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Manchester United e Shakhtar, filosofie a confronto: le insidie delle avversarie di Milan e Roma
26 Febbraio 2021
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Manchester United e Shakhtar, filosofie a confronto: le insidie delle avversarie di Milan e Roma

Home » Voci di Sport » Calcio » Manchester United e Shakhtar, filosofie a confronto: le insidie delle avversarie di Milan e Roma

Il sorteggio degli ottavi di finale di Europa League non ha sorriso a Milan e Roma, uniche due italiane rimaste in corsa dopo l’eliminazione del Napoli. Manchester United – nel ricordo di tante sfide dal sapore di Champions League – per i rossoneri, l’insidioso Shakhtar Donetsk, vecchia conoscenza di Paulo Fonseca, per i giallorossi.

Due filosofie diverse che sfidano il nostro calcio: il gioco verticale e la tecnica degli inglesi, il talento “brasiliano” e la difesa decisa degli ucraini. Centottanta minuti che potranno dire tanto sulla stagione di Milan e Roma, prossime avversarie in campionato.

Milan-Manchester United

Associare anche solo a parole Milan e Manchester United evoca dolci ricordi agli amanti del bel calcio. Tornano in mente le grandi sfide di Champions League – disputate tra San Siro e Old Trafford -, i duelli in mezzo campo tra campioni che hanno fatto la storia di due gloriose società. Un classico del calcio europeo, una sfida con una fascino sempre particolare. Venendo al presente, i Red Devils sono considerati i grandi favoriti per la vittoria finale dell’Europa League. Gli inglesi hanno eliminato senza troppi problemi gli spagnoli della Real Sociedad nei sedicesimi: secco 4-0 in Spagna, pareggio per 0-0 a Manchester. Anche in Premier League, evitando confronti con l’inarrivabile Manchester City, gli uomini del tecnico Ole Gunnar Solskjaer mantengono un ottimo ritmo. Secondo posto in classifica con 49 punti, 14 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte.

LE INSIDIE – Calcio offensivo, verticale e, soprattutto, rapido. Potrebbe essere proprio la velocità di manovra e l’intesa degli attaccanti la grande insidia per il Milan, spesso in difficoltà contro squadre simili. Il pericolo numero uno, per la sua capacità di prendere palla, accentrarsi e spaccare in due le difese, è Marcus Rashford. Un calciatore duttile e che si presta anche al servizio per la squadra. Occhi puntati anche su Anthony Martial, impiegato stabilmente nel ruolo di prima punta: la sua velocità può diventare un fattore determinante.

Gli inglesi possono contare anche su Bruno Fernandes, vecchia conoscenza del calcio italiano ed esploso definitivamente da quelle parti: abile nell’orchestrare il gioco offensivo, è un ottimo tiratore dalla distanza. E i calci di rigore, divenuti sua specialità, difficilmente li sbaglia. In generale, quindi, è la fase offensiva il fiore all’occhiello di questa squadra. Impossibile, infine, non citare anche l’estro e la fantasia dei giovani Mason Greenwood e Daniel James.

DOVE COLPIRE – Il punto debole del Manchester United resta la fase difensiva. In Premier, tra le prime cinque squadre, i Red Devils sono quelli che hanno subito più gol (32). Victor Lindelof e Harry Maguire possono soffrire i movimenti incontro al pallone e la presenza fisica di Zlatan Ibrahimovic: buona parte del gioco dei rossoneri passerà dal numero 11, chiamato a non dare punti di riferimenti agli avversari. Il lavoro dello svedese potrebbe diventare importante anche per i velenosi inserimenti di Hakan Calhanoglu, ottimo tiratore dalla distanza (soluzione utile in caso di partita bloccata).

A Pioli, inoltre, servirà il miglior Ante Rebic per fare male dalle parti di Aaron Wan-Bissaka. Occhio anche all’impiego di Rafael Leao da quelle parti: le sue galoppate a sinistra possono far male. Se là davanti il Manchester United sprizza di talento, la retroguardia può andare in seria difficoltà. Servirà un Milan che aggredisce alto e pressa i portatori di palla. Andata a Manchester l’11 marzo, ritorno a Milano il 18.

Roma-Shakhtar Donetsk

Poco spettacolare, tanto efficace. Si poterebbe riassumere così la filosofia di calcio dello Shakhtar Donetsk. Una squadra che, recentemente, è stata protagonista dell’eliminazione dell’Inter dalla Champions League (0-0 sia all’andata, sia al ritorno). Fonseca affronta il suo passato: su 3 doppi confronti, i giallorossi hanno avuto la meglio solo una volta. Nella Premier League ucraina, gli uomini di mister Lucas Castro sono secondi (33 punti) a un solo punto dalla vetta. In Europa League, gli ucraini vengono da due vittorie nel doppio confronto con il Maccabi Tel Aviv: 2-0 all’andata, 1-0 al ritorno.

LE INSIDIE – A differenza del Manchester United, i rischi principali dello Shakhtar Donetsk possono arrivare da una fase difensiva estrema. Contro squadre nettamente superiori, gli ucraini si chiudono non lasciando spazi e ripartendo rapidamente in contropiede quando possibile. Una squadra rognosa, capace di innervosire la partita. Gli uomini di Castro alternano pressing alto a difesa bassa, chiudendo tutti gli spazi vitali degli avversari. Occhio, quindi, ai già citati contropiedi, vera arma offensiva dello Shakhtar, formazione dotata anche di una discreta tecnica di base. Su tutti i calciatori in rosa, spiccano il talento e l’esperienza di Junior Moraes e Marlos Romero.

DOVE COLPIRE – Contro una difesa bassa e spazi chiusi, il rimedio principale è il pressing alto. La retroguardia ucraina soffre quando si tratta di uscire palla al piede e i lanci lunghi possono permettere una riconquista rapida del pallone. Sarà fondamentale il gioco nello stretto, con i calciatori di talento chiamati a trascinare la squadra e a puntare gli avversari nell’uno contro uno. Occhi puntati, dunque, su Henrik Mkhitaryan, faro di questa Roma durante la stagione. Sulla carta, comunque, i giallorossi sono i favoriti per il passaggio del turno. Andata a Roma l’11 marzo, ritorno in Ucraina il 18.

Mauro Di Stefano

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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