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L’America di Trump: le possibili mosse del “tycoon” alla Casa Bianca
11 Novembre 2016
EsteraBest politikAttualità

L’America di Trump: le possibili mosse del “tycoon” alla Casa Bianca

Home » Best politik » Estera » L’America di Trump: le possibili mosse del “tycoon” alla Casa Bianca

Dopo essersi lasciati alle spalle una delle notti elettorali più incredibili e sorprendenti della storia repubblicana, gli Stati Uniti d’America si apprestano a voltare pagina dopo otto anni di presidenza Obama. Il popolo a stelle e strisce rivuole indietro i propri sogni e attende con grande interesse le prime mosse di Donald J. Trump, l’uomo che più di ogni altro incarna l’ideale del self-made-man. Tra promesse concrete e le classiche boutade pre-elettorali, proviamo ad ipotizzare la scena americana nei primi 100 giorni dal momento in cui avverrà l’insediamento ufficiale del tycoon newyorkese alla Casa Bianca, previsto per il 20 gennaio 2017.

Dollaro-21. Economia
In materia di politiche economiche, durante la campagna che lo ha portato alla vittoria elettorale, Trump ha dichiarato di voler mettere in pratica una strategia fortemente protezionistica. Tra i possibili provvedimenti, l’entrata in vigore dell’End Offshoring Act dovrebbe scoraggiare in linea di partenza le imprese che delocalizzano, attraverso penalizzazioni di tipo fiscale. I vincoli sul settore energetico appaiono a forte rischio mentre l’industria mineraria potrebbe ricevere nuovi impulsi.

2. Lavoro
Il prossimo inquilino della Casa Bianca intende mettere a punto con il Congresso un piano economico decennale in grado di attivare 25 milioni di nuovi posti di lavoro tramite un sostanziale taglio delle imposte. L’obbiettivo è quello di rilanciare le imprese locali e la tanto depauperata middle class americana (a tal proposito si parla della cosiddetta Middle Class Tax Relief Simplification Act), con una prospettiva di crescita annuale del 4%, e allo stesso tempo rendere più stringenti le pratiche per ottenere un visto di lavoro negli Stati Uniti.

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3. Tasse
Al delicato tema dell’occupazione si collega quello altrettanto importante legato ai provvedimenti in materia fiscale. Il nuovo esecutivo punta a snellire la normativa vigente, nonché annullare tutta una serie di memorandum e accordi sottoscritti durante il mandato di Barack Obama.

4. Sanità
Una delle note dolenti riguarda appunto la riforma del sistema sanitario, in quanto Trump vuole abolire l’Obamacare, la legge che garantisce l’assicurazione sanitaria minima obbligatoria ai cittadini statunitensi.

airport agent5. Immigrazione
Con Trump alla Casa Bianca il principio dello ius soli sarà messo in discussione? Nessuna pietà per i soggetti che commetteranno il reato di immigrazione clandestina, con pene detentive che potrebbero arrivare fino a due anni? A tal proposito più che una barriera fisica che divida gli USA dal Messico se ne teme una altrettanto preoccupante, quella sul piano legislativo. Staremo a vedere se a pagare dazio sarà la comunità nera e le varie minoranze etniche che popolano il Paese.

6. Investimenti
L’American Infrastructure Act mira a promuovere una partnership pubblico-privata che nel medio-lungo termine potrebbe muovere qualcosa come 100 milioni di dollari da destinare alla realizzazione di nuove infrastrutture.

Congresso USA7. Riforme
Trump sembra avere molto a cuore anche le riforme istituzionali, tanto da voler limitare il numero di mandati per deputati e senatori eletti al Congresso e bloccare nuove assunzioni di funzionari federali. Tra i provvedimenti più urgenti presenti sulla scrivania della Casa Bianca c’è anche la scelta del tassello mancante all’interno della Corte Suprema dopo la dipartita del giudice Antonin Scalia.

8. Politica estera
Le intenzioni del presidente eletto sono quelle di anteporre gli interessi dei cittadini americani agli affari di politica estera. Il tanto paventato isolazionismo potrebbe seguire le orme delle presidenze degli anni Venti e Trenta dei vari Harding, Coolidge e Hoover. Se da un lato si sta sondando il terreno per il riavvicinamento con Vladimir Putin, dall’altro si teme un raffreddamento dei rapporti con i Paesi dell’Unione Europea e un ridimensionamento finanziario dalla NATO, nonché il disimpegno dai sanguinosi e complessi scenari di guerra in Medio Oriente. Da verificare all’atto pratico la volontà di combattere concretamente la cyberwar.

emissioni_carbonio9. Accordi commerciali
Potrebbero saltare diverse “strette di mano” sul piano commerciale, a partire dal Nafta, il Trattato che regolamenta il libero scambio con Messico e Canada, fino al TTIP con l’UE e al distacco dall’intesa con l’area del Pacifico (TPP).

10. Ambiente
Il programma di Donald Trump sembrerebbe tutt’altro che promuovere la green economy, tanto da voler rivedere tutti gli accordi e i trattati internazionali sul clima sottoscritti dal suo precedessore, a cominciare dalla recente COP21. Il tycoon intende inoltre revocare le restrizioni alla produzione di combustibili fossili e rilanciare l’oleodotto Keystone XL, progetto su cui Obama mise il veto nel febbraio del 2015.

Gabriele Mirabella

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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