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The Boys, il finale di stagione divide il pubblico
22 Maggio 2026
Entertainment

The Boys, il finale di stagione divide il pubblico

Home » Entertainment » The Boys, il finale di stagione divide il pubblico

Nel 2019, sulla neonata piattaforma Amazon Prime Video, uscì una serie fuori dagli schemi, lontana dalle mode woke e dalle dinamiche più perbeniste: The Boys.

Da quel momento, ogni nuova stagione venne trattata come un vero e proprio evento culturale. The Boys racconta un mondo popolato da supereroi, ma non nel senso classico proposto da Marvel o DC. Qui i “super” sono influencer meschini, violenti e corrotti, perfettamente consapevoli della loro superiorità fisica e mediatica.

Questi eroi si macchiano di crimini devastanti, genocidi e violenze di ogni tipo, eppure vengono idolatrati dalle masse e protetti dalla potentissima multinazionale Vought International.

I protagonisti della serie sono invece dei reietti della società, capitanati dallo spietato William Butcher, interpretato da un magnifico e ormai iconico Karl Urban. Il loro obiettivo è rovesciare questo sistema e vendicarsi di tutto ciò che i super hanno commesso, in particolare contro il leader dei Sette: il Patriota, il super più potente al mondo, interpretato magistralmente da Antony Starr.

Ci sono volute cinque stagioni e vari spin-off per arrivare al gran finale e, come spesso accade con le serie più importanti, l’epilogo ha inevitabilmente diviso i fan. La quinta stagione ha avuto una costruzione lenta, ma fondamentale per spianare la strada a un finale che molti immaginavano in stile Avengers: Endgame.

Photo Credits: Amazon Prime

Il creatore della serie, Eric Kripke, ha deciso però di concludere il racconto in maniera molto diversa rispetto al fumetto originale scritto da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson. Rispondendo alle critiche, Kripke ha dichiarato:

“Abbiamo qualcosa come 14 personaggi, forse 15. E sento il dovere, nei confronti di tutti loro — dato che la televisione è un settore incentrato sui personaggi — di svilupparli, umanizzarli e dare spessore alle loro storie.”

Ed è proprio questo l’aspetto che rende The Boys una delle serie più importanti della cultura pop moderna. Oltre alle scene splatter e ai continui colpi di scena, ciò che colpisce davvero lo spettatore è la caratterizzazione dei personaggi.

Ognuno di loro è guidato da sentimenti profondamente umani, traumi e fragilità. Ogni giorno sono costretti a convivere con il peso delle proprie azioni e delle proprie ossessioni. Personaggi come Patriota, Butcher, A-Train, Latte Materno e Soldatino sono entrati nell’immaginario collettivo proprio grazie a questa scrittura così approfondita della loro psicologia.

La serie riesce in qualcosa di raro: far empatizzare lo spettatore con personaggi che, spesso, stanno commettendo atrocità indicibili. Ed è proprio questo conflitto morale continuo a rappresentare la vera forza di The Boys.

Con il suo finale, la serie non chiude soltanto una storia di supereroi: chiude un racconto sul potere, sulla manipolazione mediatica e sulla natura umana. In un panorama televisivo sempre più omologato, The Boys resterà probabilmente uno dei prodotti più coraggiosi e controversi degli ultimi anni, capace di usare il linguaggio del fumetto e dell’azione per parlare, in realtà, del nostro mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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About Gabriele Litrico

Mi chiamo Gabriele, sono nato a Catania nel 1995 e mi sono diplomato all’ITIS Ferraris nel 2014. Nel tempo ho trasformato la mia attitudine per il contatto con il pubblico in una professione, diventando uno specialista nel Retail, percorso che ho integrato con corsi in tecniche di vendita, marketing e comunicazione.
Oltre al lavoro, dedico molto spazio alle mie passioni. Seguo lo sport, cinema e arte, ma è la musica il mio vero punto fermo: ne ascolto ogni genere fin da quando ero bambino. Mi affascina molto anche la cultura giapponese, in particolare il mondo dei manga.
Tutta questa varietà di interessi confluisce nel mio impegno con Voci di Città, dove mi occupo di entertainment, cercando di portare un contributo concreto e utile.
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