Si è conclusa ben prima del previsto l’avventura di Gonzalo Higuaín con la maglia del Milan. Approdato in rossonero la scorsa estate, nell’ambito del ritorno di Leonardo Bonucci alla Juventus e del passaggio dell’ex Atalanta Mattia Caldara alla corte di Gattuso, infatti, il Pipita ha salutato la sponda rossonera del Naviglio e la Serie A per riabbracciare Maurizio Sarri, già suo allenatore al Napoli.
Il centravanti argentino si era trasferito al Milan (prestito da 18 milioni con diritto di riscatto fissato a 36) dopo il clamoroso arrivo del cinque volte Pallone d’oro Cristiano Ronaldo alla Juventus, in quanto avrebbe visto sensibilmente ridursi il suo spazio nello scacchiere di Massimiliano Allegri, anche e soprattutto in virtù del fatto che possa occupare un solo ruolo in campo, quello di punta, appunto, al contrario dell’ariete croato Mario Mandžukić, da tempo adattatosi a giocare sulla fascia sinistra e decisamente più incline a partire dalla panchina rispetto a Higuaín.
Quest’ultimo sembrava poter rappresentare una significativa svolta per il Milan, che negli ultimi anni ha avuto non poche difficoltà a trovare un degno erede di giocatori che con la maglia numero 9 sulle spalle hanno lasciato il segno (il più recente, in questo senso, risulta essere Pippo Inzaghi). Se non ci sono riusciti i vari Fernando Torres, Mattia Destro, Alexandre Pato, Alessandro Matri, Luiz Adriano, Gianluca Lapadula e André Silva, però, non si può dire che ci sia riuscito Higuaín: appena otto, infatti, le reti per lui in 22 presenze tra campionato e coppe.
La maledizione del glorioso numero 9, dunque, continua a perseguitare il Milan, con il Pipita che non è riuscito ad adattarsi al sistema di gioco dei rossoneri, o meglio, la squadra di Gattuso non ha saputo mettere il suo centravanti nelle condizioni di esprimersi al meglio. Eppure il suo inizio con la nuova maglia, la terza in Italia dopo quelle di Napoli e Juventus, lasciava presagire tutt’altro epilogo: dopo le reti decisive per i pareggi con Cagliari (1-1 in trasferta) e Atalanta (2-2 in casa), infatti, Higuaín stende il Chievo con una doppietta, regalando un successo per 3-1 ai suoi, quindi propizia la rimonta contro la Sampdoria (3-2 a San Siro).
Anche in Europa League l’ex River Plate non fa mancare il suo apporto, mettendo la firma sulla sofferta vittoria per 1-0 sul campo del Dudelange e propiziando il 3-1 rifilato all’Olympiakos tra le mura amiche. I suoi primi 8 gol in maglia rossonera, però, resteranno gli ultimi, perché nelle successive gare Higuaín non riesce a rendersi decisivo e a garantire il contributo che ci si attenderebbe spesso e volentieri da un giocatore del suo calibro, per poi separarsi ufficialmente dalla squadra in occasione della Supercoppa italiana persa per 1-0 contro la sua ex Juventus a Gedda.
In terra araba, infatti, il Pipita non parte tra i titolari e viene gettato nella mischia da Gattuso soltanto a circa 20′ dal termine e non trova modo di salutare i suoi in grande stile, quindi il campo lascia il posto alle speculazioni e alle numerose voci di mercato riguardanti il futuro dell’esperto goleador classe ’87. Voci che ormai hanno fatto definitivamente il proprio corso, con Higuaín che è ufficialmente un nuovo giocatore del Chelsea.
I Blues non rappresentano affatto una destinazione come le altre per lui: già più volte accostati all’argentino negli ultimi anni, infatti, tra le loro file ritroverà quel Maurizio Sarri che nell’estate 2015 lo convinse a restare a Napoli alla sua corte, costruendogli attorno una squadra in grado di esaltarne le ben note qualità realizzative. Proprio grazie allo stile di gioco del tecnico toscano, infatti, il Pipita riuscì a riscattarsi dopo due anni tutt’altro che esaltanti, regalandosi una stagione da ben 36 reti in 35 presenze in campionato, battendo così il record per gol segnati in una singola annata nella storia della Serie A.
Liberatosi di Álvaro Morata (ceduto all’Atlético Madrid del Cholo Simeone), che in quel di Londra ha avuto una parabola discendente piuttosto simile a quella che ha visto protagonista, suo malgrado, Higuaín a Milano, il Chelsea può ora ufficialmente mettere le mani sul suo nuovo centravanti, il primo vero obiettivo di Sarri sin dal suo approdo in Inghilterra. Con l’ex allenatore dell’Empoli, l’ex Real Madrid ha mantenuto rapporti a dir poco ottimi anche dopo la sua partenza dal Napoli per trasferirsi alla Juventus. I due si ritroveranno nelle prossime ore nella capitale inglese, con Higuaín che però non sarà a disposizione del Chelsea per la delicata semifinale di ritorno della Coppa di Lega contro il Tottenham, in cui i Blues dovranno rimontare l’1-0 incassato all’andata.
Che possa essere proprio il 31enne l’arma in più per gli inglesi? Quel che è certo è che Higuaín non è nuovo a esordi da effetti speciali, così come è lecito aspettarsi che il Pipita abbia voglia di lasciare il segno sin da subito, per smentire ancora una volta i suoi detrattori e ripagare al meglio la fiducia incondizionata di Sarri e dei Blues, che si affidano a uno dei migliori centravanti del pianeta per ritrovare quel feeling col gol che Morata non è mai riuscito realmente a trovare sulla sponda blu del Tamigi. E pensare che, fino a poche settimane fa, lo spagnolo sembrava destinato ad approdare al Milan e l’argentino al Chelsea: fantasie di mercato rimaste poi tali, ma tra le carriere dei due vi è comunque un forte intreccio.
Dennis Izzo
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