Interrotta per due volte la seduta dell’assemblea consiliare – nella quale si doveva decidere per la riduzione di almeno 50 unità – atta alla riqualificazione della “Piazzola”. Le manifestazioni, però, non hanno interrotto il lavoro dei consiglieri che, il 28 novembre, hanno detto “sì” alla delibera.
BOLOGNA – «Non assumersi la responsabilità, oggi, di cambiare la “Piazzola”, anche prendendosi dei fischi e delle urla, significa dichiarare la morte del mercato». Con queste parole Matteo Lepore, assessore all’Economia e promozione della città, si è difeso contro le manifestazioni che hanno visto Palazzo d’Accursio preso a calci e pugni dai commercianti della tradizionale “Piazzola” del fine settimana bolognese. La delibera, ormai approvata, prevede la qualificazione del mercato togliendole almeno 50 unità, quelle che stanziano su via Irnerio e che, secondo la giunta, intaserebbero il traffico del centro bloccando gli autobus che circolano già a fatica a causa del T-days
In particolare, la riforma prevede la diminuzione di almeno 50 banchi al venerdì, e altrettanti il sabato, per aumentare lo spazio fra una bancarella e l’altra passando, quindi, da 340 banchi a 290. Queste nuove disposizioni entreranno in vigore ad ottobre del prossimo anno. Tuttavia, non è detta l’ultima parola: infatti, i proprietari delle bancarelle potranno rifare domanda da gennaio. Attenzione però, poiché uno dei criteri della graduatoria sarà il tempo di anzianità del loco. L’obiettivo della riforma, oltre a mirare alla riqualificazione dell’area, è quello di disincentivare le attività “mordi-e-fuggi”, ovvero bancarelle che stanno in piedi solo per pochi mesi. Va da sé che, oltretutto, si avrà uno sfoltimento delle bancarelle per garantire più sicurezza e stabilità, scoraggiando il mercato degli affitti di postazioni.
Parlando brevemente di numeri, oggi in “Piazzola” sei posteggi su dieci sono in affitto d’azienda, mentre i restanti sono gestiti dai proprietari. Il 67% dei posteggi del mercato è di proprietà di imprese, mentre il restante 33% di proprietà di persone fisiche. Quanto alle nazionalità, i proprietari sono per la quasi totalità italiani, contrariamente agli affittuari di cui circa tre quarti sono di nazionalità straniera. Lo scambio continuo, come già detto, è molto frequente: solo il 54% dei banchi dura più di 12 mesi, il 19% tra i sei e i 12 mesi e più di un banco su quattro (il 27%) cambia in meno di sei mesi. Il progetto di riqualificazione si prefigge anche di migliorare le operazioni di pulizia post-mercato, le quali per una piazza centrale come la VIII Agosto, alla pari di nessun’altra, è indicibile. «Non possiamo lasciare la piazza tre ore sporca e non gestita», sottolinea Lepore. Al di là delle proteste dei commercianti, che si vedono espropriati di un luogo e di un lavoro loro da anni, la questione della “Piazzola” è particolarmente sentita ma allo stesso tempo delicata, proprio perché si parla di lavoratori e di persone e non di un “monumento” come invece la “Piazzola” fa pensare data la sua instaurata tradizione a Bologna, area, purtroppo, lasciata al degrado e alla sporcizia. Si spera, quindi, di risolvere al meglio la diaspora fra Comune e lavoratori per poter godere tutti della nostra amata “Piazzola”.
Roberta Ventura
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