CUBA – «Gli Stati Uniti dialogheranno con noi quando avranno un presidente nero e quando ci sarà un Papa latinoamericano». Così parlò Fidel Castro nel non troppo lontano 1973 durante un incontro con la stampa internazionale. Oggi queste parole riemergono cariche di scalpore in quanto la normalizzazione dei rapporti tra gli Stati Uniti d’America e Cuba, avvenuta da poco, si è realizzata proprio sotto un presidente di colore quale Barack Obama e un Papa latino americano quale Mario Bergoglio, alias Papa Francesco I. Sale però il dubbio sulla veridicità di tali affermazioni: Fidel le ha dette veramente?
Secondo la ricostruzione stesa dal giornale “El Diario de Carlos Paz”, datata 10 marzo 2015, Castro rispose alla domanda postagli da Bryan Davis, giornalista appartenente ad un’agenzia di stampa britannica, il quale gli chiese: «Quando crede che si potranno ristabilire le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti, due paesi tanto vicini a guardare la cartina geografica?». Fidel diede la risposta sopra riportata, conferendogli un taglio carico di satira e paradosso, tant’è che molti giornalisti risero all’udir tali parole. Del resto correva l’anno 1973: erano passati soltanto cinque anni dall’omicidio di Martin Luther King, quindi un afroamericano alla Casa Bianca e un uomo non italiano al pontificato erano soltanto mera fantascienza. Le parole del compagno di Ernesto Che Guevara e Camillo Cienfuegos volevano significare una e una sola cosa: Cuba e gli Stati Uniti non avranno mai rapporti assimilabili alla normalità. Il pezzo in questione, comunque, è divenuto fortemente virale.
Tuttavia c’è un retroscena che risale a Dicembre 2014, momento in cui il “Paris Match” dà un altro taglio alla notizia, mostrando una sfumatura diversa delle parole del “lider maximo”. Il sito francese parla infatti di una barzelletta abbastanza popolare ai tempi della Guerra Fredda: i protagonisti erano proprio Fidel Castro e Ernesto Che Guevara. Quest’ultimo chiedeva al suo compagno Fidel «Quand’è che gli Stati Uniti leveranno questo maledetto blocco?» e Castro in seconda battuta rispondeva «Quando il presidente americano sarà un nero democratico e il papa un argentino»; chiudeva, quindi, il primo dicendo: «Smettila di prendermi in giro». Alla luce di ciò sembra plausibile che il Capo del Governo cubano avrebbe potuto citare una barzelletta che circolava a L’Avana ai tempi, mischiando ironia a verità, facendo in modo che tali parole, di suo pensiero o di origine popolare, divenissero profetiche.
Tutto ciò nasce proprio a seguito della suddetta normalizzazione dei rapporti avvenuta recentemente. Dopo 54 anni le relazioni diplomatiche sono state ristabilite, la scintilla che ha fatto divampare la fiamma della pace è stata senza dubbio la mediazione di Papa Francesco con lo storico annuncio di Barack Obama e Raul Castro. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, incontra il collega statunitense John Kerry: un evento simile non accadeva dal 1959. «Siamo arrivati a questo punto grazie a Fidel Castro. È doveroso portare un saluto del presidente Raul Castro, espressione della buona volontà e solida decisione politica per avanzare tramite il dialogo basato sul mutuo rispetto. Gli storici eventi che stiamo vivendo oggi avranno senso solo con la rimozione dell’embargo e con il ritorno del territorio occupato di Guantanamo e il rispetto della sovranità di Cuba». Sono state queste le parole di Rodriguez in territorio americano, che – tra l’altro – non ha mancato di lodare Barack Obama per il suo operato. Il 14 Agosto Kerry si recherà a Cuba, evento storico anche questo in quanto non si verificava dal 1945 che un diplomatico statunitense si sbarcasse a L’Avana. I quattro principali punti da risolvere sono dunque: lo scioglimento dell’embargo verso Cuba da parte degli USA, il rimpatrio di diversi criminali in fuga dagli States accolti in territorio cubano, il riconoscimento di diverse violazioni de diritti umani da parte del regime di Castro, la compensazione delle terre appartenenti agli Stati Uniti confiscate da Cuba per un totale di 8 miliardi di dollari.
Francesco Raguni
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