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Il giovedì europeo delle italiane: la Juve si salva, male Dea e Milan
23 Ottobre 2026
Calcio

Il giovedì europeo delle italiane: la Juve si salva, male Dea e Milan

Home » Voci di Sport » Calcio » Il giovedì europeo delle italiane: la Juve si salva, male Dea e Milan

Il giovedì europeo delle italiane si chiude senza vittorie. Nella terza giornata della fase campionato di Europa League e nella seconda di Conference League, la Juve non va oltre il 2-2 casalingo contro il Rennes, il Milan crolla per 3-0 sul campo del Bournemouth e l’Atalanta perde 2-0 ad Amsterdam contro l’Ajax. Tre risultati differenti nelle proporzioni, ma accomunati dalle difficoltà mostrate dalle italiane, incapaci di imporsi sugli avversari.

La Juventus conserva l’imbattibilità europea e sale a sette punti, senza però dissipare i dubbi sul proprio rendimento. Situazione più complicata per il Milan, che incassa la seconda sconfitta in tre giornate e paga a caro prezzo due episodi nel primo tempo. Arriva invece il primo stop continentale per l’Atalanta, protagonista di una prestazione poco convincente e punita nel finale dai padroni di casa.

Juve

Dopo due vittorie nelle prime due giornate di Europa League, la Juve non va oltre il 2-2 casalingo col Rennes. (Fonte: Pro_Foot HQ).

Europa League, Juventus fermata dal Rennes

La Juventus continua a faticare. Il pareggio contro il Rennes permette ai bianconeri di muovere la classifica di Europa League, ma non rappresenta quella svolta attesa dopo le recenti difficoltà in campionato. La squadra di Luciano Spalletti alterna momenti positivi a lunghi passaggi a vuoto, mostrando ancora una volta problemi nella costruzione del gioco, nella gestione del possesso e nell’organizzazione difensiva.

Il tecnico bianconero sceglie il 3-4-1-2, affidandosi a McKennie alle spalle della coppia offensiva composta da Woltemade e Kolo Muani. Sulle corsie esterne agiscono Çelik e Cambiaso, mentre il Rennes di Franck Haise risponde con un 3-5-2. La partita si accende immediatamente e dopo appena cinque minuti la Juve trova il vantaggio. Woltemade serve in profondità Çelik, che supera Samba con una conclusione diagonale.

L’avvio favorevole non basta però a garantire il controllo dell’incontro. Al 15’ il Rennes ristabilisce la parità grazie ad Al-Taamari, bravo ad anticipare Gatti sugli sviluppi di un’azione costruita sulla destra da Reynolds. Nell’occasione pesa la disattenzione di Cambiaso, che concede troppo spazio all’esterno avversario. La Juve prova a reagire, ma la manovra risulta spesso lenta e prevedibile.

Le occasioni migliori nascono dalle iniziative di Koopmeiners: Samba si oppone prima a un colpo di testa di Gatti e successivamente a una conclusione ravvicinata di McKennie, che colpisce anche il palo sulla ribattuta. Nel finale del primo tempo arriva il sorpasso francese. Douglas Luiz intercetta con il braccio una conclusione di Nagida all’interno dell’area e l’arbitro assegna il calcio di rigore. Dal dischetto l’ex Lazio Boulaye Dia non sbaglia e porta il Rennes sul 2-1. La Juve rientra negli spogliatoi tra i fischi del pubblico.

Juve

Nick Woltemade, autore di tre gol e un assist sin qui con la maglia della Juve in Europa League. (Fonte: UEFA Europa League).

Woltemade salva la Juve, bianconeri imbattuti in Europa

Nella ripresa i bianconeri continuano a incontrare difficoltà, soprattutto nella riconquista del pallone. Spalletti interviene con alcune sostituzioni e al 65’ arriva l’episodio che cambia nuovamente il risultato: Reynolds tocca il pallone con il braccio in area e concede un rigore alla Juve. Woltemade si presenta dagli undici metri e firma il 2-2.

L’attaccante tedesco è il principale protagonista della serata bianconera. Oltre all’assist per Çelik e al gol del pareggio, rappresenta il riferimento offensivo più affidabile, cercando continuamente di collegare centrocampo e attacco. Nel finale sfiora ripetutamente la rete della vittoria, mentre all’88’ Lucumí trova il gol del possibile 3-2, annullato però per fuorigioco.

Il pareggio lascia sensazioni contrastanti. Da una parte la Juve dimostra di saper reagire alle difficoltà, dall’altra conferma una fragilità che continua a condizionarne le prestazioni. La squadra di Spalletti ha conquistato soltanto una vittoria nelle ultime quattro partite tra campionato ed Europa League, peraltro subendo almeno un gol in ciascuna di queste gare.

Tra i singoli, oltre a Woltemade, si salva Kelly, mentre Cambiaso e Douglas Luiz vivono una serata complicata. Il primo soffre soprattutto in fase difensiva, il secondo fatica a dare ritmo alla manovra e provoca il rigore del momentaneo vantaggio francese. Il cammino europeo rimane aperto, ma per ritrovare continuità servono miglioramenti evidenti.

L’ex Roma Justin Kluivert, a segno dal dischetto nella gara vinta 3-0 dal Bournemouth contro il Milan. (Fonte: UEFA Europa League).

Europa League, il Milan crolla col Bournemouth

Il Milan incassa una pesante sconfitta sul campo del Bournemouth e vede complicarsi il proprio percorso in Europa League. La formazione allenata da Ruben Amorim perde 3-0 al termine di una partita fortemente condizionata dagli episodi del primo tempo, ma nella quale emergono anche limiti offensivi e difficoltà nella gestione del possesso.

L’allenatore rossonero propone una formazione con diverse novità. In mezzo al campo trovano spazio Musah e Jashari, mentre Cisse viene schierato come riferimento avanzato, sostenuto da Loftus-Cheek, Hutchinson e Moreira. La partita prende subito una direzione sfavorevole agli ospiti. Su un colpo di testa di Evanilson, De Winter intercetta il pallone con il braccio e, dopo la revisione al VAR, l’arbitro concede il calcio di rigore.

Kluivert supera Maignan e porta avanti il Bournemouth. Il Milan non riesce a reagire e al 31’ la situazione peggiora ulteriormente. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Maignan colpisce Adams al volto e viene espulso. Il direttore di gara assegna anche un secondo rigore agli inglesi, trasformato da Tavernier contro il subentrato Torriani.

Sotto di due reti e in inferiorità numerica, i rossoneri perdono progressivamente la capacità di costruire azioni pericolose. Il Bournemouth controlla il ritmo dell’incontro, mentre il Milan fatica a superare la pressione avversaria e a servire gli uomini offensivi. Amorim prova a modificare l’assetto della squadra attraverso le sostituzioni, inserendo tra gli altri Rabiot e Bartesaghi, ma il copione non cambia.

L’espulsione di Mike Maignan alla mezz’ora di gioco complica i piani del Milan sul campo del Bournemouth. (Fonte: B/R Football).

Serata nefasta e seconda sconfitta per i rossoneri

Gli inglesi mantengono il controllo territoriale e all’84’ trovano anche il terzo gol con Adli, a segno direttamente su calcio di punizione. Poco dopo Torriani evita un passivo ancora più pesante con una gran parata su un tentativo di Rayan. Il dato più significativo riguarda le modalità delle reti subite: il Bournemouth segna tre volte attraverso situazioni da fermo, evidenziando le difficoltà del Milan nella gestione degli episodi decisivi.

Sul piano individuale, pesa soprattutto l’espulsione di Maignan, il cui intervento compromette ulteriormente una partita già in salita. Deludono anche Loftus-Cheek, poco coinvolto nella manovra, e Cisse, che non riesce a incidere nel ruolo di centravanti nel giorno del suo ventesimo compleanno, appena una settimana dopo la splendida tripletta contro il Salisburgo.

Il Milan non riesce a invertire la tendenza in Inghilterra, dove ha vinto soltanto due delle 23 partite disputate nelle coppe europee (1-0 col Manchester United ad Old Trafford il 23 febbraio 2005 e 2-1 col Newcastle il 13 dicembre 2023). Per i rossoneri arriva così la seconda sconfitta nelle prime tre giornate di Europa League.

Il cammino continentale non è ancora compromesso, ma la squadra di Amorim deve trovare maggiore solidità e una migliore organizzazione offensiva. Nel prossimo turno, il Milan affronterà gli ungheresi del Ferencváros, attualmente a punteggio pieno a pari merito con Benfica, Bayer Leverkusen, Bournemouth e Olympiacos. 

Serata da dimenticare per l’Atalanta, sconfitta per 2-0 dall’Ajax ad Amsterdam nella seconda giornata di Conference League. (Fonte: Atalanta B.C.).

Conference League, Atalanta ko sul campo dell’Ajax

Si interrompe ad Amsterdam l’imbattibilità europea dell’Atalanta. La squadra di Maurizio Sarri perde 2-0 contro l’Ajax e incassa la quinta sconfitta stagionale in undici partite, confermando un rendimento ancora troppo discontinuo. Il risultato matura soltanto negli ultimi minuti, ma la prestazione dei bergamaschi appare insufficiente per gran parte dell’incontro.

L’Ajax mostra maggiore intraprendenza, costruisce diverse occasioni e mantiene a lungo il controllo del gioco, mentre l’Atalanta fatica a trovare intensità e continuità nelle proprie iniziative. Gli olandesi partono con decisione. Dopo cinque minuti un tiro di Rosa, deviato da Gaetano, termina sul palo. I padroni di casa continuano a rendersi pericolosi attraverso gli inserimenti dei centrocampisti e gli scambi di posizione tra gli uomini offensivi.

Carnesecchi è chiamato più volte a intervenire per mantenere il risultato in equilibrio. L’Atalanta prova a sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari, ma le ripartenze mancano spesso di precisione e velocità. Gaetano rappresenta una delle poche note positive nella costruzione del gioco, mentre De Ketelaere e Scamacca faticano a trovare palloni giocabili. Anche nella ripresa l’Ajax conserva l’iniziativa.

Juve

Prova molto deludente per Charles De Ketelaere, a secco di gol nelle coppe europee dall’anno scorso. (Fonte: Atalanta B.C.).

La Dea non incanta e viene punita nel finale

Sarri cerca nuove soluzioni inserendo Samardzic, Krstovic, Rowe e Pasalic, senza però ottenere il cambio di passo desiderato. I bergamaschi rimangono poco incisivi e non sfruttano alcune situazioni favorevoli in contropiede. Quando lo 0-0 sembra ormai destinato a resistere fino al termine, i padroni di casa trovano il vantaggio. All’87’ Arokodare approfitta di un’incertezza difensiva di Obrić, si presenta davanti a Carnesecchi e firma l’1-0. Nel recupero arriva anche il raddoppio di Ouazane, che supera due avversari e conclude con un potente sinistro sotto la traversa.

L’Ajax conquista così una vittoria meritata per quanto mostrato nell’arco dei novanta minuti. L’Atalanta, invece, paga la propria passività e una produzione offensiva insufficiente. Tra i bergamaschi si distinguono Carnesecchi, decisivo in diverse occasioni, Gaetano, tra i più propositivi nella gestione del pallone, e Kristensen, autore di alcuni interventi difensivi importanti. Prestazione negativa per De Ketelaere e Obric, protagonista dell’errore che favorisce il primo gol olandese.

Nonostante la sconfitta, la situazione nella fase campionato di Conference League rimane recuperabile. Le prossime sfide contro Kairat, Borac, Riga e Mjällby offrono all’Atalanta la possibilità di conquistare punti importanti, ma Sarri deve intervenire soprattutto sull’atteggiamento della squadra, troppo spesso incapace di mantenere intensità e aggressività per l’intera durata delle partite.

Juve

La gioia dei giocatori del Bournemouth nel corso del match vinto 3-0 col Milan tra le mura amiche. (Fonte: B/R Football).

Serata amara per le italiane, servirà una svolta

Il bilancio del giovedì europeo è dunque negativo: un pareggio e due sconfitte per Juventus, Milan e Atalanta. I tre risultati raccontano situazioni differenti, ma evidenziano problemi che gli allenatori devono affrontare rapidamente. La Juve mantiene una posizione favorevole in Europa League, pur continuando a mostrare limiti nella qualità del gioco e nella fase difensiva.

I rossoneri devono reagire dopo un altro passo falso continentale, mentre la Dea è chiamata a ritrovare quella continuità di rendimento che finora manca. Il tempo per rimediare non manca, ma le prossime giornate europee assumono già un peso importante. Per tutte e tre le italiane, la priorità è trasformare le difficoltà emerse in indicazioni utili per invertire la rotta.

Fonte foto in evidenza: Atalanta B.C. (X)

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

“Se c’è un libro che vuoi leggere, ma non è stato ancora scritto, allora devi scriverlo.”

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