Si infiammano i toni del dibattito in Europa su un tema caldissimo come quello dell’immigrazione, sul quale mai come in questi tempi si registrano profonde spaccature e visioni differenti. A poco servono gesti distensivi e a suo modo simbolici come quello della piccola Repubblica estone, di turno alla presidenza dell’Unione a partire dal 1° luglio, che ha deciso di sbloccare 1 milione di euro per aiutare il nostro Paese a gestire l’afflusso di migranti provenienti dalle coste libiche, se dall’altra parte vi sono i governi di Francia e Spagna che si dicono contrari all’idea di permettere alle persone soccorse in acque mediterranee di approdare nei loro porti. Poi c’è addirittura chi si dice pronto ad alzare barricate, e con esse il livello dello scontro politico, con tutto ciò che comporta a livello diplomatico.
Brennero, storico collegamento tra l’Europa settentrionale e meridionale tanto caro alla popolazione altoatesina di idioma tedesco. La sottile linea che divide Italia e Austria è diventato terreno di scontro fertile su cui adesso si gioca la delicata “partita” sui migranti. Controlli rafforzati alle frontiere ritenuti «necessari» da parte del capo della diplomazia di Vienna Sebastian Kurz, giovane leader dell’Ovp, protagonista in Austria dell’ennesima svolta a destra caratterizzata da strette sull’immigrazione e rinegoziazione degli accordi presi a suo tempo con l’Unione Europea nel tentativo di intercettare il voto di protesta in vista delle elezioni del 15 ottobre prossimo, anticipate a causa della rottura della grande coalizione che era sorta in Parlamento tra popolari e socialdemocratici.
Quattro mezzi corazzati Pandur, in dotazione alle Forze armate austriache, prendono la strada del Brennero per rafforzare i controlli sul territorio, poi arriva il dietrofront. Qui nell’ultimo periodo, riferisce il direttore della Polizia tirolese Tomac, sono aumentati i tentativi d’ingresso dall’Italia. Controlli alle frontiere estesi anche a Sillian, in prossimità della Val Pusteria, e Nauders, a pochi chilometri da passo Resia. Un messaggio forte e chiaro lanciato all’indirizzo di Bruxelles, affinché il soccorso nel Mar Mediterraneo non diventi un ticket gratuito per entrare in Europa, tuonano le voci contrarie all’accoglienza.
Gabriele Mirabella
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