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Home » Best politik » Estera » Il mancato premio dei due agenti che fermarono l’attentatore di Berlino

Il mancato premio dei due agenti che fermarono l’attentatore di Berlino

13 Febbraio, 2017
EsteraBest politikAttualità

A seguito dell’attentato di Berlino e della cattura da parte dei due agenti italiani del terrorista Anis Amri, il governo tedesco sembrava del tutto intenzionato a premiare i due membri delle forze dell’ordine per il compimento della straordinaria impresa che ha placato momentaneamente il clima di terrore presente in tutta Europa. Eppure una spiacevole scoperta ha dissuaso l’esecutivo dal concedere ai due uomini le dovute onorificenze, a causa di alcune foto nei loro profili sui social network che riportavano l’immagine di Benito Mussolini con alcune frasi che avrebbero inneggiato al fascismo.

UNITA32_20161221191329208-755x515I due poliziotti, lo scorso 23 gennaio, riuscirono a intercettare, appena fuori Milano, il terrorista della strage del mercatino di Natale di Berlino: Anis Amri, che pochi giorni prima aveva ucciso 12 persone investendo una folla di passaggio con il proprio camion, ferendone altre 55. Dopo una breve sparatoria, Cristian Movio e Luca Scatà uscirono illesi dallo scontro uccidendo quello che era al momento l’uomo più ricercato di Europa. Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Bild, alcuni ministri dell’esecutivo tedesco si sarebbero opposti al premio da conferire ai due italiani, proprio a causa di un’accusa di apologia al fascismo.

Prima di tale scoperta, era ben nota la gratitudine verso i due agenti e l’orgoglio della cattura di Amri, tanto che la cancelliera Angela Merkel aveva fatto i suoi pubblici ringraziamenti all’Italia poche ore dopo la caccia all’uomo avvenuta nei pressi di Sesto San Giovanni. Scatà, 29 anni, aveva pubblicato una foto su Instagram durante il compimento di un saluto romano; mentre Movio, il collega trentaseienne, pare fosse solito scrivere sul proprio profilo Facebook numerosi post a sfondo razzista e xenofobo e una foto di una bottiglia di Coca Cola con il nome «Adolph» sull’etichetta (un nome ben poco gradito in Germania, come è facile intendere). Insomma, tutti elementi che sono stati reputati intollerabili dalle autorità tedeschi, le quali hanno voluto evitare incauti scivoloni dinnanzi all’opinione pubblica. I contenuti appena menzionati e presenti sui profili Instagram e Facebook dei due agenti sono stati presto oscurati dalla Questura di Milano, così come la vicenda di Sesto San Giovanni.

Francesco Laneri

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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