Con la cessione di Danilo al Real Madrid per 31,5 milioni di euro, il Porto si è confermata ancora una volta la “regina” delle plusvalenze. In undici anni il club lusitano ha prodotto un giro d’affari milionario, mantenendo sano il proprio bilancio finanziario. Il successo di questo tipo di strategia (che in Italia ha un ottimo equivalente nell’Udinese della famiglia Pozzo) sta nello scovare i talenti non ancora affermati (possibilmente anticipando la concorrenza), farli crescere e infine rivenderli a cifre da capogiro. In questi anni non sono mancati i successi per i lusitani, che hanno conquistato l’Europa League nel 2011, oltre a svariati trofei a livello nazionale.
Tutto ebbe inizio nella calda estate 2004 dopo la conquista della Champions League con Jose Mourinho in panchina. Quell’anno i migliori talenti della squadra si misero in bella mostra e, durante la sessione estiva del calciomercato, si guadagnarono un ingaggio con i vari top club del Vecchio Continente. Così il centrocampista Deco passò al Barcellona, che dovette sborsare 21 milioni per rinforzare la propria trequarti.
Dopo il trionfo continentale, Jose Mourinho decise di provare l’esperienza inglese e cedette, quindi, alle avance dell’ambizioso magnate russo Roman Abramovic, proprietario del Chelsea, portando con se i fedelissimi Ricardo Carvalho e Paulo Ferreira con un pacchetto da 50 milioni di sterline. L’anno successivo i russi della Dinamo Mosca acquistarono Maniche, Derlei e il greco Seitaridis per un totale di 34 milioni. Nel 2007 fu la volta di Anderson (al Manchester United per 32 milioni) e Pepe (30 milioni al Real Madrid) salutare Porto e far rotta verso lidi ben più prestigiosi. Nel 2008 per la prima volta una squadra italiana bussò agli uffici del club, ovvero l’Inter del presidente Massimo Moratti che prese al photo-finish l’ala Quaresma per 25 milioni. Il suo acquisto venne salutato dagli addetti ai lavori come l’autentico colpo di quella sessione di mercato, ma sappiamo bene tutti come andò a finire…
Nel 2009 il Porto riuscì a piazzare due attaccanti in Francia. Lisandro Lopez andò al Lione (assieme al terzino Cissokho) per 24 milioni mentre Lucho Gonzalez si accasò al Marsiglia per 18. Entrambi vennero rimpiazzati senza tanti rimpianti dal colombiano Radamel Falcao, che trascinò la squadra allenata da Villas Boas (erede designato di Jose Mourinho) alla vittoria dell’Europa League con 17 gol, laureandosi capocannoniere della manifestazione. Le sue magie attirarono le sirene dei top club e alla fine la spuntò l’Atletico Madrid che mise sul piatto 45 milioni, 5 in più rispetto alla cifra che lo Zenit San Pietroburgo dovete pagare per prendere Hulk nel 2012.
Nel 2013 il Monaco guidato da Claudio Ranieri fece le cose in grande, prendendo Falcao dai colchoneros, oltre a James Rodriguez e Joao Moutinho dal Porto per un totale di 70 milioni. L’anno scorso furono quattro le cessioni eccellenti (Mangala e Fernando al Manchester City per 45,5 milioni, Otamendi al Valencia per 12, oltre a Iturbe riscattato dal Verona per 15 milioni e poi rivenduto alla Roma per 30). L’affare Danilo è soltanto l’ultimo in ordine di tempo ma siamo certi che il Porto è pronto a chiudere nuove operazioni.
Gabriele Mirabella
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