La storia di Riace, paesino calabrese celebre per i ritrovamenti dei due storici bronzi, ha fatto il giro del mondo; il motivo è legato a un quasi miracoloso caso di integrazione che ha portato benefici sia alla popolazione locale e sia ai profughi accolti. L’occassione di dare nuova vita a un paesino ormai destinato a spopolarsi, è stata colta dal sindaco Domenico Mimmo Lucano, il quale è riuscito ad integrare circa 6 mila richiedenti asilo da più di 20 Paesi diversi, miscelando in un unico gesto la voglia di far ripartire il suo paese con la solidarietà e l’accoglienza.
Tutto ha avuto inizio nel 1998 con l’arrivo di duecento profughi dal Kurdistan ai quali, tramite l’associazione Città Futura, è stato dato un’alloggio presso delle abitazioni ormai chiuse da anni a causa della mancanza dei proprietari, i quali vivono lontani dal paese. Con questa prima escamotage, il sindaco è riuscito a dare il via a una spirale di iniziative che avevano come obbiettivo l’integrazione attiva di un numero man mano crescente di rifugiati. Sono stati creati laboratori, scuole e delle micro attività atte a dare tutte la concrete possibilità di vivere e sostentarsi nella comunità, sostituendo spesso i cittadini in lavori per lo più abbandonati. Con l’aiuto di mediatori culturali, l’integrazione è avvenuta in modo naturale e avendo un loro posto nella piccola cittadina calabra, gli immigrati possono vivere regolarmente contribuendo al benessere di Riace.
Di quanto avvenuto in questo pease si è parlato tanto anche all’estero, in particolare la rivista americana Fortune in una classifica che vedeva i 50 leader più influenti del mondo ha inserito il sindaco Domenico Mimmo Lucano al 40/mo posto. L’esempio di buonsenso e voglia di costruire di Riace, dimostra come in realtà sia possibile coinvivere e aiutarsi a vicenda senza creare scompigli, ma, anzi, facendo crescere in senso positivo una piccola comunità. Alla vicenda è stato dedicato, inoltre, uno splendito progetto di Gianfranco Ferraro, patrocinato dalla Fondazione Progetto Arca Onlus, il quale, attraverso un video-racconto fotografico e una mostra in 25 scatti, racconta la “favola” di Riace, offrendo tramite la voce narrante di Gabriele Picciotto e le musiche del gruppo calabrese Parafonè un modo piacevole e magico di conoscere tale realtà, testimone di rinascita e tolleranza.
Lorena Peci
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