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Le bambole Reborn: un “giocattolo” come aiuto per l’Alzheimer
13 Aprile 2022
Best politikAttualità

Le bambole Reborn: un “giocattolo” come aiuto per l’Alzheimer

Home » Best politik » Le bambole Reborn: un “giocattolo” come aiuto per l’Alzheimer

Possono delle bambole essere un valido aiuto per la salute? Si chiamano Reborn le bambole dall’aspetto realistico, create artigianalmente. Sono utilizzate come supporto psicologico per malati di Alzheimer e tante altre situazioni, ad esempio come “aiuto” per i genitori che hanno subito un’interruzione della gravidanza spontanea.

Come sono fatte le bambole Reborn

Reborn  significa “rinate” o “nate due volte”. Sono delle bambole in vinile o silicone che erano precedentemente un giocattolo, alle quali viene eliminata ogni traccia di colore o elementi che possano aver a che fare con la fabbrica.

Il processo di creazione è molto lungo: si cerca di curare ogni dettaglio, creare gli arrossamenti tipici della pelle dei bambini, i capillari, sbavature ai lati delle labbra, ecc. Per donare un maggiore aspetto realistico, si aggiunge del colore alle narici cosi da aggiungere profondità. Inoltre, i capelli sono cuciti rigorosamente a mano ciocca per ciocca.

Dopo aver assemblato le parti e aggiunta anche la parte centrale di stoffa, le bambole sono pronte per essere vestite. Corredate di ogni dettaglio, tra cui vestitini e scarpine, avranno un aspetto molto simile ad un neonato, comprese persino di  pannolino e ciuccio.

È importante dire che il peso delle bambole deve essere pari a quello di un neonato di pochi mesi, proprio per dare l’impressione di avere tra le braccia un bambino vero.

Non solo un gioco: la Doll therapy

Da Fanpage.it

In realtà le bambole Reborn non sono un semplice giocattolo, infatti la loro vendita è vietata ai minori di quattordici anni. Esse, oltre ad essere acquistate da collezionisti, o impiegate in ambito teatrale quando l’utilizzo di bambini reali risulta troppo pericoloso, hanno una funzione importantissima. Le bambole da qualche anno sono da supporto ai malati affetti da demenza.

La Doll therapy fu creata da Britt-Marie Egedius-Jakobsson, una studiosa svedese. Essa si accorse che delle bambole cosi realistiche, erano in grado di aiutare i malati con demenza o problematiche legate alla maternità.

I risultati ottenuti sono sorprendenti. Questi “bambini” sono in grado di dare conforto a persone affette da disturbi psicologici, tra cui Alzheimer e altri disturbi comportamentali. Esse trasmettono dolcezza e tenerezza, e i malati possono utilizzare le bambole come degli esseri con cui instaurare una relazione “umana”, in grado di colmare quel bisogno naturale di accudimento e di affetto.

In questo modo, si possono contrastare in parte alcuni effetti delle malattie, come stati depressivi e ansiosi. Infatti, il senso di dolcezza e serenità che le bambole Reborn donano, hanno permesso di diminuire notevolmente eccessi di ira e d’ansia, ristabilendo anche un buon ritmo di sonno-veglia.

Il loro uso, al di là del campo medico, deve essere controllato. Molte ragazze utilizzano “per gioco” le bambole fino a far nascere una dipendenza affettiva dall’oggetto e cosi perdere il contatto con la realtà.

 

Fonti dati e immagini: Fanpage.it, la Repubblica, Wikipedia, paisemiu.com, Amazon(immagine di copertina).

Sara Sapuppo

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

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Sara Sapuppo

About Sara Sapuppo

Nata a Catania nel 2000, Sara sin da bambina ha sempre voluto lasciare il segno in questo mondo, e non appena entrata nella sua adolescenza ha capito che il modo migliore per farlo era la comunicazione. Infatti, dopo essersi diplomata nel settore turistico, si scrive e frequenta sino ad ora la facoltà di Scienze e Lingue per la Comunicazione presso l’Università di Catania.

Tra le sue passioni spiccano quelle per la musica e quella di interessarsi di ciò che accade attorno a lei  quotidianamente, battendosi per la difesa di quelli che sono i diritti ( ma anche doveri eh!) umani. Per questo, cerca da qualche anno a questa parte di poter interagire con gli altri attraverso blog e i social.

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