AUSTRIA – Le strade di Vienna si ripopolano di persone, ma con mascherine e guanti. Con 14.159 casi, di cui 384 deceduti, 6.142 in cura, e 7.633 guariti (fonte euronews.com), l’Austria ha compiuto il primo grande passo verso la normalità. Dal 14 aprile 2020 ha dato il via alla fase due, riaprendo gradualmente parte delle attività produttive del Paese. Nel dettaglio, ecco le misure adottate per questa nuova fase di adattamento.
È stata disposta la riapertura dei negozi di piccole dimensioni, al di sotto dei 400 m², e si tratta di circa 40 mila attività che coinvolgono 335 mila dipendenti. L’accesso, naturalmente, sarà vincolato a un limite di, massimo, 5 persone in 100 m² (un cliente ogni 20 m²). E vi è l’obbligo di indossare guanti e mascherine per chi lavora o entra in siffatti esercizi, e chi ne sarà sprovvisto rischia una multa di €25.
Riapertura prevista anche per i parchi federali, rimasti chiusi finora. A differenza, invece, di quelli a gestione comunale che non sono mai stati chiusi. Le attività all’aperto sono consentite, così come gli spostamenti in bicicletta, e sotto questo aspetto l’Austria ha sempre attuato misure un po’ meno restrittive dell’Italia, dando, ad esempio, la possibilità di spostarsi presso la seconda abitazione.
Nonostante quanto su detto, però, per tutto il mese di aprile la circolazione delle persone resta comunque limitata; così come la loro aggregazione. In ogni caso, lo Stato austriaco sta valutando la possibilità di permettere ad amici e parenti di riunirsi nuovamente da fine aprile in poi; mentre la riapertura di grossi centri commerciali, parrucchieri e centri estetici è prevista per i primi di maggio. Concerti e gare sportive, bloccati sicuramente fino a luglio.
Il piccolo, ma grande passo, compiuto dall’Austria ieri, potrebbe fungere da esempio all’Italia; oppure, al contrario, crollare verso un passo indietro ritornando alla fase uno. Ma solo il tempo e il Coronavirus sapranno dirlo.
Chiara Forcisi (fonte dati Affari Internazionali)
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