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Clisteri con il fumo e ospedali per i morti: così si combatteva la morte apparente
10 Gennaio 2018
Societas

Clisteri con il fumo e ospedali per i morti: così si combatteva la morte apparente

Home » Societas » Clisteri con il fumo e ospedali per i morti: così si combatteva la morte apparente

Cimitero La morte apparente si verifica quando, per via di particolari patologie, un individuo perde le proprie funzioni vitali sembrando perfino morto. Si perde coscienza e per i medici è impossibile percepire movimenti respiratori e battito cardiaco, con la temperatura corporea che può addirittura abbassarsi sotto ai 24 °C (fonte: Wikipedia – Morte apparente). Oggi, grazie alle tecnologie e scoperte scientifiche, è più semplice capire quando un soggetto si trova in questo stato. Nel 1800, invece, molte erano le persone che venivano seppellite perché ritenute morte anche se così non era.

Diversi predatori di tombe dell’epoca raccontarono di aver trovato i cadaveri in posizioni raccapriccianti e spaventose: alcune storie parlano di persone che cercarono di aprire la bara con le unghie, altre incidevano messaggi nel legno e si dice che alcune donne abbiano addirittura partorito dentro le tombe (fonte: ilparanormale.com). Tutte queste testimonianze horror fomentarono la paura dei cittadini di essere sepolti vivi e obbligarono gli ospedali a ideare dei metodi per evitare che ciò accadesse, al fine di tranquillizzare pazienti e familiari.

pauraPer capire se una persona fosse realmente morta, i medici eseguivano su di essa terribili torture: rompevano loro alcuni arti come le dita delle mani, oppure effettuavano clisteri con il fumo di tabacco allo scopo di provocare reazioni, poiché una persona viva avrebbe dovuto dare qualche segno in seguito a queste pratiche. Questi pazienti, inoltre, venivano lasciati qualche giorno in veri e propri ospedali per i morti e le loro camere provviste di cibo e indumenti così da permettergli di mangiare e cambiarsi in caso di ritorno alla vita. Come se questo non bastasse, prima di seppellirli si lasciava un corno o una campana nelle loro bare così da permettergli di farsi sentire in caso di risveglio; in altre anche del veleno o delle armi, così da permettere ai morti apparenti di porre realmente fine alla loro vita e non passare gli ultimi istanti soffrendo sotto terra (fonte: notizie.it).

Nonostante i medici non fossero a conoscenza del fenomeno – la morte apparente fu scoperta e studiata anni dopo attraverso l’ipnosi, tecnica che permise di scoprire che si poteva indurre un corpo a fingersi morto – fecero di tutto per evitare di perdere pazienti.

Martina Sacco

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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