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Calcio storico fiorentino: sport e tradizione in una lotta tra colori
30 Maggio 2017
SocietasCittàFirenze

Calcio storico fiorentino: sport e tradizione in una lotta tra colori

Home » Societas » Calcio storico fiorentino: sport e tradizione in una lotta tra colori

FIRENZE ‒ Il Calcio Storico nasce a Firenze nel 16° secolo. È una combinazione di calcio, rugby e wrestling mondiale, che, ancora oggi, viene disputato con costumi storici. È un gioco tipico della città di Firenze che, in passato, era conosciuto anche con il nome di Calcio in Costume, proprio perché veniva giocato con abiti rappresentativi di determinato periodo. Altri invece parlavano di Calcio in Livrea, a causa delle sgargianti livree (vesti con colori e stemmi di casate nobiliari, oppure colori prestabiliti che i cavalieri portavano sull’armatura o ancora divise per riconoscere gruppi di persone appartenenti a due parti diverse).

La storia

storia calcio storicoIl Giuoco del Calcio Fiorentino proviene dal gioco con la palla dei Greci, chiamato Sferomachia. Successivamente passato ai Romani con il nome di Harpastum, che significa “strappare a forza”, durante il medioevo arrivò a Firenze, dove si giocava sulle strade e nelle piazze poiché le regole prevedevano che qualsiasi spazio, purché aperto, poteva essere utilizzato come campo dove giocare. Tra le partite più importanti, una in particolare segnò la storia della città. Si tratta di quella che si giocò in Piazza Santa Croce il 17 febbraio 1530, durante l’Assedio dell’Imperatore Carlo V alla città di Firenze, il cui scopo era sottomettere la Repubblica Fiorentina al ritorno della famiglia Medici. In quel periodo la guerra aveva martoriato la città, e i cittadini erano stremati dalla fame. Ma non bastò questo per fermarli: scesero dalle mura, e, dopo aver organizzato un enorme corteo, iniziarono a giocare a calcio in Piazza Santa Croce. Era il loro modo di prendersi gioco del nemico. A partire da quel giorno a Firenze, ogni singolo governatore della città, ha giocato e/o realizzato partite per celebrare il Calcio Fiorentino.

Il Calcio Fiorentino oggi

Da allora, ogni anno, nel mese di giugno, si scontrano le squadre dei quartieri cittadini. Bianchi di Santo Spirito, Rossi di Santa Maria Novella, Verdi di San Giovanni e Azzurri di Santa Croce si affrontano in un torneo formato da due partite di semifinale e una finale tra le precedenti vincitrici che, per tradizione, viene giocata il 24 giugno, giorno del Patrono cittadino, San Giovanni. A “combattere”, sono i rappresentanti dei quattro quartieri storici che dividono, geograficamente, la città. Ognuno è caratterizzato da un colore diverso e il proprio nome è ispirato a un luogo di culto storico presente all’interno della loro area. Ogni quartiere, a sua volta, è diviso in quattro zone, ciascuna con un proprio simbolo:

  • quartieri-storici-firenzeSanto Spirito: si trova nel quadrante sud-ovest della città, a caratterizzarlo è il colore bianco e prende il suo nome dalla Basilica di Santo Spirito.
  • Santa Maria Novella, posizionato nel quadrante nord-ovest, è caratterizzato dal colore rosso e il suo nome deriva dalla basilica di Santa Maria Novella.
  • San Giovanni, inserito nel quadrante nord-est di Firenze, è caratterizzato dal colore verde e prende il suo nome dal Battistero di San Giovanni.
  • Santa Croce, nel quadrante sud-est della città, è caratterizzato dal colore azzurro e prende nome dalla Basilica di Santa Croce. Questo quartiere è l’unico che si estende su entrambe le sponde del fiume Arno, comprendendo anche la zona della basilica da cui prende il nome.

L’obiettivo del gioco è solo uno e cioè far giungere la palla al limite del campo avversario. È così che prende vita un vero e proprio combattimento, nel quale la forza fisica è considerata uno dei requisiti di base dell’atleta. Lo scontro è parte integrante del gioco e l’abilità dei cosiddetti “calcianti” e la loro preparazione sono fondamentali per il raggiungimento del risultato. Per quanto riguarda i singoli scontri, le squadre vengono estratte a sorte la domenica di Pasqua attraverso palloni colorati. Ai vincitori finali del torneo, verrà consegnata, simbolicamente, una vitella bianca di razza Chianina e un palio dipinto da un artista fiorentino. La bandiera rappresentativa, con lo stemma del quartiere vincitore, viene esposta, per tutto l’anno, davanti al Palagio di Parte Guelfa di Firenze.

Curiosità

Ci sono alcune cose del calcio fiorentino che non tutti conoscono:

  • Calcio fiorentinoFu la prima partita di calcio in costume a fornire lo spunto per una delle prime telecronache della cinematografia. Infatti, Rodolfo Remondini (pioniere della cinematografia) filmò parte della partita del 23 maggio 1902 in piazza S. Maria Novella. Il film, realizzato da quelle riprese, venne proiettato il  3 giugno 1902 a Firenze nella sala Edison. Ci fu un periodo in cui il calcio storico godette della sua massima popolarità.
  • Era talmente diffuso che, per garantire la tranquillità degli abitanti, venne vietata la pratica in alcuni luoghi della città. Ancora oggi è possibile trovare, in diversi punti di Firenze, lapidi murate sulle quali è descritto tale divieto. 
  • Un disco di marmo con la data 10 febbraio 1565, collocato sotto la terza finestra da sinistra del Palazzo dell’ Antella, segna la metà del lato sud ed è lanciando la palla contro questo segnale che il pallaio segnava l’inizio del gioco.

Non sono mancate le polemiche, neanche per quanto riguarda la messa in atto annuale di questo storico torneo. La discussione tra i conservatori, che giustificavano la violenza in campo in nome della storia, e tutti coloro che invece trovavano antisportiva e diseducativa la presenza di sangue sulla piazza fiorentina, ha fatto il suo corso per molti anni. Si può dire, però, che questa volta le cose siano finite in maniera equa, infatti il calcio in costume continua ad esserci, come da 500 anni a questa parte, ma con alcune piccole rivisitazioni per quanto riguarda il regolamento da rispettare.

                                                                                                                                                                        Costanza Tosi

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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