Caparezza ormai lo conosciamo, non ha di certo bisogno di presentazioni per chi ascolta musica. Dopo ventidue anni dal primo disco dal titolo “?!“, il cinquantaduenne rapper pugliese di Molfetta torna nel 2025 con il “disco-fumetto” Orbit Orbit. I lavori di Caparezza hanno sempre avuto tratti peculiari di scrittura e arrangiamenti. Lo si potrebbe descrivere come un rapper non convenzionale. Anzi, alle volte definirlo rapper è riduttivo. Uno dei pochi artisti capace di farsi apprezzare anche da chi il rap non lo ascolta. Un rapper più da nerd che da maschi alfa, forse da sempre adatto ad un pubblico più maturo.
Nei suoi lavori, Caparezza ha spesso esplorato tanti generi musicali come il cantautorato e persino l’alternative metal. In Orbit Orbit, invece, abbiamo un lavoro per di più elettronico. Ogni suo lavoro, però, presenta rime taglienti dall’umorismo sottile e dalla sua forma personale e ricercata. Ogni parola deve essere studiata e messo al punto giusto. In altre parole, deve possedere una propria vita. Mai stato un rapper da guerra e diatribe verso altri rapper, non ha mai esaltato la propria personalità per sovrastare il prossimo. E alla vita da strada ha sempre preferito quella da casa: a leggere libri e fumetti, a giocare ai videogiochi, guardare film e serie tv, ascoltare musica, ma soprattutto a scrivere.
Già dal sesto album Museica, Caparezza ha espresso molte volte quanto scrivere possa rivelarsi un toccasana per l’anima, e quanto lo sia stato per la sua anima. E soprattutto negli ultimi tempi, da quando il cantautore ha deciso di concentrarsi più su sé stesso e temi introspettivi che su argomenti come ad esempio la politica, o la sua visione del mondo. Un modo di scrivere che in Orbit Orbit ha perso un po’ anche la sua verve ironica e la sua anima rock (in questo sostituita dal genere elettrorap). Questo, però, fa tutto parte del gioco. Gli arrangiamenti elettronici, accompagnati comunque da strumenti tradizionali come basso e batteria, si sposano benissimo su ciò che Caparezza vuole esprimere in questo disco.
Negli ultimi album come Prisoner 709 ed Exuvia i temi centrali erano rispettivamente la prigionia e la fuga. Orbit Orbit, invece, ruota sul concetto di libertà. L’artista viene raffigurato sulla copertina del disco con una tuta da astronauta mentre esce da un’astronave. E proprio in quelle immagini il nome del disco va a simboleggiare la metafora della libertà con l’essere in volo, in orbita. Non esiste un concetto di libertà che non sia paragonato al volare. E per esprimere tale concetto ci si rifà anche all’immaginazione.
Il pezzo che descrive appieno il connubio disco-fumetto è senza dubbio Il banditore. La sesta traccia del disco, infatti, è piena zeppa di onomatopee fumettistiche come ad esempio gulp o gasp. Dal punto di vista strumentale, invece, oltre al genere dell’elettronica, troviamo le classiche basi per il tipico flow del rap coma ad esempio A comic book saved my life. Nella fase finale del disco troviamo anche influenze jazz come in Cosmonaufrago verso la fine della canzone, e sonorità orchestrali da perfetta colonna sonora disneyana quando fa la sua scena l’antagonista Perlificat. La massima espressione dell’introspezione, però, la si raggiunge in Pathosfera, dodicesima traccia del disco.
In conclusione, la passione per i fumetti di Caparezza ha dato l’opportunità all’artista di poter scrivere e pubblicare oltre ad un altro album anche un fumetto. Un fusione sicuramente interessante, il quale porta un artista a trovare ispirazione anche in una delle sue passioni che non sia la musica. E a regalare agli appassionati di musica e ai suoi fan un altro lavoro da ascoltare e riascoltare.
Foto: deejay.it
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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