Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre, l’NBA ha fatto il suo ritorno in grande stile. Ad aprire il sipario sulla regular season sono stati i Boston Celtics. I campioni in carica hanno messo le cose in chiaro sin da subito contro i New York Knicks (132-109). Bene anche i Los Angeles Lakers, capaci di battere 110-103 i Minnesota Timberwolves.

La grinta di Giannis Antetokounmpo, tra i protagonisti nel successo dei Bucks sul campo dei Philadelphia Sixers. (Fonte: Milwaukee Bucks).
Dopo le emozioni dell’opening night, l’NBA ha messo in vetrina tante altre gare spettacolari la scorsa notte. I Milwaukee Bucks si aggiudicano in maniera piuttosto convincente il big match con i Philadelphia Sixers, privi di Joel Embiid e Paul George (124-109 al Wells Fargo Center). L’avvio è combattuto, ma la squadra dell’ex di turno Doc Rivers riesce a portarsi in doppia cifra di vantaggio all’intervallo (+11). A 12’ dal termine, gli ospiti sono sopra di 19 (100-81). A fare la differenza è il duo atomico Lillard-Antetokounmpo. Dame chiude con 30 punti, 9 rimbalzi e 6 assist col 50% da tre (6/12), The Greek Freak dà il via alla sua annata con 25 punti, 14 rimbalzi, 7 assist e una stoppata col 73% al tiro (8/11).
Si fanno apprezzare anche Portis e Prince (16 punti a testa), mentre per i Sixers sono in pochi a superare il primo esame della stagione. Bene Drummond, che rimpiazza Embiid con una doppia doppia da 10 punti e 13 rimbalzi, e Oubre (21 punti), così come le riserve Martin (12 punti e 9 rimbalzi), Yabusele (10 punti) e Lowry (13 punti e 6 assist). Male, anzi malissimo, Tyrese Maxey, che segna 25 punti ma con percentuali decisamente pessime (10/31 dal campo e 2/9 dalla lunga distanza).
Gli Indiana Pacers, tra le rivelazioni della passata stagione, ripartono con un successo per 115-109 ai danni dei Detroit Pistons. Sugli scudi Myles Turner, autore di 20 punti, 9 rimbalzi, 4 assist e 4 stoppate, e Pascal Siakam, che sfiora la tripla doppia (19 punti, 8 rimbalzi, 9 assist). Bene anche Bennedict Mathurin, che fa registrare 19 punti con 5/8 al tiro, e T.J. McConnell (14 punti con 7/8 dal campo), entrambi in uscita dalla panchina. Non incanta, invece, Tyrese Haliburton. L’All-Star chiude 15 punti e percentuali molto basse per i suoi standard (6/18 dal campo e 1/9 da tre). A Detroit non bastano i 28 punti con 8 assist di Cade Cunningham. Resta a secco Simone Fontecchio (0 punti in 15’ dalla panca).

Paolo Banchero domina il derby tra Orlando Magic e Miami Heat, trascinando i suoi alla vittoria. (Fonte: Orlando Magic).
Sconfitta pesante per i Toronto Raptors, travolti in casa dai Cleveland Cavaliers (136-106). A propiziare la vittoria schiacciante dei Cavs è soprattutto Evan Mobley: 25 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate per lui. Danno il proprio contributo alla causa anche Donovan Mitchell (21 punti con 7/14 al tiro) e Jarrett Allen (14 punti, 7 rimbalzi e 4 stoppate). Dalla panchina, vanno in doppia cifra Caris LeVert (19 punti), Ty Jerome (14) e Georges Niang (11). Il miglior scorer dei Raptors è Chris Boucher, che segna 18 punti in 20’.
Gli Orlando Magic si aggiudicano il derby della Florida, annichilendo i Miami Heat a domicilio (116-97). Dopo una prima frazione di gioco equilibrata, gli ospiti scavano il solco decisivo nel terzo quarto, piazzando un parziale di 39-18. Sontuosa prova di Paolo Banchero, che si carica i suoi sulle spalle con una doppia doppia da 33 punti e 11 rimbalzi col 50% dal campo (12/24) e dalla lunga distanza (4/8). Non è da meno Franz Wagner, che totalizza 23 punti con 10/16 al tiro e 3/6 da tre. Serata da dimenticare per Jimmy Butler, che si ferma a 3 punti con 1/8 dal campo.
Tutto facile anche per i New Orleans Pelicans, che superano 123-111 i Chicago Bulls tra le mura amiche nel segno del duo Ingram-McCollum (33 punti per il primo, 23 per il secondo). I Pels riescono a imporsi nonostante l’assenza di Zion Williamson. Tra le file dei Bulls, si segnalano i 27 punti di Zach LaVine e la doppia doppia di Nikola Vučević (21 punti e 11 rimbalzi). Parte bene la nuova stagione degli Atlanta Hawks, che regolano i Brooklyn Nets (120-116). Trae Young incanta con una doppia da 30 punti e 12 assist, ma a finire sotto i riflettori è il lungo Onyeka Okongwu.
Quest’ultimo mette a referto ben 28 punti e 8 rimbalzi in 28’ in uscita dalla panchina, tirando con un incredibile 92% dal campo (11/12). Il miglior realizzatore della serata è Cam Thomas, i cui 36 punti (7/13 da tre) non sono sufficienti per evitare la sconfitta ai Nets. Sconfitta beffarda per Brooklyn, che però è in buona compagnia. Tocca la stessa sorte, infatti, agli Houston Rockets, battuti di appena cinque punti (110-105) dagli Charlotte Hornets di uno scatenato LaMelo Ball. La terza scelta assoluta al Draft 2020 si prende la scena con una prova da incorniciare (34 punti, 8 rimbalzi e 11 assist con 10/20 al tiro).
Gli dà una mano Tre Mann, che aggiunge 24 punti e 6 rimbalzi in 29’ in uscita dalla panchina. Jalen Green e Sengün provano a tenere in piedi i padroni di casa fino alla fine: 28 punti per il primo, doppia doppia da 25 punti e 18 rimbalzi per il secondo. Tra il terzo e il quarto quarto, però, gli Hornets cancellano il -11 della pausa lunga e piazzano un parziale di 61-45 che consente loro di iniziare col piede giusto la regular season.

James Harden contesta un tiro di Kevin Durant, suo ex compagno di squadra ai Thunder e ai Nets. (Fonte: Phoenix Suns).
Ancor più equilibrato il testa a testa tra Utah Jazz e Memphis Grizzlies, con questi ultimi che si impongono 126-124 al Delta Center di Salt Lake City. Doppia doppia da 22 punti, 5 rimbalzi e 10 assist, di cui 5 punti e 3 assist nel quarto quarto, per Ja Morant, che archivia la pratica col layup del +5 (124-119) a 39’’ dal suono della sirena. Il numero 12 è supportato da un Desmond Bane da 24 punti, 4 rimbalzi e altrettanti assist. Suoi, inoltre, i due tiri liberi che pongono definitivamente fine alle speranze dei Jazz. 27 punti e 5 rimbalzi con 10/16 al tiro, invece, per Santi Aldama. A Utah non bastano ben sette giocatori in doppia cifra, con Markkanen autore di 35 punti e 9 rimbalzi.
A chiudere il cerchio sono le vittorie di Golden State Warriors e Phoenix Suns. I Dubs strapazzano i Portland Trail Blazers al Moda Center (139-104), col nuovo arrivato Buddy Hield che trova subito il modo di lasciare il segno. Per lui 22 punti e 5 rimbalzi col 71% da dietro l’arco (5/7) in poco più di 14’ in uscita dalla panchina. La doppia doppia da 17 punti e 10 assist di Stephen Curry e i 20 punti di Andrew Wiggins permettono ai Warriors di completare l’opera. Discorso chiuso già all’intervallo, con Golden State che va sul +12 alla pausa lunga (62-50) e scappa via nel terzo quarto, chiuso con un parziale di 37-22.
Portland manda tutto il quintetto titolare in doppia cifra, ma il miglior realizzatore dei padroni di casa è Scoot Henderson (22 punti in 28’ in uscita dalla panchina). I Suns, dal canto loro, battono i Los Angeles Clippers 116-113 all’overtime nella prima gara ufficiale all’Intuit Dome, la nuova arena dei californiani. A pochi minuti dal termine del primo tempo, Phoenix si porta sul +14 (45-31), ma nella seconda parte di gara i padroni di casa ricuciono lo svantaggio, toccando anche il +10.
Sul finire del supplementare, Harden sbaglia il secondo tiro libero, quello del possibile 114-114, Nurkić prende il rimbalzo e va in lunetta per chiudere la pratica. Tutto lo starting five in doppia cifra per la squadra di coach Budenholzer, con Kevin Durant (25 punti, 7 rimbalzi e 3 recuperi) e Bradley Beal (24 punti con 8/12 al tiro e 4/6 da tre) sugli scudi. Tra le file dei Clippers, James Harden sfiora la tripla doppia, chiudendo a quota 29 punti, 12 rimbalzi e 8 assist, mentre Ivica Zubac fa registrare 21 punti e 9 rimbalzi.
Fonte foto in evidenza: Burn City Sports
Dennis Izzo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.
Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
“Se c’è un libro che vuoi leggere, ma non è stato ancora scritto, allora devi scriverlo.”
“Agnunilla” di Dario Tomasello il 13 e 14 ottobre al teatro Stabile di Catania
Giornate FAI d’autunno – 10 e 11 ottobre: i quindici siti del catanese
Beni rifugio nei momenti di incertezza: perché i risparmiatori tornano a guardare ai metalli quando i mercati tremano
L’Italia riparte da giovani e certezze: il Mancini-bis promette bene?
Catania al cardiopalma: 2-1 contro il Crotone in rimonta
Giornate FAI d’autunno, la conferenza stampa di presentazione