La Fiorentina andava caccia del suo secondo trofeo internazionale, mentre l’Olympiakos inseguiva il sogno della prima coppa internazionale della sua storia. Una finale giocata nel Paese ellenico, ad Atene, nello stadio dell’AEK Atene e rivali dell’Olympiakos.
Si è conclusa, quindi, la finale di Conference League tra Olympiakos e Fiorentina. Con la vittoria di quest’ultimi. Una partita in cui non ci sono state grandissime emozioni, soprattutto nel primo tempo. Da segnalare infatti un gol annullato per fuorigioco al difensore serbo Milenkovic. Numerose occasioni sprecate da ambo le parti, soprattutto dalla Fiorentina.
Il secondo tempo risulta più animato e con qualche brivido in più per le difese avversarie. Gli italiani si rendono pericolosi con ancora Milenkovic sugli sviluppi di un calcio d’angolo e Koumé che però svirgola un pallone interessante. I greci, invece, hanno un’occasione importante con Iborra che esce di poco a lato.
La partita giunge in seguito ai supplementari. L’Olympiakos trova un varco con l’ex viola Jovetic, ma Terracciano è attento e respinge in calcio in angolo. Sarà l’unica occasione degna di nota nel primo tempo supplementare. La doccia fredda per la Fiorentina arriva a cinque minuti dalla fine del secondo supplementare. L’attaccante El Kaabi, assente per tutta la partita, trova il gol del vantaggio. Gol persino controllato dal var e poi convalidato.
Sembrava un segno del destino per la Fiorentina per riscattarsi dalla finale persa lo scorso anno. Così, però non è stato. Entrambe le squadre hanno giocato cercando di non subire. Una partita sicuramente equilibrata che aveva bisogno di un guizzo per cambiare le sorti. Chi cambia le sorti dell’incontro, però, è la squadra greca.
Un gol preso nuovamente nei minuti finali. Una beffa arrivata a pochi minuti dalla lotteria ai rigori. Ed un’altra opportunità mancata dalla viola per vincere il suo primo trofeo internazionale.
Foto: Eurosport
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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