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“Gloria!”: il debutto di Margherita Vicario nel cinema italiano
17 Aprile 2024
Entertainment

“Gloria!”: il debutto di Margherita Vicario nel cinema italiano

Home » Entertainment » “Gloria!”: il debutto di Margherita Vicario nel cinema italiano

Gloria! arriva in tutte le sale italiane. Il film esordio alla regia di Margherita Vicario, finora conosciuta dal pubblico per il suo lavoro come attrice e cantautrice, che combina musica e femminismo. Narra la vicenda di un gruppo di giovani orfane cresciute in un istituto parrocchiale con l’obiettivo di diventare mogli. Le protagoniste sono una mescolanza tra piccole donne e membri di una setta di poeti dimenticati. Acquisendo competenze nel suonare flauto, pianoforte e violino, sviluppano un amore per la musica e sognano di creare composizioni proprie, un’aspirazione proibita per le donne di quel periodo storico.

Secondo la stessa regista, la storia di Gloria! è in parte basata su fatti reali, riguardanti le prime artiste italiane che “come fiori lasciati ad appassire, sono state dimenticate tra le pagine della storia“, poiché dei loro lavori musicali è rimasto ben poco. Erano giovani talentuose e appassionate, di cui sono sopravvissuti solo brevi esperimenti musicali, mantenuti segreti per paura di essere scoperti.

Gloria! – la trama del film

La storia interamente al femminile narrata in Gloria! si svolge nella Venezia di fine Settecento, all’interno dell’istituto femminile Sant’Ignazio, una sorta di combinazione tra un orfanotrofio, un conservatorio e un convento. Le giovani donne che frequentano questo luogo coltivano la loro passione per la musica e sono guidate da un Maestro di Cappella autoritario (Paolo Rossi). Giovani orfane cresciute insieme come sorelle fin da bambine, hanno ricevuto un’istruzione per diventare musiciste. Ognuna di loro con una storia diversa alle spalle, ma un destino comune: far parte dell’orchestra dell’istituto, con il compito di eseguire alla perfezione composizioni di altri, indipendentemente dal fatto che possano avere dentro di sé una forte carica creativa. Per loro non c’è via di fuga: nessun modo di possedere una vita al di fuori di lì o di esprimersi artisticamente.

Preparano la propria rivoluzione artistica scegliendo di allontanarsi dallo stile barocco contemporaneo per abbracciare i suoni del futuro. Di conseguenza, la loro ribellione musicale diventa anche una sfida al sistema ancora maschilista e patriarcale dell’epoca. L’obiettivo non è quello di farle diventare artiste, ma mogli capaci di impressionare gli ospiti o di deliziare il marito: reinterpretare la musica è strettamente vietato, le uniche canzoni consentite sono quelle destinate alla messa.

Tuttavia, la musica ha un effetto collaterale che i precettori dell’epoca non comprendono appieno: la capacità di riscaldare i cuori e accendere gli animi. Una combinazione di note ascoltata per caso, diversa da tutte le altre, è sufficiente per far comprendere alle ragazze che è possibile infrangere le regole. Che c’è la possibilità di vivere secondo i propri desideri, di fare la Rivoluzione come sta accadendo in Francia. E questo è abbastanza..

Riprendersi il futuro unite dalla musica

Inizialmente riunite negli spazi dell’Istituto, Lucia (Carlotta Gamba), Bettina (Veronica Lucchesi), Marietta (Maria Vittoria Dallasta) e le altre orfane condividono la loro vita. Ciò che le accomuna è un’amicizia di circostanza, dettata dalla situazione, ma segretamente ognuna di loro cerca di scappare e non guardare mai più indietro.

Nonostante vivano una vita da emarginate, si considerano superiori a Teresa (Galatéa Bellugi), detta “la muta“, che non ha accesso alla loro istruzione e viene sfruttata come domestica. Non avendo mai imparato a suonare, è Teresa ad insegnare loro che la diversità , nella musica come nella vita, può rappresentare una risorsa. Così, attorno alle melodie senza regole della domestica, le ragazze si uniscono: scoprono i punti di forza e di debolezza di ognuna, e imparano a sostenersi reciprocamente per essere in armonia come in un’orchestra.

L’ispirazione dietro Gloria!

Iniziando con una domanda riguardo al suo coinvolgimento in Gloria!, Margherita Vicario, che ha diretto e co-sceneggiato il film con Anita Rivaroli, oltre a comporre le musiche originali, condivide che l’idea le è venuta dal fatto che ogni volta che si trovava a fare un’intervista, riguardo a una nuova canzone o un nuovo album, le veniva sempre posta la stessa domanda, ovvero che cosa pensasse della situazione delle artiste donne nella musica contemporanea. Questo l’ha spinta a condurre ricerche sulle musiciste e sulle compositrici del passato, scoprendo che nel periodo in cui è ambientato il film, alcune di loro erano rinomate. Eppure oggi i loro nomi sono stati completamente dimenticati.

Nello stesso modo, Vicario ha fatto una scoperta riguardante il XVIII e XIX secolo: c’erano istituti femminili con orchestre di ragazze. Si è interrogata se tra loro ci fosse qualcuna che, oltre ad eseguire partiture scritte da altri, possedesse anche un talento da compositrice. Parlando del potere “salvifico” della musica, un altro tema centrale del film, spiega: “Prima ancora di lavorare nel campo della musica, facevo volontariato negli ospedali e ho potuto constatare quanto sia, in effetti, terapeutica. Perché suonare è un’attività che si svolge insieme“.

Gloria! – conclusione

Gloria! rappresenta un esperimento interessante, senza dubbio un film diverso da quelli prodotti di recente dall’industria cinematografica italiana e che si discosta anche da tutte le opere prime uscite negli ultimi anni.

Se ha un difetto, è proprio un pizzico di ingenuità. In certi dialoghi, nella costruzione delle backstory delle protagoniste, nella contrapposizione eccessivamente netta tra buoni e cattivi e nella scelta di un finale che non vi raccontiamo, ma che ha esagerato un po’ troppo.

In definitiva, Gloria! offre una narrazione fresca e originale, ma potrebbe beneficiare di una maggiore sfumatura nei personaggi e nella trama. Tuttavia, rimane un’opera che merita di essere apprezzata per la sua audacia e il suo tentativo di portare un nuovo respiro nel panorama cinematografico italiano.

Fonte Foto in Evidenza: Point

Giada La Spina

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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