Dalle quattro sconfitte della seconda giornata a un poker di vittorie che restituisce entusiasmo e fiducia. La terza giornata della fase campionato di Champions League sorride alle italiane, protagoniste di un percorso netto che permette di cancellare, almeno in parte, le delusioni del precedente turno europeo. Napoli, Roma, Como e Inter conquistano tre punti preziosi, rilanciando le rispettive ambizioni nella massima competizione continentale.
Quattro successi maturati in maniera profondamente diversa, tra prestazioni dominanti, rimonte avversarie e momenti di grande sofferenza. Il Napoli supera 4-3 il Bodø/Glimt al termine di una sfida ricca di emozioni, trascinato dalla doppietta di Scott McTominay. Tutto facile per la Roma, che travolge 4-0 lo Slovan Bratislava all’Olimpico, imponendo la propria superiorità fin dalle prime battute. A prendersi la scena è anche il Como, capace di infliggere un clamoroso 4-1 al Manchester United grazie a una prestazione di grande qualità, impreziosita dalla doppietta di Nico Paz.
Più sofferto, invece, il successo dell’Inter, che supera 1-0 lo Shakhtar Donetsk grazie a Carlos Augusto, trovando il gol decisivo nonostante l’inferiorità numerica. Il bilancio complessivo è dunque estremamente positivo, ma i risultati raccontano soltanto una parte della storia. Le quattro formazioni italiane mostrano qualità, carattere e capacità di reazione, evidenziando al tempo stesso aspetti sui quali sarà necessario continuare a lavorare.

I giocatori del Napoli esultano nel corso della gara vinta 4-3 contro il Bodø/Glimt. (Fonte: Official SSC Napoli).
Il Napoli torna a vincere in Champions League e lo fa al termine di una partita che mette in evidenza tanto le qualità offensive quanto le fragilità difensive della formazione di Allegri. Il 4-3 contro il Bodø/Glimt permette agli azzurri di interrompere una serie di due sconfitte consecutive nella competizione, ma soprattutto restituisce entusiasmo a un ambiente reduce da settimane difficili.
La serata comincia nel migliore dei modi. Dopo appena 54 secondi, Politano sfrutta un traversone di Spinazzola e porta avanti i padroni di casa con un tiro al volo, realizzando quello che viene indicato come il gol più veloce nella storia europea del Napoli in Champions League. Una partenza ideale, che sembra poter indirizzare immediatamente l’incontro. La formazione norvegese, tuttavia, dimostra di possedere personalità e organizzazione.
Il pareggio dell’ex Milan Hauge (che nel 2020, proprio in casa del Napoli, segnò il suo primo gol in maglia rossonera), arrivato con un destro angolato al 27’, evidenzia le difficoltà del centrocampo partenopeo nel proteggere la propria difesa e nel controllare le transizioni avversarie. A cambiare nuovamente l’inerzia della gara è Scott McTominay. Lo scozzese, servito da un passaggio illuminante di De Bruyne, in grande spolvero da playmaker, riporta avanti il Napoli prima dell’intervallo, tornando al gol dopo un lungo digiuno di cinque mesi.
Nella ripresa, dopo il secondo pareggio norvegese firmato da Helmersen, è ancora l’ex Manchester United a risultare decisivo: il suo colpo di testa su cross di Politano vale il 3-2 e riaccende il Maradona. Nel finale arriva anche la quarta rete, un autogol di Bjørtuft propiziato da Giovane, prima del gol di Fet in pieno recupero, che riduce il margine e fissa il risultato sul 4-3.

Leonardo Spinazzola in azione contro il Bodø/Glimt: suo l’assist per il gol di Politano in avvio di partita. (Fonte: Official SSC Napoli).
Al di là della doppietta, McTominay si conferma una risorsa fondamentale per il sistema offensivo azzurro. La sua capacità di attaccare gli spazi, inserirsi senza palla e rendersi pericoloso nell’area avversaria rappresenta un’arma particolarmente preziosa quando il centravanti fatica a trovare la via della rete. Non è un caso che, in una serata poco fortunata per Højlund, sia proprio il centrocampista scozzese ad assumersi le maggiori responsabilità realizzative.
Tra gli aspetti più interessanti della prestazione del Napoli figura l’impiego di Kevin De Bruyne in posizione di regista. Il belga contribuisce a dare qualità alla circolazione del pallone, cercando frequentemente la verticalizzazione e mettendo i compagni nelle condizioni di attaccare la profondità. Lo splendido assist per la prima rete di McTominay rappresenta soltanto uno degli esempi della sua capacità di incidere nella costruzione offensiva.
Allo stesso tempo, il suo utilizzo in una zona più arretrata comporta inevitabilmente alcune difficoltà nella fase di non possesso, soprattutto quando gli avversari riescono a superare la prima pressione. Positiva anche la prova di Politano, autore del gol iniziale e dell’assist per il momentaneo 3-2. L’esterno italiano, dopo una prestazione deludente nel precedente impegno europeo col Villarreal, torna a essere determinante grazie alla propria qualità tecnica e alla capacità di creare superiorità sulla fascia.
Merita una menzione anche Spinazzola, protagonista di una prestazione generosa e propositiva, impreziosita dall’assist che sblocca l’incontro. Restano però alcune criticità sulle quali Allegri dovrà intervenire. Il Napoli concede troppo a un avversario che, pur disponendo di buone individualità e di un’organizzazione consolidata, riesce a mettere ripetutamente in difficoltà la retroguardia azzurra. Sono già sette le reti subite dagli azzurri nelle prime tre partite di Champions.

La gioia di Malen e Pisilli, entrambi a segno nella larga vittoria della Roma con lo Slovan Bratislava. (Fonte: AS Roma).
Se il Napoli deve soffrire fino all’ultimo, la Roma costruisce il proprio successo attraverso una prestazione convincente e un controllo pressoché costante dell’incontro. Il 4-0 contro lo Slovan Bratislava consente ai giallorossi di salire a quattro punti nella fase campionato di Champions League e di lasciarsi alle spalle la delusione maturata contro il Real Madrid.
La squadra di Gasperini impone fin dalle prime battute un ritmo elevato, cercando di recuperare rapidamente il possesso e sfruttando soprattutto l’ampiezza garantita dagli esterni. Il risultato è un predominio territoriale che costringe gli slovacchi a difendersi per lunghi tratti. Il vantaggio arriva al 21’, quando Hermoso finalizza una situazione da calcio piazzato battuto da Pellegrini, sfruttando una sponda di Ghilardi e mettendo dentro da due passi.
Prima dell’intervallo è Molina a raddoppiare, approfittando di una respinta del portiere Takáč su una conclusione di Malen. Il doppio vantaggio permette alla Roma di affrontare la ripresa con maggiore tranquillità, senza però rinunciare alla propria aggressività. Pisilli realizza il terzo gol sfruttando un errore in fase di costruzione degli avversari, mentre Malen completa il poker trasformando un calcio di rigore conquistato da Wesley.
Si tratta della prima vittoria giallorossa in Champions League dal 12 febbraio 2019, quando la Roma di Eusebio Di Francesco superò 2-1 il Porto all’Olimpico nell’andata degli ottavi di finale, grazie a una doppietta di Nicolò Zaniolo.

Mario Hermoso apre le marcature nel match con lo Slovan: secondo gol stagionale per il difensore spagnolo. (Fonte: AS Roma).
La partita, di fatto, non ha più storia. I giallorossi amministrano il risultato, continuando comunque a cercare soluzioni offensive e concedendo pochissimo agli ospiti. Il dato più significativo della serata romanista non riguarda soltanto le quattro reti realizzate, ma soprattutto il modo in cui maturano. La squadra di Gasperini interpreta l’incontro con un atteggiamento aggressivo, cercando di mantenere alto il baricentro e di limitare le possibilità di ripartenza dello Slovan Bratislava.
Un’impostazione coerente con i principi tattici dell’allenatore, da sempre orientato verso un calcio dinamico, intenso e caratterizzato dalla partecipazione offensiva di numerosi giocatori. Tra i protagonisti spicca Molina, capace di offrire un contributo importante in entrambe le fasi. L’argentino accompagna con continuità la manovra, creando superiorità numerica e trovando anche la rete del raddoppio.
Particolarmente positiva anche la prestazione di Pisilli. Il giovane centrocampista conferma la propria propensione agli inserimenti e la capacità di rendersi pericoloso negli ultimi metri, impreziosendo la serata con un gol di pregevole fattura. Malen, invece, sa incidere anche quando non è direttamente coinvolto nella costruzione del gioco.
I suoi movimenti contribuiscono ad aprire spazi per i compagni, mentre la sua partecipazione alle azioni del secondo e del terzo gol, oltre alla trasformazione del rigore, ne fa uno dei principali protagonisti dell’incontro. Importante, infine, il contributo di Hermoso, autore della rete che sblocca il risultato e protagonista di una prova solida nel reparto arretrato.

Jacobo Ramón e Nico Paz, grandi protagonisti della netta vittoria del Como col Manchester United al Sinigaglia. (Fonte: Como1907).
Il Como supera con un netto 4-1 il Manchester United, conquistando una vittoria destinata a occupare un posto speciale nella storia del club lariano. Un successo straordinario non soltanto per il prestigio dell’avversario, ma soprattutto per la qualità della prestazione offerta dai padroni di casa, capaci di imporre il proprio gioco a una delle società più celebri del panorama calcistico internazionale.
Dopo la sconfitta contro il Feyenoord, il Como ritrova certezze attraverso una prestazione di grande personalità, nella quale i biancoblù sanno abbinare organizzazione, intensità e qualità tecnica. Nonostante alcune assenze importanti, Fàbregas riesce a costruire una squadra equilibrata, capace di controllare il centrocampo e di sfruttare efficacemente gli spazi concessi dagli avversari.
Il protagonista assoluto della serata è Nico Paz. Il talento argentino indirizza immediatamente l’incontro, sbloccando il risultato dopo appena due minuti con una conclusione di sinistro su suggerimento di Da Cunha. Una rete che dà fiducia ai padroni di casa e mette subito in difficoltà lo United, incapace di trovare le contromisure necessarie per limitare la qualità offensiva dei lariani.
Nella ripresa il Como aumenta ulteriormente il proprio dominio. Douvikas firma il raddoppio, sfruttando un assist dello stesso Paz, mentre pochi minuti più tardi l’argentino approfitta di un errore di Baleba per realizzare la doppietta personale. Il quarto gol, segnato da Ramón su cross di Kaiki, completa una serata memorabile, prima della rete della bandiera di Zirkzee nel recupero.

Ennesima prestazione da capogiro per Nico Paz, che sale a quota tre reti in carriera in Champions League. (Fonte: Como1907).
La prestazione di Nico Paz rappresenta inevitabilmente il punto di partenza per analizzare il successo dei lariani. Due reti, un assist e una presenza costante nelle azioni offensive raccontano soltanto in parte l’influenza esercitata dall’argentino sull’incontro. Il classe 2004 interpreta il proprio ruolo con grande libertà, muovendosi tra centrocampo e trequarti e creando continui problemi alla struttura difensiva avversaria. La sua capacità di ricevere tra le linee, accelerare la manovra e trovare soluzioni negli ultimi metri consente al Como di mantenere elevata la pericolosità offensiva per buona parte della partita.
Particolarmente significativo è il contributo offerto anche nella fase di recupero del pallone, come dimostra l’azione che porta alla sua seconda rete. Paz non rappresenta dunque soltanto il principale riferimento tecnico della squadra, ma anche uno degli interpreti più efficaci dell’aggressività richiesta da Fàbregas.
Ridurre il successo alla prestazione del talento argentino, tuttavia, significherebbe trascurare il lavoro degli altri protagonisti. Da Cunha disputa una partita di grande intelligenza tattica, distinguendosi per la capacità di interpretare gli spazi e di favorire la progressione offensiva attraverso movimenti e giocate di qualità. Il francese contribuisce a creare superiorità numerica in diverse zone del campo, mettendo frequentemente in difficoltà il centrocampo inglese.
Altrettanto importante è il rendimento di Perrone, fondamentale nella gestione del possesso. L’argentino garantisce ordine e continuità alla circolazione del pallone, scegliendo con precisione tempi e direzioni dei passaggi. La sua capacità di offrire costantemente una soluzione ai compagni permette al Como di mantenere il controllo della manovra anche nei momenti di maggiore pressione. In difesa si distingue Ramón, protagonista di una prova convincente sia nei duelli individuali sia nella costruzione dal basso. Il centrale spagnolo dimostra sicurezza nella gestione del pallone e attenzione nelle letture difensive, impreziosendo la prestazione con la rete del momentaneo 4-0.

Vittoria fondamentale per l’Inter, che ritrova un successo che in Champions mancava dallo scorso 28 gennaio. (Fonte: Inter).
Decisamente diverso è il percorso che conduce l’Inter alla prima vittoria nella fase campionato di Champions League. Dopo due sconfitte nelle prime due giornate, la squadra di Chivu ha assoluta necessità di conquistare i tre punti contro lo Shakhtar Donetsk, per evitare di compromettere ulteriormente il proprio cammino europeo. L’1-0 maturato a San Siro non è accompagnato da una prestazione particolarmente brillante sul piano offensivo, ma evidenzia la capacità dei nerazzurri di reagire alle difficoltà e di trovare una soluzione anche nelle condizioni più complicate.
L’Inter inizia l’incontro con un atteggiamento prudente, cercando di mantenere equilibrio tra i reparti e di limitare le possibilità di ripartenza degli ucraini. Le occasioni create da Thuram, Çalhanoğlu e Bonny mostrano una certa pericolosità offensiva, senza però tradursi in un vantaggio. Lo Shakhtar acquisisce progressivamente fiducia, riuscendo a gestire il possesso per alcuni tratti della gara e costringendo i padroni di casa a una maggiore attenzione difensiva. Nel primo tempo, soprattutto, l’intervento di Martínez sul colpo di testa di Bondar evita che gli ospiti trovino una rete potenzialmente decisiva per l’andamento dell’incontro.
La ripresa segue inizialmente un copione simile, con l’Inter alla ricerca di maggiore incisività e lo Shakhtar intenzionato a sfruttare gli spazi lasciati dai nerazzurri. La svolta negativa arriva al 68’, quando Bastoni riceve la seconda ammonizione nel giro di pochi minuti, lasciando la propria squadra in inferiorità numerica. Un episodio che rischia di compromettere definitivamente la serata dell’Inter, già alle prese con evidenti difficoltà nella costruzione offensiva. La reazione, invece, è immediata sul piano dell’atteggiamento. Chivu modifica l’assetto della squadra, cercando di garantire maggiore copertura difensiva senza rinunciare completamente alla possibilità di attaccare.
Al 77’ arriva il gol decisivo. Mkhitaryan trova il movimento di Carlos Augusto, bravo a inserirsi in profondità e a superare Riznyk con una conclusione di sinistro. Una rete pesantissima, che permette ai nerazzurri di sbloccare finalmente la propria classifica europea e di affrontare gli ultimi minuti con un vantaggio da difendere. Il finale è caratterizzato dalla pressione dello Shakhtar, ma l’Inter resiste grazie alla compattezza difensiva e agli interventi decisivi di Martínez, protagonista soprattutto sulle conclusioni di Newerton e Matviyenko.

Carlos Augusto, autore del gol decisivo nella vittoria casalinga con lo Shakhtar, e Marcus Thuram. (Fonte: Inter).
Se la vittoria dell’Inter porta la firma di Carlos Augusto, il successo nerazzurro si costruisce anche attraverso il contributo di altri protagonisti, capaci di incidere nei momenti più delicati. Il brasiliano offre una prestazione di grande sostanza, dimostrando ancora una volta la propria versatilità tattica. Impiegato inizialmente con compiti prevalentemente difensivi, aumenta progressivamente la propria presenza nella metà campo avversaria, fino a trasformarsi nell’uomo decisivo dell’incontro.
La rete del vantaggio rappresenta un esempio della sua capacità di interpretare situazioni differenti e di attaccare gli spazi con i tempi giusti. Il movimento in profondità, il controllo del pallone e la conclusione vincente premiano una prestazione caratterizzata da attenzione, dinamismo e spirito di sacrificio. Altrettanto importante è il contributo di Josep Martínez. Il portiere spagnolo, finito al centro di alcune discussioni nelle precedenti uscite, risponde attraverso una prova convincente, dimostrando sicurezza e prontezza nei momenti più delicati.
Gli interventi su Bondar nel primo tempo e su Newerton e Matviyenko nel finale hanno un peso determinante nella conquista dei tre punti. In una partita decisa da un solo gol, la sua capacità di mantenere inviolata la porta rappresenta un fattore fondamentale. Tra i giocatori offensivi, Marcus Thuram è uno dei più attivi. Il francese cerca ripetutamente la conclusione, impegnando Riznyk e offrendo un contributo importante anche attraverso il movimento senza palla e la partecipazione alla manovra.
Meno positiva, invece, la serata di Bastoni. Il difensore interpreta con attenzione buona parte dell’incontro, mostrando solidità soprattutto nel gioco aereo, ma le due ammonizioni ravvicinate complicano notevolmente la gestione della partita. L’espulsione rappresenta un episodio sul quale riflettere, soprattutto considerando l’esperienza internazionale del giocatore e l’importanza di mantenere lucidità nei momenti di maggiore tensione. Il contributo dei singoli, dunque, restituisce l’immagine di una squadra ancora alla ricerca della propria migliore condizione, ma capace di trovare risorse importanti anche nelle difficoltà.
Fonte foto in evidenza: Como1907 (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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