Durante la guerra i soldati spesso utilizzano droghe per sopportare la fatica e annullare la paura. L’uso di sostanze stupefacenti si è intensificato con la creazione di narcotici sintetici. Attualmente, quelli più usati sono: anfetamina, Dexedrina, Modafinil e Captagon.
Per sconfiggere la paura, innalzare la soglia del dolore e sopportare la fatica, i soldati hanno da sempre fatto uso di droghe: fin dai tempi antichi e prima dell’invenzione di quelle sintetiche, molti eserciti facevano uso di diverse sostanze stupefacenti per aumentare il livello delle prestazioni dei propri militari. Gli eserciti greci e romani utilizzavano l’alcool così da inibire la paura e alzare la soglia del dolore, mentre i Galli aggiungevano alla birra piante capaci di creare effetti simili a quelli del LSD. In tutto il Nord Africa e in India, prima delle battaglie i guerrieri utilizzavano cannabis e hashish. I vichinghi e gli hashshashin (corrente islamica) entravano in una specie di trace che li rendeva feroci e insensibili al dolore.
Già durante la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti consegnavano alle milizie pillole dopanti sviluppate dal medico Fritx Hauschild: questo permise all’esercito tedesco di vincere numerose battaglie, poiché i combattenti non sentivano la necessità di dormire e potevano lottare senza sosta da mattina a sera. Siffatte compresse furono soprannominate “cioccolatini per carri armati” e più tardi, vennero usate anche dagli eserciti austriaci. L’esercito giapponese, invece, si servì di metanfetamina come quello americano: quest’ultimo impiegò tale droga per far sì che i piloti riuscissero a sopportare lunghe sessioni di volo e non si sentissero svantaggiati rispetto ai tedeschi. La metanfetamina, però, rendeva i soldati irritabili e incapaci di concentrarsi, portandoli a colpire anche i propri compagni. La prima guerra in cui furono utilizzati allucinogeni in quantità massicce fu quella del Vietman nella quale vennero adoperate soprattutto eroina, il cui nome deriva dalla parola “eroe”, e marijuana. L’uso eccessivo di queste sostanze, provocò ai reduci grossi problemi di tossicodipendenza, a tal punto che il presidente Nixon dovette per essi finanziare programmi di trattamento.
Nelle guerre contemporanee viene impiegata l’anfetamina, dagli effetti immediati e facile da produrre avendo costi relativamente bassi. La droga più utilizzata, però, è la Dexedrina, una dextroanfetamina utilizzata soprattutto da aviatori. Chi abusa di questa sostanza, però, tende a vedere nemici ovunque e quindi a colpire anche gli alleati, come accadde a un pilota americano di F16 che pensando di essere attaccato, sganciò una bomba su una base del proprio paese. Un’altra sostanza molto utilizzata è il Modafinil, impiegato per la prima volta dai piloti dell’Air Force americana nel 2003 durante l’invasione in Iraq, composto dopante in grado di tenere vigili i militari per 48 ore e attualmente usata su coscritti di varie nazionalità. I combattenti non sono obbligati ad assumere droghe, ma in caso di rifiuto la loro carriera potrebbe subire un arresto, se non anche una retrocessione. Nonostante l’incoraggiamento nell’utilizzare determinate sostanze, i soldati sono costretti a firmare un documento nel quale dichiarano che il proprio governo non ne approva l’uso. Prima di una missione, essi le ingeriscono e successivamente assumono sedativi per poter dormire. Queste droghe, come quelle usate in passato, creano tossicodipendenza nei militi: l’Inghilterra, per esempio, ogni anno è costretta a congedarne moltissimi a causa di questo problema, arrivando a perdere più uomini per via dell’uso esagerato di narcotici che per colpa della guerra. «L’esercito britannico perde un battaglione l’anno a causa della cocaina per ragioni disciplinari con un ritmo che non ci consente di sostituirlo con altrettanto personale addestrato», questo è ciò che sostiene un’esperta che ha condotto uno studio sul fenomeno delle droghe negli eserciti inglesi.
Attualmente, una sostanza utilizzata soprattutto dai soldati del’Isis è il Captagon, droga che scorre spesso nelle loro vene al momento delle stragi e formata da anfetamina e altri elementi stimolanti. Serve a non fargli sentire la paura, la fatica e a trovare il coraggio. L’intelligence statunitense ha divulgato un rapporto in cui definisce questo stupefacente come un’arma tattica da cui doversi difendere, giacché l’uso aiuta a spiegare feroci violenze e con grande facilità i guerrieri accettano l’idea del martirio come arma da utilizzare durante la guerra.
Martina Sacco
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