• Le firme
  • Disclaimer
  • Contatti
  • Privacy
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Logo

  • Best politik
    • Estera
    • Interna
  • Attualità
    • Incontri
  • Business
    • Travel
  • Societas
    • High school
    • Pentole e padelle
    • Fashion
    • Gossip
  • Sex revolution
    • Problemi di coppia
  • Dante & Socrate
    • Art attack
    • Smart language
  • After Big Bang
    • Green planet
    • Pillole di Asclepio
  • Tech
    • App
    • Motori
  • Entertainment
    • Settima arte
    • Tubo catodico
    • Dietro le quinte
    • Pentagramma
    • Web factory
    • Sala giochi
    • Voci di Sport
  • Città
    • Bologna
    • Firenze
    • Milano
    • Parma
    • Roma
    • Torino
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Siracusa
    • Trapani
  • Voci d’Ateneo
    • UniBO
    • UniCT
    vocidisportp
  • Voci di Sport
  • Calcio
    • Serie A
    • Serie B
    • Euro racconti
    • Fanstasie sudamericane
  • MotoGP
  • Formula 1
  • Basket
  • Pallavolo
  • Tennis
  • Personaggi
  • Altri sport
Fidarsi o non fidarsi degli influencer?
30 Aprile 2016
EntertainmentWeb factoryTech

Fidarsi o non fidarsi degli influencer?

Home » Entertainment » Fidarsi o non fidarsi degli influencer?

L’influencer marketing è uno strumento sempre più in uso dalle aziende nell’era digitale, a manovrarlo sono i cosiddetti influencer che collaborano con le aziende al fine di vincere la fiducia dei consumatori e sponsorizzare il prodotto, sorgono però conflitti e dubbi su queste nuove figure professionali

influencerGli influencer rientrano nei nuovi ruoli nati con l’avvento dei social media, sono, prima di tutto, persone in accordo con le aziende per sponsorizzare i prodotti attraverso attività specifiche sui propri canali social con un numero elevato di follower. Il loro potere persuasivo e la credibilità derivano dal fatto che sanno rappresentare la propria persona. Sono per lo più blogger, autori, speaker ed esperti di canali di comunicazione che attraverso post, tweet, link, immagini e video riescono a suscitare grande interesse e coinvolgimento nelle azioni e nelle strategie che adottano perché hanno la piena attenzione e fiducia dei seguaci. Di recente se ne è parlato in un articolo di Giulio Pasqui su TvBlog che ha portato alla luce il fenomeno del pagamento degli influencer; a farne uso sono soprattutto le reti televisive con l’obiettivo di scatenare il passaparola sui loro programmi, come scrive nel suo articolo «da un po’ di tempo a questa parte è stato creato un vero e proprio “tariffario” per avere gli influencer più importanti dalla propria parte, significa contattare una webstar, pagarla e far twittare il programma di riferimento».

Si cita la testimonianza di una nota star del web che afferma «la tariffa varia al variare della collaborazione, di norma per seguire un programma, vengono offerti 100 € circa a puntata. Se poi parliamo di influencer con numeri notevoli o di personaggi conosciuti, l’offerta è sicuramente maggiore. Esistono casi in cui è il cliente stesso (o chi per lui) a chiedere all’influencer di stabilire un prezzo». La questione è scottante poiché mai affrontata finora, il fenomeno sta crescendo proporzionalmente all’aumento degli influencer che sperano di ricevere richieste per qualche servizio di partnership. Intanto sui social sono nate vere e proprie community per poter essere raggiunti e ingaggiati più facilmente, vediamone alcuni esempi:

  1. Snapfluence
    Una piattaforma che unisce tutti gli utenti più seguiti di Instagram in diretto contatto con aziende e brand che cercano personaggi persuasivi: fa sì che per entrambi sia più facile trovare il personaggio da ingaggiare o a sua volta l’azienda a cui proporsi e verificare il livello di engagement e di follower
    2. GrapeVine o Famebit
    Dove sono riuniti gli utenti di Youtube

    3. Finder o Blogdash
    Software che rilevano la notorietà e l’influenza della persona nei vari canali e piattaforme social, caratterizzandole in base a una ricerca dettagliata

    4. Klout
    Giochi di valutazione privata delle persone e della loro capacità di pubblicazione mantenendo sempre alto il livello di interesse dei follower

    5. Peerindex
    Piattaforma pensata per valutare direttamente le aziende e candidarsi 

influencerIl ruolo di queste nuove figure è stato visto come una potenziale risorsa poiché la pubblicità tradizionale sembra non sortire più lo stesso effetto sui consumatori che tentano di raggirarla con ogni mezzo. Gli influencer sono considerati parti integranti nella creazione dei contenuti, nella fase di ideazione del prodotto e agli eventi di lancio; possono essere inseriti nella campagna pubblicitaria per avere maggiore consenso. Vi sono, però, delle scorrettezze da parte di entrambe le posizioni: i numeri dei seguaci vengono aumentati con l’inganno, le aziende pronte a far qualsiasi cosa nella lotta alla visibilità social e i cosiddetti produttori dei contenuti si fanno pagare cari per i loro post e le loro azioni sul web, una dinamica che sta degenerando. Domenico Naso, de Il Fatto Quotidiano, ha definito negativamente gli influencer come dei «cialtroni di dimensioni cosmiche, le giornate dell’influencer tipo vanno avanti tra un post che ringrazia questo o quel marchio per il costoso regalo ricevuto e un video su Snapchat che esalta il pessimo film di turno alla cui prima è stato invitato»; invece Claudia Vago su Che Futuro ne parla a favore dando la colpa alle aziende «prima di prendermela con i ragazzini che sognano di campare di snap su Snapchat e foto su Instagram cercherei di capire qual è la responsabilità, per esempio, delle aziende che li usano, che li illudono che con una snap e una foto si possa campare».

Bisogna operare in tal caso una distinzione fondamentale: ci sono quelli che si definiscono o si percepiscono disposti a tutto pur di guadagnare ed essere contattati, poi ci sono anche coloro che lo fanno aldilà del pagamento perché realmente interessati al prodotto o al programma. Nella zona neutrale si possono collocare tutti quei casi in cui non si capisce se la persona che scatta la foto o pubblica un tweet di un determinato prodotto lo fa perché spinto da interesse reale o per qualche altro motivo. «Al giorno d’oggi chi scrive sui social media e ha un certo seguito in termini di follower, deve preoccuparsi di essere credibile e difendere la propria libertà d’opinione contro le tentazioni dei brand» afferma Giulia Blasi dopo aver rifiutato di coprire con il suo account Twitter un evento di un grande marchio «il mio profilo personale non è in vendita, così facendo c’è il rischio di rinunciare in cambio di denaro alla propria libertà di espressione, è un business che si basa sulla falsa credenza che i blogger e le star dei social credano nei prodotti che stanno segretamente vendendo». Il sunto della questione è di chiara interpretazione, a oggi non si ha la certezza della spontaneità della persona che vende un contenuto sul web, tutto questo rientra in una precisa operazione di influencer marketing.

Elisa Mercanti

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

  • Autore
  • Ultimi Articoli
Redazione VdC

About Redazione VdC

Ti piacerebbe entrare nella redazione di Voci di Città? Hai sempre coltivato il desiderio di scrivere articoli e cimentarti nel mondo dell’informazione? Allora stai leggendo il giornale giusto. Invia un articolo di prova, a tema libero, all’indirizzo e-mail entrainvdc@vocidicitta.it. L’elaborato verrà letto, corretto ed eventualmente pubblicato. In seguito, ti spiegheremo come iscriverti alla nostra associazione culturale per diventare un membro della redazione.

  • Esqueleto Explosivo 2: RTP, volatilità e potenziale di vincita - 05/03/2026
  • Ruote e numeri: giochi che hanno fatto la storia - 24/02/2026
  • La magia del cinema torna sul grande schermo con “Killer Card” - 21/02/2026
  • “Maletto: racconti di un paese, tra memoria e cuore” - 21/02/2026
  • San Vito Lo Capo: il paradiso tirrenico per chi cerca una vacanza instagrammabile - 19/02/2026
  • Facebook
  • Instagram
  • Twitter
  • brand
  • marketing
  • social media
  • Influencer
   ← precedente
successivo →   
  • Serie C, il Benevento in fuga per la vittoria: Catania testa ai playoff Serie C, il Benevento in fuga per la vittoria: Catania testa ai playoff
    6 Marzo
    Calcio
  • Serie C, il Benevento rimonta il Catania (2-1) e scappa via in classifica Serie C, il Benevento rimonta il Catania (2-1) e scappa via in classifica
    5 Marzo
    Calcio
  • Esqueleto Explosivo 2: RTP, volatilità e potenziale di vincita Esqueleto Explosivo 2: RTP, volatilità e potenziale di vincita
    5 Marzo
    Sala giochi
  • Serie C, il Catania non va oltre 0-0 con la Salernitana: il Benevento scappa Serie C, il Catania non va oltre 0-0 con la Salernitana: il Benevento scappa
    1 Marzo
    Calcio
  • Sanremo 2026, il racconto dell’ultima serata tra verdetti, emozioni e sorprese Sanremo 2026, il racconto dell’ultima serata tra verdetti, emozioni e sorprese
    1 Marzo
    Tubo catodico
  • Sanremo 2026, lo spettacolo nello spettacolo della serata delle cover Sanremo 2026, lo spettacolo nello spettacolo della serata delle cover
    28 Febbraio
    Tubo catodico
© Associazione Culturale Voci di Corridoio Preside Voci di Città
Testata registrata al Tribunale di Catania. 27/2011 del 29/12/2011
Associazione Culturale Voci di Corridoio
Presidente: Francesco Mascali
Direttore Responsabile: Andrea Lo Giudice
Powered by HiddenPC