“Notte di sogni, di coppe e di campioni. Notte di lacrime e preghiere, la matematica non sarà mai il mio mestiere”. Sulle note di una delle canzoni italiane più famose di sempre, scorrono via le immagini di Meta Catania e Akaa Futsal. Partita valida per l’ultima giornata del Main Round della UEFA Futsal Champions League che la formazione etnea doveva vincere e con almeno sette gol di scarto per assicurarsi il primo posto nel girone e strappare il pass per la fase a eliminazione diretta.
Una sfida di coppe dove i campioni della Meta Catania stavano tramutando in realtà i sogni degli spettatori giunti al PalaCatania per sostenere la compagine rossazzurra. Un incontro di preghiere perché, in fondo, tutti chiedevamo e speravamo che arrivasse quel fatidico decimo gol che poteva regalare la qualificazione. Preghiere ma anche lacrime: quelle dei giocatori rossazzurri al termine di un match in cui hanno dato letteralmente tutto. In cui a farla da padrone, alla fine, è stata quella matematica (che non sarà mai il mio mestiere) così cinica e beffarda che ha eliminato la formazione campione d’Italia in carica per una sola ammonizione.
Ma andiamo per ordine e riavvolgiamo il nastro di un sabato in cui sono serviti ragionieri e pallottolieri per capire chi, alla fine, abbia concluso al comando del gruppo 5 della competizione per club più importante d’Europa. Difatti, la qualificazione agli ottavi di finale era un discorso a due tra Meta Catania e AEK Atene. Quest’ultime, dopo aver pareggiato (3-3) nello scontro diretto, arrivavano alla terza e ultima giornata con quattro punti e una differenza reti che vedeva premiare gli etnei di un solo gol (+5 contro il +4 dei greci prima di ieri).
Per entrambe, dunque, era fondamentale vincere le rispettive partite e farlo con tanti gol di scarto. Intento che riesce benissimo all’AEK Atene che, nella partita delle ore 17:00, schiaccia i tedeschi del TSV Weilimdorf con il largo punteggio di 9-2. Risultato, quest’ultimo, che permette ai campioni di Grecia di chiudere il proprio Main Round con 7 punti e una differenza reti (totale) di +11.
La Meta Catania, dunque, arriva al match serale delle 20:30 sapendo che deve battere i finlandesi dell’Akaa Futsal e con almeno sette gol di differenza per ritornare al primo posto del raggruppamento. Un’impresa difficile, ma non impossibile, per i ragazzi di mister Juanra abituati a vincere grandi sfide. Abituati a gettare il cuore oltre ogni ostacolo come, del resto, hanno fatto anche ieri.
Forse scoraggiati dal risultato così rotondo dell’AEK Atene, la formazione rossazzurra entra in campo con un piglio non così agonisticamente cattivo. Tiene sì il pallino del gioco in mano ma non crea particolari occasioni pericolose. Dopo quattro minuti, allora, arriva il primo lampo. Un squarcio all’improvviso con il portiere finlandese Kasper Kangas che lascia partire un missile mancino che si insacca all’angolino alto. Si complica fin da subito la missione per la Meta Catania che si ritrova sotto di una rete.
Neanche la rete del momentaneo pareggio di Luis Turmena, alla metà esatta del primo tempo, scuote più di tanto i campioni d’Italia in carica. Difatti, due minuti più tardi, da una rimessa laterale (che andava ribattuta) nasce il nuovo vantaggio dell’Akaa Futsal con il più veterano della squadra Markus Rautiainen.
È da questo momento in poi che la Meta entra veramente in partita. E non è un caso che, nei minuti finali della prima frazione, arriva un tremendo “uno-due” della formazione etnea che comincia a far eruttare il PalaCatania. Nell’arco di neanche un minuto, l’attaccante brasiliano Matheus Pozzer Sacon, mette a referto una doppietta che manda le squadre all’intervallo sul punteggio di 3-2 a favore di un Catania che spera e creda nella goleada.
Si arriva così al secondo tempo. Una frazione di gioco davvero emozionante. Ricca di gol, tensioni e continui colpi di scena. Sembrava di vivere un film. Tutti, e ripeto tutti, erano in completa trans-agonistica. Merito dei ragazzi di mister Juanra che hanno cominciato a segnare reti a raffica. Come al venticinquesimo minuto esatto, con un altro “uno-due” devastante, che accende definitivamente tutto il palazzetto. Prima capitan Musumeci e, poi, dopo forse cinque secondi, Michele Podda portano la Meta Catania avanti per 5-2.
Il PalaCatania è tutto un fremito. La formazione di casa continua ad attaccare a più non posso. Sfrutta anche il portiere di movimento (già dalla fine del primo tempo) per avere superiorità numerica in fase offensiva. Nascono così altre due reti rossazzurre che sembrano avvicinare ancor di più il sogno passaggio del turno. L’autorete di Alasuutari (al 28′) e il calcio di rigore di Luis Turmena (30′) portano la compagine etnea sul risultato di 7-2. Forse, il momento di maggior esaltazione della serata con il brasiliano che manda la propria squadra a due reti di distanza dal sogno.
Ma quando tutti cominciavamo a pregustare quello che avrebbe avuto del clamoroso, ecco il primo colpo di scena di un finale davvero thriller. Su rilancio lungo in verticale, il difensore brasiliano Pretao si inventa una rete davvero meravigliosa battendo a rete al volo dopo una coordinazione fantastica. Rete che ai finlandesi serve a poco ma che, per la Meta Catania, alla fine dei conti si rivela fatale.
Ai campioni d’Italia in carica, sul punteggio di 7-3, servono adesso tre reti per passare il turno. Ma il tempo è ancora dalla loro parte quando mancano poco meno di dieci minuti al termine dell’incontro. Ecco allora che i ragazzi di mister Juanra si ributtano nuovamente all’attacco. A capofitto. Senza un domani. Con qualità, con voglia, con tutti i mezzi a loro disposizione. Ecco, allora, il gol di Leonardo Brunelli (34′) che riaccende le speranze etnee. La Meta ci crede ma, questa volta, il cronometro comincia a correre veloce. Di minuti ne rimangono pochi. Per la precisione meno di centoventi secondi quando arriva un altro colpo di scena: capitan Carmelo Musumeci deposita in porta la rete del 9-3.
Alt!, fermi tutti. Prima di raccontare il drammatico finale di gara, è doveroso dire quanto sia beffarda la rete del capopopolo rossazzurro. Difatti, la nona rete di serata per il Catania è l’ennesimo e ultimo colpo di scena della gara. Ci troviamo in una situazione di perfetto equilibrio al comando del gruppo 5. La formazione italiana e l’AEK Atene si ritrovano con gli stessi punti (sette). La stessa differenza reti (+11). Lo stesso numero di gol fatti (18). Lo stesso numero di reti subite (7). A fare la differenza a favore dei greci, dunque, è il penultimo criterio UEFA: vale a dire, quello del conteggio di espulsioni e ammonizioni.
Un cartellino giallo di troppo obbliga la Meta Catania a cercare disperatamente un’ultima rete (che non arriverà mai) che regalerebbe il pass per la fase a eliminazione diretta. Come sempre durante l’arco della gara, specialmente in un secondo tempo di enorme fattura, i ragazzi di mister Juanra provano nel miracolo. Ma le lancette corrono più veloci dei giocatori in campo. Le energie cominciano a mancare. I finlandesi fanno pure trascorrere del tempo.
A due secondi dalla fine, un’ultima disperata rimessa laterale per i rossazzurri. Il tiro velleitario di Drahovsky è l’ultima immagine di una serata emozionante. Beffarda. Sicuramente amara. Che, a prescindere dall’esito sfortunato, ha fatto sentire tutti più vivi che mai. La Meta Catania ha disputato una partita da 9(a 3). Mancava solo una rete per arrivare a quel 10 che avrebbe avuto un sapore dolcissimo. Non si può rimproverare nulla ai ragazzi di mister Juanra che hanno, ancora una volta, regalato grande spettacolo.
Lo sport, così come la vita, vanno così. Si vince e si perde. Si passa il turno o si viene eliminati. Non importa quanto ci si impegna o quanto si desidera una cosa. A volte, basta un minuscolo dettaglio a fare la differenza. A volte, le cose devono andare in un certo modo senza che nessuno possa fare niente per cambiarle. E ieri sera, evidentemente, neanche la forza dei giocatori rossazzurri ha potuto cambiare un finale quanto beffardo quanto amaro. L’AEK Atene vola agli ottavi di finale della UEFA Futsal Champions League. La Meta Catania viene eliminata ma a testa alta.
Giuseppe Rosario Tosto
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Giuseppe, classe 1999, aspirante giornalista, è laureato in Scienze Politiche (Relazioni Internazionali) ma, fin da piccolo, è appassionato di sport e giornalismo. Simpatiche, si fa per dire, le scene di quando ancora bambino si sedeva nel bar del padre e leggeva la Gazzetta dello Sport “come quelli grandi“.
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