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Casillas saluta il calcio: le tappe più importanti della sua carriera
04 Agosto 2020
CalcioPersonaggiVoci di Sport

Casillas saluta il calcio: le tappe più importanti della sua carriera

Home » Voci di Sport » Calcio » Casillas saluta il calcio: le tappe più importanti della sua carriera

Pochi giorni dopo aver sollevato insieme ai suoi compagni di squadra la Primeira Liga e la Taça de Portugal, rispettivamente il campionato e la coppa nazionale del Portogallo, vinti entrambi dal Porto, Iker Casillas ha annunciato ufficialmente la propria decisione di ritirarsi dal calcio giocato.

“Ciao a tutti. Oggi è uno dei giorni più importanti e difficili della mia vita sportiva, perché è arrivato il momento di dire addio al calcio. Un percorso iniziato trent’anni fa, con gioie e dolori. Ho avuto la fortuna di potermi dedicare a ciò che mi rende felice: il calcio. Oggi è un giorno difficile, ma non triste: mi ritengo fortunato per aver potuto realizzare il mio sogno. Grazie alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei figli Martin e Lucas: al vostro fianco è tutto più facile. Ringrazio di cuore anche i miei club, il Real Madrid, che mi ha reso ciò che sono oggi, e il Porto, che sarà sempre parte di me, e tutti i tifosi, anche avversari. Sono in debito con tutti voi.”, recita la lettera scritta da Casillas per rendere nota l’intenzione di ritirarsi.

39 anni compiuti lo scorso 20 maggio, il portiere spagnolo non è mai sceso in campo nel corso di questa stagione, a causa di un infarto miocardico acuto che lo colpì nel corso di una sessione d’allenamento il 1 maggio 2019. Quest’anno, Casillas ha messo da parte i guantoni per muovere i primi passi da dirigente, facendo da tramite tra giocatori e società e sollevando insieme alla squadra i due trofei vinti dal Porto.

Pur non avendo disputato nemmeno un minuto, infatti, Casillas ha sicuramente rappresentato un prezioso punto di riferimento per tutti i giocatori del Porto, incitandoli a non mollare mai. Del resto, il fuoriclasse spagnolo è apprezzatissimo in tutto il mondo, non solo per la sua estrema bravura tra i pali e per i tantissimi trofei vinti in carriera, ma anche e soprattutto per la straordinaria professionalità e un bagaglio di valori umani che ha ispirato intere generazioni di giovani calciatori.

Casillas è senza dubbio un predestinato, ma i suoi successi non sono casuali. Nel 1997, a soli 16 anni, viene convocato dal Real Madrid per la trasferta di Champions League col Rosenborg. A comunicarglielo è il direttore della sua scuola, che lo invita a uscire dalla classe e prendere un taxi per raggiungere la squadra. “Mi sentivo come se avessi vinto la lotteria.”, le parole di un emozionato Casillas in merito a quell’indimenticabile traguardo.

Dopo aver debuttato all’inizio della stagione 1999-2000, a soli 18 anni, il classe ‘81 diventa in breve tempo il portiere titolare delle merengues, che hanno in rosa nomi del calibro di Zidane, Raúl, Roberto Carlos, Makélélé e Figo. È al fianco di questi campioni che nel 2001-2002 il giovane Casillas vince la Champions League da protagonista, a suon di parate decisive nella finale col Bayer Leverkusen.

Da questo momento, Casillas non si ferma più e diventa anche il portiere titolare della Nazionale spagnola, prendendo il posto del più esperto Cañizares in occasione dei Mondiali 2002. Con le Furie Rosse, di cui indosserà per la prima volta la fascia da capitano a 23 anni, vince due Europei, nel 2008 e nel 2012, e un Mondiale nel 2010, venendo eletto miglior portiere in tutti e tre i casi (appena sei gol subiti in diciannove partite totali tra le tre manifestazioni) e risultando uno degli uomini di punta del quadriennio d’oro della Spagna, capace di dominare in Europa e nel mondo.

Casillas annuncia il ritiro: futuro al Real da braccio destro di Florentino Pérez?

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Lo importante es el camino que recorres y la gente que te acompaña, no el destino al que te lleva, porque eso con trabajo y esfuerzo, llega solo y creo que puedo decir, sin dudar, que ha sido el camino y el destino soñado #Grac1as

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Lo stesso riesce a fare col Real Madrid, con cui si laurea campione d’Europa per la terza volta in carriera nel 2014, contribuendo alla vittoria in finale per 4-1 sui rivali dell’Atlético Madrid. Casillas disputa da titolare la finalissima che permette ai blancos di conquistare la tanto agognata Décima (il Real era fermo a nove Champions League vinte dal 2002), ma il suo posto da titolare non è più al sicuro da qualche anno.

Sotto la guida di José Mourinho, infatti, il portiere viene escluso per scelta tecnica per la prima volta dal 2002. I rapporti col tecnico portoghese sono tutt’altro che buoni, ma la situazione (almeno inizialmente) non cambia più di tanto nemmeno con l’arrivo in panchina di Carlo Ancelotti. Quest’ultimo lo schiera dal primo minuto soltanto nelle coppe, per poi riconsegnarli il ruolo di titolare indiscusso nell’annata seguente.

Casillas lascia il Real Madrid nell’estate nel 2015, totalizzando 725 presenze (secondo alle spalle del primatista Raúl, sceso in campo 741 volte coi blancos dal 1994 al 2010) in sedici stagioni (venticinque considerando anche le giovanili) e vincendo praticamente di tutto: cinque campionati, quattro Supercoppe nazionali, due Coppe nazionali, tre Champions League, due Supercoppe europee, una Coppa Intercontinentale e un Mondiale per club, per un totale di diciotto trofei.

Nel quinquennio trascorso al Porto, ha modo di collezionare 156 apparizioni tra campionato e coppe, aggiungendo alla sua bacheca due campionati, una Supercoppa portoghese e una Coppa di Portogallo, prima del tragico infarto che poco più di un anno fa fece temere il peggio a tutti i suoi numerosissimi estimatori (e non solo). Per fortuna, Casillas si è ripreso del tutto ed è pronto per iniziare un nuovo capitolo della sua avventura calcistica, quello da dirigente.

Il Real Madrid, che lo ha perso con troppa superficialità cinque anni fa, potrebbe presto offrirgli un ruolo in società, come consigliere del presidente Florentino Pérez. Nonostante gli ultimi anni tribolati nella capitale spagnola, l’ex numero uno dei blancos e della Nazionale spagnola difficilmente rifiuterebbe. Il Real, infatti, è casa sua e scriverne altre importanti pagine di storia da dirigente, dopo averlo già fatto per quasi vent’anni da calciatore, potrebbe ingolosire Casillas.

“Il Real Madrid manifesta riconoscenza e ammirazione per una leggenda del nostro club e del calcio mondiale. Il miglior portiere della storia del Real e del calcio spagnolo è arrivato da noi all’età di nove anni ed è diventato uno dei nostri capitani più emblematici. Oggi si ritira uno dei giocatori più importanti dei nostri 118 anni di storia, un calciatore che amiamo e ammiriamo, un portiere che ha contribuito alla leggenda del Real con il suo lavoro e il suo comportamento esemplare dentro e fuori dal campo.”, riporta il comunicato ufficiale con cui il Real Madrid ha voluto commentare l’addio al calcio del suo numero uno più rappresentativo e vincente di sempre, nonché il quinto giocatore con più presenze nella storia del calcio e uno dei soli ventisei capaci di superare le 1000 apparizioni in carriera (1119 partite giocate tra Real Madrid, Porto e Nazionale). 

Dennis Izzo

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Dennis Izzo

About Dennis Izzo

Coordinatore editoriale di Voci di Città, nasce a Napoli nel 1998. Tra le sue tanti passioni figurano la lettura, i viaggi, la politica e la scrittura, ma soprattutto lo sport: prima il calcio, di cui si innamorò definitivamente in occasione della vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006 in Germania, poi il basket NBA, che lo tiene puntualmente sveglio quasi tutte le notti da ottobre a giugno. Grazie a VdC ha la possibilità di far coesistere tutte queste passioni in un’unica attività.

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