Ogni competizione continentale porta con sé un simbolo, e di solito è un nome poco conosciuto. I Mondiali del 2026 portano alla conoscenza il portiere del Capo Verde di nome Josimar José Évora Dias, per gli amici Vozinha. Protagonista indiscusso della partita di esordio contro la Spagna, Vozinha ha violato la porta per tutti i novanta minuti più recupero contro i campioni d’Europa in carica. Una performance che, però, non dovrebbe sorprendere guardando le statistiche con la sua nazionale. Infatti Vozinha ha subito 80 gol in 89 partite, e per una nazionale come Capo Verde non è poco.
Inoltre, questa è la prima partecipazione ai Mondiali per la nazione africana abitata da mezzo milione di abitanti. Un esordio da sogno.
Nato a São Vicente, un’isola di Capo Verde, il portiere deve il suo nome al giocatore brasiliano Josimar Higinio Pereira. In quei giorni si stavano disputando i Mondiali del 1986, che in seguito vedrà l’Argentina vincente, e proprio in quel periodo nasceva Vozinha. E al padre e al nonno piacevano molto le nazionali di Argentina e Brasile. Il soprannome, invece, arriva dal modo in cui lo descrivevano i suoi amici quando si lamentava: “come una signora anziana”. Vozinha, infatti, in lingua portoghese significa proprio anziana signora. Un soprannome che ha sempre odiato, ma dato che nella sua prima squadra in cui militava c’era già un portiere di nome Josimar, decise di farsi chiamare così.
Vozinha ha compiuto i quarant’anni da poco, ma il suo percorso ha inizio nel 2007, a ventun’anni, con la maglia del Batuque, per poi passare al Mindelense. Il primo contratto da professionista, invece, lo firma con il Progresso, club angolano, fino a raggiungere l’Europa volando in Moldavia, giocando con il Zimbru Chișinău. Nel 2016, all’età di trent’anni, arriva in Portogallo militando nel Gil Vicente, poi Cipro all’AEL Limassol, in Slovacchia con l’AS Trenčín, ed infine il Chaves, nella seconda serie portoghese.
Si dice che il ruolo più folle nel calcio sia proprio quello del portiere. Il portiere messicano Ochoa si prese la scena nel Mondiale brasiliano sia grazie alle sue parate che alla sua capigliatura afro. L’ungherese Kiraly fu il protagonista di Euro ’16 non solo per la sua iconica tuta ma anche per la sua simpatia tra i pali essendo il partecipante più anziano. O l’argentino Dibu Martinez, nel bene e nel male, dei Mondiali qatarioti. Vozinha, invece, arriva in questa classifica grazie ai suoi voli. E grazie anche al canale televisivo brasiliano, Cazé TV, che il portiere aumenta anche i suoi followers su Instagram, ora a più di sei milioni.
Nell’intervista post partita ha ringraziato i suoi nonni che non ci sono più per essere arrivato lì, ed essersi dispiaciuto per la non presenza della madre a causa del visto. Il costo era alto e non sono riusciti a fare in tempo, ma sicuramente non si sarà persa l’esordio leggendario del figlio.
Fonte Foto: Folha – UOL
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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