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Soldi e successo rendono felici? non c’è niente di più sbagliato!
25 Settembre 2019
Pillole di AsclepioEntertainmentSocietasAttualità

Soldi e successo rendono felici? non c’è niente di più sbagliato!

Home » After Big Bang » Pillole di Asclepio » Soldi e successo rendono felici? non c’è niente di più sbagliato!

Cosa è la felicità? Qualcosa che può durare o un sentimento forte per un breve momento? Filosofi e psicologi si sono spesso cimentati a cercare una definizione, altri invece hanno pensato di usare un metodo statistico, servendosi  di un campione rappresentativo di individui.

Il famoso ‘e vissero felici per tutta la vita’ si può costruire

‘I soldi non rendono felici’, così si dice spesso. «Tu dammene e ti farò sapere», si risponde altrettanto frequentemente. Gli Stati Uniti sono tra i paesi più ricchi al mondo; ma questo ha davvero reso i suoi abitanti più felici? Nonostante ciò, infatti, negli USA, il benessere personale è calato più del doppio rispetto alla media dei paesi industrializzati.

«Definirei la felicità come uno stato d’animo passeggero, benessere, invece, vuol dire pensare che la propria vita sia appagante: questa è certamente una condizione più consistente e durevole». Così esordisce Robert J. Waldiger, professore di neuropsichiatria della Harward Medical School e quarto direttore dello studio scientifico più lungo mai fatto sul benessere umano.

Dunque, tutto iniziò ad Harward nel 1938. Un gruppo di medici arruolò 253 adolescenti di classe media per seguirne lo sviluppo fino alla vecchiaia. Vennero, per questo, intervistati e visitati nel corso del tempo. A questi si aggiunsero 456 bambini delle classi più povere: si voleva studiare il loro futuro benessere partendo da una condizione di svantaggio.

La storia di questo variegato gruppo umano è stata raccolta su carta per ben 75 anni. Il tempo è passato e quei bambini sono diventati adulti. Oggi, quindi, una intera epoca di dati consente alla scienza statistica di individuare i fattori determinanti del benessere di persone fortunate (perché giunte fino all’età di ottanta anni). La risposta, che ci piaccia o no, è di una semplicità disarmante: l’affetto.

«Una famiglia accogliente è ciò che fa la differenza, abbiamo bisogno di persone nella nostra vita, qualcuno che sarà sempre lì per noi, qualcuno su cui contare». Continua Waldiger.

I dati confermano che le relazioni affettive hanno cambiato il destino di bambini disagiati. Anche se il padre o la madre non ci sono, in effetti, basta qualcuno che si prenda cura del bambino e poi, la disciplina risulta fondamentale. Non lasciare fare sempre quello che si vuole e rispettare semplici regole come essere puntuale o studiare, può essere veramente importante. Ma la sorpresa è vedere, però, come alcuni ragazzi diventati criminali, stravolgano (in meglio) la loro vita, una volta avuti i figli. Dunque, avere qualcuno che non si vuole perdere è stato valutato come determinante per il cambiamento di una persona.

Nonostante tutto, il benessere è in calo. Ma perché? La risposta è chiara: la solitudine crescente. «La solitudine innesca uno stress cronico, aumentando la produzione di cortisolo. Lo stress va bene se dura poco, ma se persiste, aumenta il degrado del corpo. Iniziano prima le malattie cardiovascolari e il declino cognitivo», ammonisce il professore di Harward.

É incredibile, ma le buone relazioni sembra proteggano da tutto questo. «Abbiamo chiesto  di scrivere un elenco di persone che chiameresti se fossi malato o molto spaventato nel cuore della notte» raccontano i ricercatori. «Alcuni non scrivevano nemmeno una persona; altri, invece, ne scrivevano molte. A ottanta anni le persone che avevano più amici o un matrimonio duraturo erano più sane fisicamente e mentalmente».

Le società industrializzate impostano le politiche di sviluppo solo sulla crescita economica, ma la statistica sembra proprio dimostrare che una volta soddisfatte le necessità di base, il surplus, non serve. In altre parole fare più soldi non ti rende più sano.

Insomma quando sfuma la gioventù bisogna assicurarsi qualcos’altro rispetto ad una “semplice” villa sul lago. Questo studio è ancora in corso, ma Waldiger fornisce già ora la ricetta scientifica per la felicità, che in fondo non è così difficile da seguire: cura il tuo corpo e le tue relazioni. Basta questo per vivere una vita più sana e più felice. Allora, Ci proviamo?

Maria Giulia Vancheri

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Maria Giulia Vancheri

About Maria Giulia Vancheri

Maria Giulia, che in una parola si definisce logorroica, è una studentessa 24enne di giurisprudenza, a Catania. Dopo anni passati sui libri ha pensato bene di iniziare a scrivere per non infastidire più chi non volesse ascoltare le tante cose che aveva da dire. Riconosce di essere fashion… ma non addicted. Ama il mare e anche durante la sessione estiva non rinuncia alla sua nuotata giornaliera, che le rinfresca il corpo e i pensieri.
Crede fermamente che chi semina amore, raccolga felicità

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