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Kvaratskhelia: ambasciatore di un ‘gemellaggio’ tra una nazione e una città
03 Novembre 2022
CalcioSerie AEntertainmentPersonaggiCittàVoci di Sport

Kvaratskhelia: ambasciatore di un ‘gemellaggio’ tra una nazione e una città

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Kvaratskhelia, ormai, è sulla bocca di tutti. Solo pochi mesi fa il talento georgiano era un perfetto sconosciuto, il quale, in poco tempo, si è ritagliato un posto nel mondo. Soprattutto anche grazie alla partecipazione in Champions League del Napoli.

Un giocatore che stava facendo bene già da qualche anno con la propria nazionale, ma è evidente che palcoscenici come la qualificazione ai mondiali, la Nations League e le amichevoli nazionali non sono bastati a renderlo popolare.

UNA NAZIONE INNAMORATA

Il calcio è uno sport strano. Uno sport amato per la facilità con cui ci si approccia; uno sport odiato per la troppa popolarità. Eppure è uno sport che ha saputo regalare non solo tante emozioni, ma anche contribuito a far conoscere nazioni in tutto il mondo.

E nel calcio di storie del genere ci sono: George Weah con la Liberia, Pierre-Emerick Aubameyang con il Gabon, nonostante sia nato in Francia, Teofilo Cubillas con il Perù ecc.

Perché lo sport nasce come motivo di riscatto di una nazione verso un’altra al posto di farsi la guerra, ed il calcio in questo ci riesce benissimo. Certo, non c’è riuscito con tutte le nazioni ma negare che il calcio si manifesti anche in questa forma è semplicemente odio.

E forse è giunto anche il momento di non giudicare un calciatore, o uno sportivo in generale, dalla propria nazione di provenienza. 

Essere georgiani al momento significa distiguersi dallo Stato americano della Georgia, paradossalmente ben più famoso; e soprattutto non più conosciuto come lo Stato di nascita del dittatore sovietivo Iosif Stalin, il cuo vero nome è Iosif Vissarionovič Džugašvili.

La Georgia è letteralmente stregata da Khvicha Kvaratskhelia. Non si ferma un paese o una città, ma un’intera nazione. E l’entusiasmo è dovuto soprattutto al loro connazionale che milita in uno dei campionati migliori al mondo, la Serie A. Magari il Napoli e la città di Napoli fanno da sfondo, ma qualcosa sta nascendo.

Il giornalista sportivo georgiano, Edo Badalashvili, racconta appunto di questo fenomeno nazionale che non riguarda solo il proprio beniamino, ma anche i tifosi napoletani. Parole riferite alla CNN la quale ha realizzato uno speciale proprio su Kvaratskhelia.

Kakha Dgebuadze, altro giornalista georgiano, afferma come, nonostante anche un orario anomalo per una partita, la mezzanotte, i georgiani dedichino novanta minuti del loro tempo per guardarsi la partita. Anche se il giorno dopo bisogna alzarsi presto, come lo stesso giornalista. ‘Adesso i georgiani dimenticheranno i loro problemi per qualche ora’, in riferimento anche la partita del primo novembre con il Liverpool.

Le partite del Napoli vengono trasmesse ovunque in Georgia: sale, locali e persino nei cinema. Tutto il Paese si mobilita per guardare il nuovo idolo di casa, e a detta della giornalista Nina Mamukadze-Sordini stanno nascendo nuovi tifosi. Infatti secondo le sue dichiarazioni isupporteres del Napoli sono in crescita. Se prima si tifava per Juventus, Inter e Milan, adesso si tifa anche per gli azzurri. Era dai tempi di Kaladze che non succedeva.

Una nazione giovane che ha chiesto l’indipendenza nel 1991 dopo lo scioglimento dall’Unione Sovietica e che conta circa 3.700.000 abitanti ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa nei momenti di svago.

Un sentimento forte che si è manifestato anche in occasione della scorsa partita del campionato italiano Napoli – Sassuolo. Sabato 29 ottobre, infatti, quarantacinque georgiani sono arrivati appositamente dalla Georgia per guardare le gesta del classe 2001, deliziandoli con due assist ed un gol. Una sfumatura biancorossa che fieramente si distingueva tra l’azzurro.

Il talento georgiano, a fine partita, si è avvicinato al settore dove erano presenti i suoi connazionali per regalare loro la maglia. Un momento di festa ed orgoglio rovinato da un gesto meschino di ua tifoso napoletano il quale ruba la maglia destinata ai tifosi ai tifosi georgiani, dileguandosi tra la folla.

Un gesto ripreso dal cellulare da un altro tifoso napoletano che ne denuncia l’episodio mentre era intento a filmare il momento di gioia dei georgiani. Maglia poi ‘restituita’ simbolicamente dalla Fondazione Francesco Terrone.

Il calciatore georgiano più celebre è il sindaco di Tbilisi, Kakhaber Kaladze, ex difensore del Milan con il quale ha vinto di tutto, ma si sa che nel calcio a scaldare di più i cuori sono i fantasisti. L’entusiamo per Kvaratskhelia rispetto a Kaladze, però, la si può evidenziare anche dai tempi moderni.

Kaladze giocava in Italia vent’anni fa, al tempo non c’erano i social, pochissime tv trasmettevano le partite all’estero e soprattutto non era così semplice muoversi da un continente all’altro. Ricordiamo che la Georgia è uno Stato asiatico o comunque transcontinetale.

Nonostante il furto della maglia del numero 77 partenopeo, Padre Joane, il prete georgiano presente con i 45 tifosi provenienti dalla Georgi, ha confermato che torneranno. Napoli li ha accolti benissimo, hanno sentito il calore dei tifosi napoletani, e non sarà un gesto del genere a cancellare questa calda accoglienza.

LA GEORGIA COME L’ARGENTINA?

Sicuramente è presto, prestissimo ancora per fare una similitudine del genere. Emblematico è anche il soprannome dato a Kvaratskhelia, ovvero Kvaradona, perché il giovane georgiano non entusiasma solo i suoi connazionali, ma ovviamente anche i tifosi partenopei. Le giocate di Kvaratskhelia hanno riportato alla memoria le giocate di Maradona. E si sa che a Napoli il cuore batte esclusivamente per una nazione estera in particolare: l’Argentina.

Maradona a Napoli non solo ha portato due scudetti, una Coppa UEFA, una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana, ma restituito una propria identità e dignità alla città, ai suoi abitanti. Ed è per questo che viene venerato come un Dio, non solo per le giocate che regalava in campo.

La fortuna di Kvaratskhelia è che non deve portare il peso di tutto questo, soprattutto perché nessuno glielo fa pesare. Lui deve pensare solo a giocare bene per sé stesso e per la squadra, e i tifosi lo sanno. Se poi riuscirà a replicare ciò fatto dal Pibe de Oro, se non fare meglio, allora se ne potrà riparlare.

Per il momento il Napoli, come i georgiani, si gode il ragazzo proveniente da Tbilisi, e magari un giorno saranno stesso i napoletani ad andare in Georgia.

Fonte foto: calcionapoli24.it

Simmaco Munno

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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About Simmaco Munno

Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.

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