Michael Jackson morì il 25 giugno 2009 e, da quel giorno, il mondo ha iniziato a riscoprire un artista spesso calunniato, denigrato e ridicolizzato.
La sua vita è stata, a tutti gli effetti, uno spettacolo continuo: prima ancora di diventare il Re del Pop, era già un bambino prodigio, capace di cantare con un’intensità paragonabile a leggende come Ray Charles o James Brown. È cresciuto sotto i riflettori, vivendo costantemente davanti alle telecamere, ma dietro quell’immagine perfetta si nascondeva una realtà molto più complessa.
Gli abusi e le dure parole del padre hanno segnato profondamente la sua crescita, contribuendo a plasmare l’uomo che sarebbe diventato. Una fragilità che spesso il pubblico non ha mai davvero conosciuto o compreso.
Il biopic, in uscita il 22 aprile 2026, si propone proprio di raccontare tutto questo: una verità meno nota al grande pubblico, seguendo il percorso di Michael fino alla consacrazione con Thriller e alla definitiva affermazione con Bad.
La scelta di realizzare questo film ha diviso i fan, ma resta forte la volontà di portare sullo schermo una storia spesso rimasta in secondo piano, anche se il racconto si interrompe prima degli scandali che hanno segnato la sua vita dagli anni ’90 in poi.

Fin dalle prime immagini, Jaafar Jackson, nipote del Re del Pop, ha convinto pubblico e critica per l’impegno, il rispetto e la dedizione mostrati nel ruolo. In alcune scene sembra quasi di rivedere Michael, nei movimenti, nell’energia, nella presenza scenica. Le sue parole raccontano bene l’intensità dell’esperienza:
“Mi guardavo allo specchio con trucco, capelli e costume… e ho pensato: ‘Sono davvero qui. Non si torna indietro. È il momento di dare il miglior spettacolo possibile’”. E ancora: “Ho ballato fino a farmi sanguinare i piedi”.
Diretto da Antoine Fuqua e costato 155 milioni di dollari, il film ha affrontato una lavorazione complessa, tra rinvii, nuove riprese e un lungo processo di montaggio. A incidere sono stati anche i ritardi causati dallo sciopero degli attori del 2023, conclusosi a novembre, che ha portato al centro del dibattito compensi più equi e regole più chiare sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore.
Nel 2025, la produzione ha inoltre modificato alcune parti della storia per motivi legali, in particolare riguardo al caso Chandler: le accuse del 1993 si chiusero l’anno successivo con un accordo privato, senza ammissione di colpa e senza un processo penale. Tutti questi cambiamenti hanno alimentato anche le voci, mai confermate, di una possibile divisione del film in due parti.
Nel frattempo, la figura di Michael Jackson continua a restare centrale nella musica mondiale. All’inizio del 2026, il suo catalogo ha raggiunto un nuovo record per un artista “legacy”, diventando il più veloce di sempre a superare i 500 milioni di stream dall’inizio dell’anno, in appena 42 giorni. Con oltre 20 miliardi di ascolti totali e brani iconici come “Billie Jean” che superano 1,5 miliardi di stream, il suo impatto resta immenso.
E forse è proprio qui che si trova il senso più profondo di questa storia: al di là delle polemiche, delle contraddizioni e del tempo che passa, Michael Jackson continua a vivere nella sua arte. Nei suoi passi, nella sua voce, nelle emozioni che ancora oggi riesce a trasmettere.
Perché alcune leggende non smettono mai di esistere: continuano a brillare, oltre il tempo, oltre tutto.
https://youtu.be/fF-t5VdkPEI?is=RI82s6O4qpWXQHuw
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