′, Demirović cerca il sorpasso di testa, ma Donnarumma non si fa sorprendere.

Italia

Nel finale del primo tempo, l’arbitro Clément Turpin estrae il cartellino rosso per Bastoni, lasciando in dieci uomini l’Italia. (Fonte: B/R Football).

Terza mancata qualificazione ai Mondiali per l’Italia

Si va dunque ai tempi supplementari, in cui si segnalano un fallo di Muharemović su Palestra a ridosso dell’area bosniaca al 102′, con Turpin che ammonisce il difensore del Sassuolo tra le proteste azzurre, due occasioni per Pio Esposito e un tiro di Tahirović che termina di poco sul fondo. Ai calci di rigore risultano decisivi gli errori di Pio Esposito (alto) e Cristante (traversa). Per la Bosnia vanno a segno tutti i quattro rigoristi (Tahirović, Tabaković, Alajbegović e Bajraktarević), mentre per l’Italia realizza il suo tiro soltanto Tonali. Nella maniera più beffarda e rocambolesca possibile, gli Azzurri incassano l’ennesimo fallimento della propria storia recente nella cavalcata verso i Mondiali.

Le lacrime di San Siro con la Svezia nel 2017 e il brusco risveglio con la Macedonia a Palermo nel 2022 da campioni d’Europa in carica hanno rappresentato un conto salatissimo da pagare. Purtroppo, non c’è due senza tre: il 2026 non sarà l’anno del ritorno dell’Italia ai Mondiali. Ricercare le cause del dramma sportivo nel pesantissimo doppio ko con la Norvegia nelle qualificazioni, nel rosso dato a Bastoni o in quello non dato a Muharemović è un esercizio che lascia il tempo che trova e che, soprattutto, rischia di distogliere l’attenzione dai reali problemi che attanagliano il calcio nostrano.

Serata memorabile per i giocatori della Bosnia, che celebrano il ritorno ai Mondiali dopo dodici anni di assenza. (Fonte: NFS BIH).

Ennesimo flop per l’Italia, un calvario infinito

Perché non può essere un caso o semplice sfortuna che una nazionale del calibro dell’Italia (quattro volte campione del mondo e due volte campione d’Europa) manchi l’accesso ai Mondiali per tre edizioni consecutive, cosa mai accaduta, ça va sans dire, a nessuna delle migliori nazionali al mondo. Dopo ogni fallimento, saltano fuori proposte di ogni tipo per risolvere i problemi del calcio italiano, che puntualmente cadono poi nel vuoto. L’Europeo vinto nel 2021 dai ragazzi di Roberto Mancini ha avuto un effetto placebo, nascondendo la polvere (e i problemi) sotto al tappeto.

Negli ultimi quindici anni, nessuna squadra italiana ha vinto la Champions League, limitandosi a quattro finali (Juventus nel 2015 e nel 2017, Inter nel 2023 e nel 2025) e soltanto due squadre italiane hanno ottenuto dei trionfi a livello internazionale, ossia la Roma e l’Atalanta, capaci di aggiudicarsi, rispettivamente, la Conference League nel 2022 e l’Europa League nel 2024. Nello stesso lasso di tempo, l’Inghilterra ha messo in bacheca tredici titoli (cinque Champions League, sei Europa League e due Conference League), la Germania sei (tre Champions e altrettante Europa League), la Spagna addirittura ventuno (dieci Champions, dodici Europa League e una Conference).

La disperazione dell’Italia dopo la finale dei playoff per accedere ai Mondiali persa contro la Bosnia ai calci di rigore. (Fonte: MARCA).

Un declino strutturale e tanti problemi irrisolti

Dati che danno la dimensione di un periodo storico a dir poco negativo per il movimento calcistico italiano. Il punto non è più capire quando l’Italia tornerà a disputare un Mondiale. Il punto è se questo sistema calcio sia ancora in grado di produrre una Nazionale all’altezza della propria storia. Perché il rischio, oggi, non è fallire ancora. È aver reso il fallimento la normalità. E così, mentre il resto del mondo si prepara a vivere un’altra estate di calcio, l’Italia resterà a guardare. Ancora. Non per un episodio, non per sfortuna, ma per qualcosa di più profondo.

La sconfitta con la Bosnia è solo l’ennesimo segnale. Ignorarlo significherebbe condannarsi a rivivere questa scena. Perché i cicli negativi, nel calcio come nella storia, non finiscono da soli: vanno interrotti. E per farlo occorre ciò che finora è mancato più di ogni altra cosa: il coraggio di cambiare davvero. Nella sostanza, non solo in superficie. Evitando di cadere nella logica già raccontata da Tancredi, nipote del principe di Salina ne Il Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Fonte foto in evidenza: NFS BIH (X)

Dennis Izzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

  • Autore
  • Ultimi Articoli
Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

“Se c’è un libro che vuoi leggere, ma non è stato ancora scritto, allora devi scriverlo.”

  • NBA Playoffs: Cavs da applausi, Pistons annichiliti in gara-7 - 18/05/2026
  • NBA Playoffs: dominio Spurs, San Antonio elimina Minnesota - 16/05/2026
  • NBA Playoffs: Thunder insaziabili, OKC asfalta i Lakers - 12/05/2026
  • NBA Playoffs: Knicks scatenati, sweep ai Sixers al secondo turno - 11/05/2026
  • NBA Playoffs: bene Pistons e Cavs in gara-7, fuori Magic e Raptors - 04/05/2026
   ← precedente
successivo →   
  • NBA Playoffs: Cavs da applausi, Pistons annichiliti in gara-7 NBA Playoffs: Cavs da applausi, Pistons annichiliti in gara-7
    18 Maggio
    Basket
  • Come rispettare l’ambiente quando si è in vacanza Come rispettare l’ambiente quando si è in vacanza
    18 Maggio
    Travel
  • “Salvaci Swing”, un musical a Catania per tornare a sognare “Salvaci Swing”, un musical a Catania per tornare a sognare
    18 Maggio
    Catania
  • NBA Playoffs: dominio Spurs, San Antonio elimina Minnesota NBA Playoffs: dominio Spurs, San Antonio elimina Minnesota
    16 Maggio
    Basket
  • NBA Playoffs: Thunder insaziabili, OKC asfalta i Lakers NBA Playoffs: Thunder insaziabili, OKC asfalta i Lakers
    12 Maggio
    Basket
  • Una giornata dedicata al mare, Surfchool Catania e la terza edizione di ONDEPULITE Una giornata dedicata al mare, Surfchool Catania e la terza edizione di ONDEPULITE
    11 Maggio
    Catania
© Associazione Culturale Voci di Corridoio Preside Voci di Città
Testata registrata al Tribunale di Catania. 27/2011 del 29/12/2011
Associazione Culturale Voci di Corridoio
Presidente: Francesco Mascali
Direttore Responsabile: Andrea Lo Giudice
Powered by HiddenPC