Andrea Kimi Antonelli torna sul gradino più alto del podio e si “laurea” a Spa-Francorchamps, “l’università della Formula 1“. Il portacolori Mercedes conquista la sesta vittoria stagionale, battendo l’ottima Ferrari di Charles Leclerc e la veloce (solo sul dritto) Red Bull di Max Verstappen. Dopo il ritiro di Silverstone, causato dal cedimento di un convogliatore di flusso, Antonelli torna dunque ad allungare in Classifica Piloti.
Solo quarto Lewis Hamilton, condizionato da diversi episodi avversi, davanti a Piastri. La zona punti è stata completata da Isack Hadjar, ottimo sesto in rimonta, davanti a Lando Norris, Gabriel Bortoleto e Arvid Lindblad. Chiude la top ten Franco Colapinto, autore di un finale spettacolare impreziosito da un doppio sorpasso ai danni di Pierre Gasly e Liam Lawson.
Il tracciato belga, con i suoi lunghi rettilinei e le limitate possibilità di recupero energetico, ha messo in evidenza tutti i limiti delle power unit 2026, trasformando la gestione dell’energia nel principale fattore prestazionale del weekend. Assetti, utilizzo dell’ibrido e perfino lo stile di guida dei piloti sono stati condizionati dalla necessità di preservare energia lungo il giro, indignando gran parte degli appassionati.
Il fine settimana di Kimi era iniziato nel migliore dei modi, con la pole position conquistata al sabato e una Mercedes che, una volta trovato il corretto compromesso di assetto dopo le difficoltà del venerdì, aveva mostrato un vantaggio evidente sul resto della concorrenza.
In gara il bolognese ha duellato con Verstappen nelle prime fasi, gestendo il degrado delle gomme senza particolari problemi, per poi essere provvisoriamente beffato al momento dei pit-stop; Russell, suo principale avversario nella lotta iridata, si è invece insabbiato nelle prime curve (ha lamentato un calo di potenza) dopo un colpevole contatto con Lewis Hamilton. Aldilà dell’incidente, il britannico non è mai riuscito a tenere il passo del giovane compagno di squadra.
Mercedes ha infatti richiamato il proprio pilota ai box abbastanza presto, scongiurando qualunque rischio di undercut. Una scelta che si è rivelata sfavorevole quando, pochi giri più tardi, una lunga Virtual Safety Car è stata esposta per consentire la rimozione di alcuni detriti dalla pista. Ferrari, che aveva deciso di prolungare lo stint di Leclerc, si è trovata nella situazione ideale: il monegasco ha così potuto usufruire di un pit-stop “scontato” ed è tornato in pista in prima posizione.
A questo punto è iniziata la fase più spettacolare del Gran Premio. Antonelli si è prima liberato della McLaren di Lando Norris e poi si è lanciato all’inseguimento della Ferrari numero 16. Leclerc ha risposto con una difesa impeccabile, sfruttando ogni centimetro del tracciato e compensando con guida e telaio il deficit di velocità sul dritto. Il monegasco ha ritardato le frenate, chiuso tutte le traiettorie e amministrato con intelligenza l’energia disponibile, costringendo Antonelli a costruire con pazienza ogni tentativo di attacco.
La maggiore efficienza della Mercedes è emersa con il passare dei giri e, a una decina di tornate dalla conclusione, il leader del Mondiale ha completato il sorpasso decisivo sul lungo tratto in salita del Raidillon, tornando in testa e involandosi verso la sesta affermazione stagionale. Leclerc non ha mollato ed è rimasto a lungo sotto il secondo di distacco, senza però riuscire a trovare spazi.
Alle spalle dei primi due, Max Verstappen ha concluso terzo dopo una gara condizionata dalla strategia. Il campione del mondo è stato il primo dei piloti di vertice a effettuare il cambio gomme e proprio la tempistica delle Virtual Safety Car ha finito per penalizzarlo, abbandonandolo nella terra di nessuno.
Sulla carta il binomio Silverstone-Spa doveva essere un massacro per la Ferrari, almeno a giudicare le caratteristiche della vettura di Maranello. Eppure la Rossa ne è uscita con 81 punti, contro i 56 di Mercedes e i 36 di Red Bull e McLaren. Pur pagando ancora qualcosa in termini di efficienza della power unit, il lavoro degli ingegneri di Maranello ha consentito di limitare il divario attraverso un’ottima gestione dell’erogazione e sfruttando un telaio molto competitivo nelle curve ad alta percorrenza. Addirittura, come prima descritto, Leclerc ha lottato a lungo per la vittoria: è scattato bene, si è difeso con le unghie su Piastri e ha impensierito Antonelli fin quando possibile.
Lewis Hamilton ha danneggiato la propria Ferrari nel contatto del primo giro con George Russell, perdendo tutti i badgeboard del lato sinistro e ricevendo anche cinque secondi di penalità (ingiusta, a giudicare dalle riprese aeree). Successivamente un pit stop poco brillante e pieno di problemi non gli ha permesso di modificare l’incidenza dell’ala anteriore per ribilanciare la vettura. Nonostante tutto, Hamilton ha mostrato un passo competitivo, riuscendo a contenere nel finale la McLaren di Piastri e chiudendo a ridosso del podio, scavalcando Russell in Classifica Piloti.
La SF-26 continua a crescere: da Budapest, circuito di carico, il Cavallino potrà alzare l’asticella delle ambizioni, inseguendo il Mondiale.
Fonte Foto in Evidenza: Formula 1 (X)
Angelo Pennisi
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