Le notizie su contagiati e morti da Coronavirus si susseguono di ora in ora. E, nonostante in Italia dal 4 maggio inizierà la famigerata “fase 2“, solo un vaccino riuscirà a riportare (davvero) alla normalità l’intero globo. Un vaccino che, con tipologie di sperimentazioni diverse in tutto il mondo, fa parlare e non poco l’intera comunità scientifica. A tal proposito, secondo quanto riportato dal New York Times, tra le tante eccellenze mondiali potrebbe spuntarla la prestigiosa Università di Oxford, nel Regno Unito.
Le dichiarazioni della professoressa Sarah Gilbert, vaccinologa specializzata nello sviluppo di vaccini contro agenti patogeni virali emergenti, a tal proposito sono più che incoraggianti: “Sono ottimista all’80% e – via libera delle autorità sanitarie permettendo – confido che il vaccino possa essere disponibile in milioni di dosi già nel mese di settembre“. Gli importanti progressi fatti da Oxford sarebbero figli di ottimi risultati già conseguiti su un altro tipo di Coronavirus.
Il prototipo del vaccino sarebbe stato iniettato circa 30 giorni fa a un gruppo di 6 Macachi, i quali successivamente sarebbero stati esposti a dosi massicce di Coronavirus. I 6 esemplari, dunque, non avrebbero manifestato alcuna patologia. Più nello specifico si tratta di rhesus macaque, una specie con un DNA quasi identico a quello dell’uomo. Visti i brillanti risultati sono partiti contestualmente i test sull’uomo e, una volta emersi i risultati di quest’ultimo, verranno incrociati i dati. Solo dopo, e con grande cautela, potranno essere pubblicati i risultati di questa ricerca, che dovrà passare successivamente il vaglio degli scienziati di tutto il mondo e, in primis, delle autorità sanitarie.
Poter avere un vaccino già per l’inizio della stagione autunnale potrebbe essere un gran passo in avanti, se si considera che per molti esperti del settore il primo termine utile sarebbe stato durante gli ultimi mesi del 2020. Non resta che aspettare, dunque, le pubblicazioni ufficiali, senza dimenticare che già molte case farmaceutiche, nonché noti filantropi, sarebbero pronti a investire sin da subito.
Francesco Mascali
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