Nella notte di Halloween, prende il via l’NBA Cup, il torneo in-season che unisce spettacolo e competitività nel cuore dell’autunno americano. Un debutto pieno di emozioni e colpi di scena, tra conferme delle big e partenze complicate per chi inseguiva il riscatto. Ad Est, i Boston Celtics superano di misura i rivali storici dei Philadelphia 76ers, e i Chicago Bulls continuano a volare e restano imbattuti. Male invece i Cleveland Cavaliers, piegati dalle assenze, e gli Indiana Pacers, inevitabilmente irriconoscibili rispetto alla squadra capace di centrare le Finals soltanto pochi mesi fa.
Ad Ovest, i Phoenix Suns ritrovano il sorriso con un super Devin Booker, i Lakers accolgono nel migliore dei modi il ritorno di Luka Dončić, mentre i Nuggets si fanno sorprendere nel finale da Portland. A chiudere la serata, il capolavoro di Kawhi Leonard, che regala ai Clippers la vittoria allo scadere contro i Pelicans. La NBA Cup parte così, tra luci, colori ed emozioni: una notte in cui il basket americano si è preso, ancora una volta, la scena.
Seconda vittoria consecutiva per gli Atlanta Hawks, che si impongono senza particolari patemi d’animo sul campo degli Indiana Pacers, infliggendo loro la quinta sconfitta in altrettante gare. Avvio di stagione da incubo per la squadra reduce dalle Finals perse in gara-7 contro gli Oklahoma City Thunder. A pesare sono anche e soprattutto le tante assenze (Haliburton, Toppin, Nembhard, Mathurin e McConnell). Nonostante il forfait di Trae Young, gli Hawks riescono ad avere la meglio grazie a un parziale di 34-17 nel terzo quarto, con cui gli ospiti rompono l’equilibrio del primo tempo e mettono le basi per la netta vittoria finale per 128-108. Ben sette giocatori in doppia cifra per Atlanta, con Jalen Johnson top scorer della serata con 22 punti, 13 rimbalzi e 8 assist.
Bene i Boston Celtics, che partono col piede ben piantato sull’acceleratore in casa dei Philadelphia Sixers e toccano anche il +24 nel corso del secondo quarto (64-40). I padroni di casa reagiscono immediatamente e riaprono la gara prima dell’intervallo (68-57 per Boston alla pausa lunga). Il match tra le due storiche rivali è molto teso e combattuto fino all’ultimo possesso, con Phila che ha la possibilità di vincere ma spreca il possesso finale: la tripla di Embiid non entra e i Celtics vincono 109-108. Sugli scudi Jaylen Brown, autore di 32 punti e 6 assist col 68% dal campo (13/19), mentre ai padroni di casa non basta la doppia doppia da 26 punti e 14 assist di Tyrese Maxey. Si tratta della prima sconfitta stagionale per i Sixers.
Cadono in casa anche i Cleveland Cavaliers, costretti a fare i conti col secondo ko consecutivo. Priva di tanti elementi importanti (Mitchell, Garland, Allen, Strus e Merrill), la squadra di Kenny Atkinson si arrende al cospetto dei Toronto Raptors, che vincono 112-101 (20 punti a testa per Brandon Ingram, R.J. Barrett e Jamison Battle). Appena tre giocatori in doppia cifra per i Cavs, con Evan Mobley che chiude a quota 29 punti, 8 rimbalzi e 3 palle recuperate.
Momento decisamente positivo, invece, per i Chicago Bulls, che infilano la quinta vittoria in altrettante partite disputate, battendo per 135-125 i New York Knicks. Eccezionale avvio di stagione per la franchigia dell’Illinois, che manda in doppia cifra ben sei giocatori. Josh Giddey sfiora la tripla doppia, mettendo a referto 32 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, mentre Nikola Vučević chiude con 26 punti e Ayo Dosunmu ne aggiunge 22 con 9 assist. Terza sconfitta di fila per i Knicks, che perdono nonostante i 20 o più punti a testa per Jalen Brunson (29 con 7 assist), O.G. Anunoby (26), Mikal Bridges (23) e Karl-Anthony Towns (22 con 10 rimbalzi).
Nella Western Conference, invece, tutto facile per i Phoenix Suns, che dopo un avvio di stagione a dir poco complicato (quattro sconfitte consecutive) tornano al successo, battendo in scioltezza gli Utah Jazz. A propiziare il 118-96 finale per i padroni di casa sono anche e soprattutto i 36 punti col 67% da tre (6/9) di un ottimo Devin Booker, che impreziosisce la sua prova con 5 rimbalzi e 9 assist. Agli ospiti non bastano i 33 punti col 50% al tiro (10/20) del finlandese Lauri Markkanen.
Sorridono anche i Los Angeles Lakers, che ritrovano Luka Dončić e passano sul campo dei Memphis Grizzlies per 117-112. Lo sloveno ritorna in grande stile, chiudendo con 44 punti, 12 rimbalzi e 6 assist col 52% dal campo (14/27) e il 40% da dietro l’arco (6/15). Ko beffardo, invece, per i Denver Nuggets, che dopo tre vittorie in fila perdono di misura contro gli ostici Portland Trail Blazers, capaci di imporsi per 109-107 con sei giocatori in doppia cifra (23 punti per Deni Avdija, 19 per Shaedon Sharpe, 16 per l’ex di turno Jerami Grant, 14 per Toumani Camara, 11 con 13 assist per Jrue Holiday e 10 per Kris Murray).
Sei giocatori con almeno dieci punti a referto anche per i Nuggets, con Nikola Jokić che fa registrare 21 punti, 14 rimbalzi e 9 assist e Jamal Murray che segna 22 punti. Denver spreca un vantaggio di cinque punti (107-102 a un minuto dal termine), subendo la rimonta dei padroni di casa dopo essere stata in vantaggio al termine di tutti e tre i quarti precedenti. A chiudere il cerchio sulla prima giornata dell’NBA Cup è il successo dei Los Angeles Clippers ai danni dei New Orleans Pelicans all’Intuit Dome, con i californiani che vincono al fotofinish grazie a un buzzer beater di Kawhi Leonard.
The Klaw fissa il punteggio sul 126-124 con un canestro dei suoi che vale la vittoria e rappresenta la ciliegina sulla torta in una serata in cui il due volte campione NBA si rende autore di ben 34 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e 6 recuperi col 69% al tiro (11/16) e il 62% da tre (5/8). Doppia doppia da 24 punti, 5 rimbalzi, 14 assist e 2 palle rubate, invece, per James Harden. I due veterani All-Star dei Clippers vanificano le ottime prove di Jordan Poole (30 punti in uscita dalla panchina) e Zion Williamson (29 punti).
Fonte foto in evidenza: LA Clippers (X)
Dennis Izzo
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Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.
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