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Pau Cubarsí, un veterano di 19 anni che ha conquistato il mondo
21 Luglio 2026
Calcio

Pau Cubarsí, un veterano di 19 anni che ha conquistato il mondo

Home » Voci di Sport » Calcio » Pau Cubarsí, un veterano di 19 anni che ha conquistato il mondo

A soli diciannove anni, Pau Cubarsí è già sul tetto del mondo. Il difensore del Barcellona è stato eletto Miglior giovane del Mondiale 2026, coronando una competizione disputata da assoluto protagonista e confermando quanto molti addetti ai lavori sostenevano ormai da tempo. La Spagna ha trovato il difensore destinato a guidarne il reparto arretrato per il prossimo decennio. Leader silenzioso, impeccabile nella lettura delle situazioni e sorprendentemente maturo nonostante la giovanissima età, Cubarsí ha rappresentato uno dei pilastri del successo della Roja.

Il nativo di Bescanó, inoltre, ha dimostrato di poter reggere senza alcun timore il peso delle partite più importanti del calcio mondiale. Ne è una prova la straordinaria chiusura al 120′ della finalissima vinta contro l’Argentina. Scendendo in campo da titolare ha anche eguagliato Pelé, Giuseppe Bergomi, Kylian Mbappé e il compagno di squadra Lamine Yamal, unici adolescenti a giocare dal primo minuto la finale di un Mondiale.

Cubarsí

Pau Cubarsí, 19 anni compiuti lo scorso 22 gennaio, festeggia la vittoria della Coppa del mondo. (Fonte: FC Barcelona – Masia).

Pau Cubarsí, il perno della difesa della Spagna

Quella vissuta negli Stati Uniti, in Canada e in Messico è stata la competizione della sua definitiva consacrazione. Sempre titolare al centro della difesa della squadra di Luis de la Fuente, Cubarsí ha saputo coniugare personalità, eleganza e affidabilità contro avversari di primissimo livello.

La Spagna ha costruito il proprio cammino verso il titolo anche grazie a una retroguardia praticamente invalicabile. Una difesa, quella delle Furie Rosse, capace di concedere pochissime occasioni da gol e di subire appena una rete in otto partite. Non a caso, Unai Simón ha stabilito il nuovo record di imbattibilità ai Mondiali.

Ciò che colpisce maggiormente di Pau Cubarsí, però, non è soltanto la carta d’identità. A renderlo speciale è soprattutto il modo in cui interpreta il ruolo di difensore centrale. Il centrale catalano coniuga efficacemente tradizione e modernità, risultando tanto stilisticamente bello da vedere quanto efficace.

Pau Cubarsí, Rodri e Unai Simón, rispettivamente Miglior giovane, Miglior giocatore e Miglior portiere dei Mondiali. (Fonte: SEFutbol).

Dalla cantera del Barcellona al tetto del mondo

Il classe 2007 abbina una qualità tecnica fuori dal comune a una straordinaria intelligenza tattica. Raramente ricorre all’intervento spettacolare. Preferisce anticipare l’avversario, leggere in anticipo le traiettorie e trovarsi sempre nella posizione giusta. Un modo di difendere che ricorda i grandi difensori del passato, tra cui il connazionale Puyol.

Una calma quasi innaturale per un ragazzo di diciannove anni, che gli permette di giocare con la sicurezza e la personalità di un veterano anche nelle sfide di maggiore pressione. La sua precisione nei passaggi e la capacità di rompere la prima linea di pressione avversaria lo hanno reso uno dei principali registi della manovra spagnola fin dalla costruzione dal basso.

Il talento di Cubarsí non nasce per caso. Cresciuto nella celebre cantera della Masia, il centrale catalano ha bruciato tutte le tappe del settore giovanile del Barcellona fino a debuttare in prima squadra a soli diciassette anni. Xavi e Flick hanno avuto il coraggio di affidargli immediatamente le chiavi della difesa blaugrana, intuendone le qualità fuori dal comune.

Cubarsí

Pau Cubarsí chiude i Mondiali al primo posto per duelli vinti e occasioni create tra i centrali difensivi. (Fonte: Rising Stars XI).

Da Puyol a Cubarsí: Barcellona e Spagna sorridono

In poco tempo è diventato un titolare inamovibile del club catalano, maturando un’esperienza che si è rivelata determinante anche in Nazionale. Se in passato il Barcellona ha regalato al calcio difensori come Carles Puyol e Gerard Piqué, oggi in Catalogna c’è la sensazione che Cubarsí possa raccoglierne l’eredità. Il classe 2007 può essere il pilastro della retroguardia blaugrana e della Roja per i prossimi quindici anni.

I numeri raccontano soltanto in parte la portata della sua ascesa. In pochi mesi Pau Cubarsí è riuscito a conquistare praticamente tutto ciò che un giovane calciatore può sognare. Dalla titolarità nel Barcellona campione di Spagna alla Coppa del mondo da Miglior giovane del torneo. È il primo spagnolo in assoluto a vincere il premio, nonché il primo difensore da Manuel Amoros nel 1982.

Traguardi che, per età e continuità di rendimento, lo collocano già tra i difensori più promettenti del panorama internazionale. La sensazione è che il Mondiale 2026 non rappresenti un punto d’arrivo, bensì il vero inizio di una carriera destinata a scrivere pagine importanti nella storia del calcio. Nel corso del torneo ha disputato tutte le gare da titolare senza mai essere sostituito.

Pau Cubarsí e Lamine Yamal, cresciuti insieme a La Masia e diventati campioni del mondo con la Spagna a soli 19 anni. (Fonte: FCBInformatiu).

Cubarsí e Yamal, presente e futuro della Spagna

Se Lamine Yamal è il volto del calcio spagnolo, Pau Cubarsí sembra avere tutte le carte in regola per diventarne le fondamenta. E viene naturale pensare che questo Mondiale, culminato con un trionfo da protagonista, sia soltanto il primo capitolo di una carriera destinata a lasciare il segno.

In un’epoca in cui riflettori e copertine sono quasi sempre riservati agli attaccanti, il centrale del Barcellona ha ricordato al mondo quanto possa essere decisivo un difensore capace di unire tecnica, intelligenza e personalità. Il presente è già suo. Il futuro, probabilmente, lo sarà ancora di più.

Fonte foto in evidenza: paucubarsi (Instagram)

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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