• Le firme
  • Disclaimer
  • Contatti
  • Privacy
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Logo

  • Best politik
    • Estera
    • Interna
  • Attualità
    • Incontri
  • Business
    • Travel
  • Societas
    • High school
    • Pentole e padelle
    • Fashion
    • Gossip
  • Sex revolution
    • Problemi di coppia
  • Dante & Socrate
    • Art attack
    • Smart language
  • After Big Bang
    • Green planet
    • Pillole di Asclepio
  • Tech
    • App
    • Motori
  • Entertainment
    • Settima arte
    • Tubo catodico
    • Dietro le quinte
    • Pentagramma
    • Web factory
    • Sala giochi
    • Voci di Sport
  • Città
    • Bologna
    • Firenze
    • Milano
    • Parma
    • Roma
    • Torino
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Siracusa
    • Trapani
  • Voci d’Ateneo
    • UniBO
    • UniCT
    vocidisportp
  • Voci di Sport
  • Calcio
    • Serie A
    • Serie B
    • Euro racconti
    • Fanstasie sudamericane
  • MotoGP
  • Formula 1
  • Basket
  • Pallavolo
  • Tennis
  • Personaggi
  • Altri sport
Uncanny valley: la paura di chi sembra umano, ma non lo è
14 Luglio 2023
SocietasTech

Uncanny valley: la paura di chi sembra umano, ma non lo è

Home » Societas » Uncanny valley: la paura di chi sembra umano, ma non lo è

In questi giorni ha destato scalpore il video di una donna che ha bloccato un volo aereo per paura da un passeggero, a suo dire, “non umano”.  Tralasciando lo stato psico-fisico della donna, che ha molto probabilmente influito sulla sua reazione, le dinamiche di questo episodio ricordano molto l’uncanny valley, una distorsione cognitiva molto più comune di quanto si pensi. 

Uncanny Valley: di cosa si tratta?

La teoria dell’uncanny valley nasce nel 1970 da uno studio del professore giapponese Masashiro Mori. Indagando il rapporto tra uomo e robotica, Mori ha elaborato una curva che mostra la reazione emotiva dell’essere umano di fronte a diversi oggetti che ne replicano le caratteristiche fisiche: pupazzi, burattini, robot, fino ad arrivare a una mano bionica.

Di norma questi oggetti scatenano una reazione positiva nell’essere umano, che sembra gradirli quanto più essi sono realistici. Tuttavia, quando si raggiunge una certa soglia di somiglianza tra essere umano e oggetto, la reazione si fa bruscamente negativa, trasformandosi in una forte repulsione. È proprio entro questa soglia che sta l’uncanny valley (letteralmente zona disturbante), un bias cognitivo sperimentato dall’uomo quando ha davanti a sé qualcosa che sembra umano, ma non lo è.

Uncanny valley: paura delle macchine o qualcosa di più? 

Spesso l’uncanny valley viene definita in modo semplicistico come “paura delle macchine”, e associata erroneamente alla paura che la macchina superi l’uomo. Vediamo perché non è così.

Uno degli esempi più citati quando si parla di uncanny valley è un film per bambini: Polar Express. “Inquietante“, “orribile” e “disturbante” sono soltanto alcuni degli aggettivi utilizzati dai critici nei confronti del film d’animazione.

Il motivo sarebbe proprio correlato all’uncanny valley: i personaggi risultano fin troppo realistici per un cartone animato, ma non abbastanza per essere percepiti come gradevoli. Questo li fa ricadere nella valle perturbante delineata da Mori.

Una spiegazione evolutiva 

Una delle teorie più gettonate suggerisce che ci sia una spiegazione evolutiva dietro la nostra paura dei “quasi-umani“. Secondo questo filone interpretativo, abbiamo ereditato questa istinto dai nostri lontani antenati che, in natura, hanno imparato a riconoscere ed evitare tutto ciò che sembrava umano ma non lo era, interpretandolo come una trappola piazzata dai predatori. Ha una funzione simile la pareidolia, che ci permette di riconoscere sembianze umane anche dove non ci sono.

Una spiegazione cognitiva 

Secondo gli psicologi cognitivi il bias dell’uncanny valley è un semplice problema di categorizzazione. Siamo abituati a etichettare immediatamente ciò che vediamo come “umano”, “animale” o “artificiale”. Quando abbiamo di fronte qualcosa che esce dalle nostre categorie mentali – come un robot che sembra spaventosamente umano – scatta l’istinto di repulsione, forse riconducibile alla più generale paura dell’ignoto.

Una spiegazione dinamica 

Perché l’androide fa paura, se in fondo ci somiglia? Secondo questo filone di ricerca ciò che fa scattare il bias cognitivo non è l’aspetto estetico, ma la macchinosità e l’innaturalezza dei suoi movimenti, che ce lo fanno immediatamente riconoscere come non animato e privo di emozioni. La sensazione che nasce da questa visione è stata definita “reminder of death”: ecco perché, secondo alcuni teorici (tra cui lo stesso Mori), la quintessenza dell’uncanny valley sono proprio i cadaveri – umani inanimati per eccellenza –, che riaccendono in noi la naturale paura di morire che normalmente ignoriamo.

Uncanny valley e intelligenza artificiale: cosa aspettarci? 

Nel 2018 Libreri, CTO di Epic Games, affermava con una certa sicurezza che la prossima generazione di videogiocatori avrebbe dovuto inevitabilmente fare i conti con l’Uncanny Valley, e imparare a conviverci. E invece sembra che oggi, a distanza di appena 5 anni, lo scenario sia ben diverso da quello immaginato da Libreri. Il livello di realismo raggiunto dai sistemi di CGI e dall’intelligenza artificiale sembrerebbe talmente alto da trascendere persino l’uncanny valley. Basta pensare alle immagini deepfake, così realistiche da aggirare le barriere cognitive dell’uomo ed essere scambiate per vere. Insomma, tutto sembra suggerire che sviluppo tecnologico e uncanny valley non vadano più di pari passo, e che presto questo bias potrebbe essere abbattuto dalla tecnologia: sarà un bene?

Alice Maria Reale 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

  • Autore
  • Ultimi Articoli

About Alice Reale

Nata a Catania nel lontano 2002, la piccola Alice si è sempre distinta per la sua risolutezza e determinazione. 
Dopo aver deciso di voler diventare un’archeologa, poi una veterinaria e poi un’insegnante, si iscrive al Liceo Linguistico Lombardo Radice e scopre le sue due grandi passioni: la scrittura e le lingue straniere, che decide di coniugare iscrivendosi alla facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione.

  • Brescia, aggredito e ucciso di fronte al suo bar, parla la moglie: “È tornato per vendicarsi” - 17/12/2025
  • L’Unione Europea sempre più vicina all’emissione dell’euro digitale: avviata fase di sviluppo - 04/11/2025
  • Chiara muore a 18 anni nel sonno, la madre: “Era sanissima, voglio la verità” - 28/10/2025
  • Luciana, uccisa dall’ex con 14 coltellate: le parole dell’assassino - 24/10/2025
  • Dalla sala operatoria al pronto soccorso: anomali interventi di cataratta a Catania, 30 ricoverati - 23/10/2025
  • intelligenza artificiale
  • sociologia
  • IA
  • bias cognitivo
  • uncanny valley
  • valle perturbante
  • paura delle macchine
  • polar express
  • robot
   ← precedente
successivo →   
  • Champions League: bene la Juventus, cadono Inter e Atalanta Champions League: bene la Juventus, cadono Inter e Atalanta
    22 Gennaio
    Champions League
  • Aste immobiliari: l’alternativa smart per comprare casa spendendo meno Aste immobiliari: l’alternativa smart per comprare casa spendendo meno
    20 Gennaio
    Societas
  • Coppa d’Africa: finale da cinema, il Senegal fa piangere il Marocco Coppa d’Africa: finale da cinema, il Senegal fa piangere il Marocco
    19 Gennaio
    Calcio
  • Serie C, prova di forza Catania! Caturano stende il Monopoli in pieno recupero Serie C, prova di forza Catania! Caturano stende il Monopoli in pieno recupero
    18 Gennaio
    Calcio
  • Coppa d’Africa: Senegal e Marocco pronte a scrivere la storia Coppa d’Africa: Senegal e Marocco pronte a scrivere la storia
    17 Gennaio
    Calcio
  • Geolier, la maturazione raggiunta con “Tutto è possibile” Geolier, la maturazione raggiunta con “Tutto è possibile”
    17 Gennaio
    Pentagramma
© Associazione Culturale Voci di Corridoio Preside Voci di Città
Testata registrata al Tribunale di Catania. 27/2011 del 29/12/2011
Associazione Culturale Voci di Corridoio
Presidente: Francesco Mascali
Direttore Responsabile: Andrea Lo Giudice
Powered by HiddenPC