Il Como è la sedicesima rappresentante italiana a giocare in Champions League. Per la prima volta nella loro storia i lariani potranno giocare la competizione europea per club più importante di tutte. Ma chi fu la prima italiana a parteciparvi? Il Milan, nel 1955. Fin da quando il calcio esiste, le partite tra due club di nazioni diverse si sono sempre giocate, ma solo come amichevoli. Verso l’inizio degli anni ’50, però, si decise di abbandonare questa formula e creare una vera e propria competizione europea. Pensata proprio come un mondiale tra squadre di club.
In Spagna c’era il Real Madrid che era la più forte di tutte, stessa cosa per il Wolverhampton in Inghilterra e l’Honvéd in Ungheria. In Italia, a quel tempo, c’era il Milan ai vertici del calcio italiano. E così, per dimostrare chi fosse la più forte d’Europa nacque la Coppa dei Campioni, poi denominata Champions League negli anni ’90. E la prima volta la vinse proprio il Real Madrid vincendo contro i francesi dello Stade Reims, ripetendosi anche per i successivi quattro anni. Non a caso oggi nel palmarés vantano 15 vittorie della competizione. Il Milan, che perse la semifinale proprio contro il Real Madrid, arrivò terzo insieme agli scozzesi dell’Hibernian.
Nel 1956 fu la volta della Fiorentina, cui l’anno prima per la prima volta aveva vinto il campionato. Difatti prima del cambio negli anni ’90, la Coppa dei Campioni veniva disputata solo da chi vinceva il campionato della propria nazione, includendo di quella stessa nazione il campione in carica. La viola arrivò persino in finale, quindi prima italiana a disputare la finale, persa poi contro il Real Madrid. Nel 1968 fu la Juventus a qualificarsi la terza a qualificarsi per la prima volta, ma perse subito al primo turno (l’attuale girone, ma a quei tempi due partite di andata e ritorno) contro gli austriaci del Wiener SK. Il 1963 fu la prima volta dell’Inter, che arrivò in finale battendo i tedeschi del Borussia Dortmund. Nel 1964 fu la prima volta del Bologna, che uscì al primo turno contro i belgi dell’Anderlecht.
Sei anni più tardi, nel 1970, fu il turno del Cagliari, il quale vinse lo scudetto grazie al fuoriclasse Gigi Riva. I sardi dopo aver eliminato il Saint Etienne al primo turno, persero contro l’Atletico Madrid agli ottavi di finale. Il 1976, invece, fu un anno importante per il Torino dopo la tragedia di Superga avvenuta decenni prima. La società granata dopo aver vinto il settimo e, per ora, ultimo scudetto, nell’anno ’75/’76, poté partecipare alla Coppa dei Campioni. Il Torino eliminò il Malmö, ma dovette arrendersi al Borussia M’gladbach agli ottavi di finale.
La prima volta per una squadra della capitale si presentò nel 1983, la R0ma, anno in cui vinse il suo secondo scudetto. I giallorossi quell’anno arrivarono anche in finale perdendo contro il Liverpool. Ancora oggi quella sconfitta è ricordata con rabbia e delusione. Prima, e per ora, ultima finale disputata dalla Roma. Il 1985, invece, fu l’anno di una sorpresa: il Verona. La squadra veneta vinse il suo primo scudetto e poté disputare la competizione con un’altra italiana, la Juventus, campione in carica. E dopo aver eliminato il PAOK, il Verona dovette dire addio alla competizione proprio contro i bianconeri della Juventus.
Nel 1987 fu la volta del Napoli, che grazie a Maradona oltre a vincere i primi due scudetti giocò anche la prima volta la Coppa dei Campioni. Al debutto, però, uscì al primo turno contro il Real Madrid. Nel 1991 la prima volta della Sampdoria, che proprio come la Fiorentina e la Roma arriva al debutto in finale per poi perdere. Questa volta, però, fu il Barcellona a spezzare i sogni di gloria di un’italiana.
Con il nuovo formato, ci furono nuovi debutti di squadre che non avevano mai vinto lo scudetto. Come il Parma nel 1997, che arrivò secondo dietro la Juventus. E secondo, quindi fuori dalla competizione, anche nel girone A della Champions League con Borussia Dortmund, primo, Sparta Praga, terzo, e Galatasaray, ultimo. Nel 1999 fu il turno della Lazio, che non giocò l’edizione ’74/’75 a causa di una squalifica della UEFA per i i disordini avvenuti l’anno prima durante la partita di Coppa Uefa con l’Ipswich Town. Nel ’73/’74, infatti, la società biancoceleste vinse il suo primo scudetto. In questo caso arrivò secondo dietro al Milan. Al suo debutto la Lazio arrivò ai quarti di finale perdendo contro il Valencia. Quell’anno, però, vinse il suo secondo scudetto della storia.
Nel 2005 fu l’Udinese a qualificarsi per la prima volta arrivando quarta in classifica. Al suo debutto arrivò terza nel girone con Barcellona, Werder Brema e Panathinaikos, qualificandosi, quindi, per l’allora Coppa Uefa. Nel 2019 arrivò la prima volta dell’Atalanta, che dovette disputare la seconda parte dell’edizione 2019/2020 durante l’anno del covid. Arrivata terza in campionato, i bergamaschi arrivarono fino ai quarti di finale quando dovettero arrendersi al PSG.
Stasera 10 settembre alle ore 21.00 ci sarà il debutto del Como nella massima competizione per club europea. La società comasca, ormai, è una solida realtà composta da giovani calciatori e un giovane allenatore, Cesc Fabregas. In poco tempo è divenuta la squadra con il più bel gioco della Serie A, arrivando quarta nella scorsa edizione del campionato. Una società che si sta imponendo per entrare nell’olimpo del calcio italiano contrastando le più blasonate. Capitanati da Da Cunha, il Como ha come suo simbolo l’argentino Nico Paz, ma può contare anche su Diao, Baturina, Douvikas, e tanti altri.
Fondato nel 1907, il Como ha frequentato abitualmente le serie minori del calcio italiano, nonostante le quindici partecipazioni nella massima serie. Dalla sua fonazione, conobbe il fallimento nel 2005, e dopo anni passati nelle serie minori, la svolta arrivò quando la PT Djarum, società indonesiana di sigarette, acquista la squadra comasca. Da lì per i lariani inizia una nuova vita con un canale televisivo dedicato interamente a loro e scalando le varie serie del calcio italiano, fino ad arrivare in Serie A, ed infine a partecipare per la prima volta alla Champions League. La prima volta non si scorda mai, e oggi ai piedi del lago il Como vorrà scrivere la storia.
Ora rimane una domanda, chi sarà la diciassettesima squadra italiana a qualificarsi per la prima volta in Champions League?
Fonte foto: Como 1907
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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