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Cinque piccoli segreti per scrivere un romanzo di successo
11 Novembre 2016
Smart languageSocietasDante & Socrate

Cinque piccoli segreti per scrivere un romanzo di successo

Home » Dante & Socrate » Smart language » Cinque piccoli segreti per scrivere un romanzo di successo

Ammettiamolo, quale scrittore, o aspirante tale, non cova il segreto desiderio di veder apparire, un giorno, la propria “creatura” all’interno della classifica dei libri più venduti? A voler essere onesti, in verità, non sempre il numero di copie vendute è indicativo dell’effettiva qualità di un manoscritto, e anzi, il più delle volte, l’industria dell’editoria ha dimostrato come romanzi di dubbio valore ricevano spesso l’abbraccio e il gradimento del pubblico. Checché se ne pensi, tuttavia, essere gli autori di un bestseller è sempre una gran soddisfazione e resta uno dei più grandi sogni di ogni scrittore.

leggereIndividuare la ricetta segreta di un libro di successo è quanto si sono prefissati Jodie Archer, autrice, e Matthew L. Jockers, ricercatore all’università del Nebraska. I loro studi, pubblicati nel volume “The Bestseller Code, anatomy of a blockbuster novel”, sono il risultato di un lungo percorso di analisi di oltre ventimila testi, scelti in base alla classifica dei titoli più venduti del New York Times, e sono frutto, tra l’altro, di cinque anni di ricerche, utilizzo di un migliaio di computer e dell’aiuto di un algoritmo. Sebbene quello dei due ricercatori non sia l’unico, né il primo, tentativo di studiare la struttura dei bestsellers, tuttavia la loro ricerca, basata su un’ingente mole di dati, potrebbe essere considerata come un “modello predittivo”, ritenuto affidabile all’80%. Ecco, quindi, le cinque regole base per scrivere un romanzo di successo.

  • Evitare le dispersioni: Si sa, la lettura è evasione e la si pratica, molto spesso, nei momenti di pausa e di relax. Per questa ragione, sarebbe preferibile concentrarsi su poche tematiche che possano attrarre il lettore: i ricercatori consigliano non più di tre o quattro temi, i quali dovranno occupare almeno un terzo dell’opera. 
  • L’empatia: Secondo Archer e Jockers, non basterebbe limitare la quantità di argomenti presenti nel libro, bensì si dovrebbe cercare di affrontare temi che vadano a toccare l’emotività del lettore. Qualcuno potrebbe chiamarli sentimentalismi, i ricercatori, al contrario, preferiscono parlare di empatia. Dopotutto, è vero che ogni appassionato di libri cerca nei testi qualcosa che lo riguardi, che parli, in qualche modo, di sé e della propria vita, vuole, in parole semplici, immedesimarsi. Bisognerebbe, quindi, scegliere argomenti come l’amore, la famiglia, la vita domestica, le nuove tecnologie, la morte e persino le tasse. Un piccolo scorcio di vita familiare attirerebbe ben più di una scena piena di suspence e avventura. 
  • Il ritmo: Il ritmo avrebbe un ruolo fondamentale nella costruzione di una trama di successo. Esso si basa su Leggere libricosiddetto “paradigma ideale” o di Syd Field, dal nome del celebre sceneggiatore che lo ideò. Il paradigma consiste in uno schema lineare, attraverso il quale la storia viene suddivisa in tre atti: esposizione, nella quale vengono espresse l’introduzione e l’identificazione dell’obiettivo da perseguire, conflitto, vale a dire la lotta per il raggiungimento dell’obiettivo; risoluzione, il conflitto viene risolto grazie a un’azione decisiva e alle sue conseguenze sui personaggi e sul mondo. Un bestseller si serve di questo schema, alternando continuamente due stati emotivi, speranza- delusione e viceversa. 
  • Stile semplice: Quando s’inizia la stesura di un romanzo, è necessario sempre ricordare che esso sarà letto da una moltitudine differente di persone, dal diverso livello di alfabetizzazione. Se il proprio scopo è, pertanto, quella di elaborare un’opera fruibile da tutti, allora lo stile dovrà essere semplice e non molto ricercato: andranno eliminate formule troppo contorte e parole difficili. Perciò nei bestseller è possibile rintracciare la ripetizione incalzante di parole spesso banali, stile paratattico e, alle volte, espressioni e forme tratte dal parlato. Il vocabolo “thing”, cioè “cosa”, per esempio, appare sei volte più spesso in un bestseller piuttosto che in altri libri di minor successo. 
  • Personaggi attivi: Secondo gli autori della ricerca, un personaggio attivo attrarrebbe di più di uno passivo. In effetti, parole come “do”, “think”, “ask”, “look”, “fare”, “pensare”, “chiedere”, “guardare” comparirebbero maggiormente nei romanzi più venduti, mentre nei manoscritti di minore successo sarebbero i verbi si senso passivo a prevalere, come “need”, “avere bisogno”, “miss”, “sentire la mancanza”e così via.

la ragazza del trenoNon bisogna trascurare, inoltre, l’importanza della punteggiatura. A detta degli autori, mai abbondare con i punti esclamativi, mentre sono benvenuti quelli interrogativi. Sono state raccolte in un elenco, tra l’altro, le 491 parole più usate all’interno dei bestseller, tra le quali compaiono, e non è certo una sorpresa, il verbo “fare” e l’espressione colloquiale “okay”. Ma che dire del sesso? È opinione comune, infatti, che inserire scene “piccanti” all’interno dei romanzi renda questi ultimi più vendibili. I due ricercatori, però, parrebbero smentire questo comune sentire, poiché i libri contenenti numerose scene di sesso non avrebbero una grande possibilità di vendere molte copie, finendo in realtà in un mercato secondario e di settore. Non a caso, tra i ventimila volumi analizzati, il tema del sesso comparirebbe soltanto per lo 0,001%. Come si spiega, dunque, il successo di uno dei romanzi più discussi del secolo? Il successo della trilogia “Cinquanta Sfumature di Grigio” non andrebbe ricercata nella scabrosa tematica del sesso, che permea l’intera opera, bensì sarebbe dovuto alla gestione del ritmo e al finale inaspettato. Il mancato lieto fine del primo volume, in effetti, avrebbe spinto i lettori ad acquistare anche i libri successivi. Decisiva, secondo gli studiosi, non la sola tematica della sessualità perversa, bensì la sua visione all’interno della sfera emotiva della protagonista. Gli autori dello studio hanno, infine, notato come i romanzi in cui le protagoniste sono ragazze ambigue e misteriose andrebbero per la maggiore (ne è un esempio il favore di pubblico ottenuto dalla “Ragazza del treno”). Questi personaggi femminili, muovendosi tra bene e male, non possono giungere alla risoluzione del conflitto, impedendo, di fatto, un reale lieto fine. Quest’atmosfera sospesa e irrisolta garantisce la piena attenzione del lettore, infondendo su esso una grande attrattiva.

Debora Guglielmino

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