Uno fra i mestieri più complessi per chi è specializzato nella conoscenza e nella pratica delle lingue straniere è senz’altro quello dell’interprete: che si tratti di una traduzione simultanea o consecutiva, chi è incaricato di riportare il discorso pronunciato nell’idioma di partenza in un idioma di arrivo diverso – e in brevi archi temporali – necessita di una concentrazione impeccabile e di una padronanza dei linguaggi notevole, nonché di molti anni di esperienza. Per la stessa ragione, una simile figura si rivela cruciale nei rapporti interstatali a vari livelli e consente scambi di informazioni e di proposte in tempo record. Che fare, però, quando si vorrebbe fare a meno di un intermediario e capirsi ugualmente, o quando non si è né funzionari né diplomatici e si ha il desiderio di conversare con qualcuno proveniente da un altro Paese?
Fino ad oggi, i metodi utilizzati sono stati svariati: dizionari tascabili, accentuata gestualità, inglese come lingua comune di comunicazione, disegni improvvisati e utilizzo di svariati supporti multimediali per improntare traduzioni di termini complessi. Adesso, però, sembra che qualcuno abbia riflettuto seriamente sulla faccenda e ideato una possibile soluzione risolutiva: si tratta di un auricolare ideata dalla Waverly Labs, a cui è stato dato il nome di Pilot e che, se indossata da ciascuno degli interlocutori, permette di sentire in cuffia una traduzione simultanea delle frasi pronunciate a vicenda, ciascuno nell’idioma prescelto. Per il momento le lingue riconosciute dal sistema si limitano a inglese, spagnolo, italiano e francese, ma si prevede di aggiungere presto anche cinese, hindi e arabo, per poi inserire passo dopo passo tutte quelle mancanti nella versione di partenza.
L’intuizione è nata grazie a un incontro fra l’inventore e una ragazza francese, come viene spiegato nel video ufficiale di presentazione di Pilot, e ora, al fine di proseguire nel progetto, si è pensato di lanciare una campagna di crowfunding in una piattaforma non ancora rivelata, che consentirà di finanziare il lavoro necessario a rendere le innovative cuffie sempre più potenti e reattive, oltre che lineari e morbide nel design. La loro esistenza potrebbe verosimilmente semplificare e incoraggiare le relazioni interpersonali fra culture differenti, senza l’obbligo di ciascuna parte di capire l’altra a priori. Tuttavia, contemporaneamente, c’è chi si domanda quanto efficace si dimostrerà un traduttore automatico basato sul riconoscimento vocale e, quindi, fino a che punto questa trovata potrebbe effettivamente sostituire il ruolo di un interprete in carne ed ossa. Per scoprirlo bisognerà forse procurarsi un paio di auricolari e testare in prima persona: al momento, però, non se ne conoscono i prezzi e i dettagli, benché sul sito ufficiale ci si possa già iscrivere alla waitlist dei futuri acquirenti e partecipare all’estrazione che vedrà alcuni fortunati consumatori ricevere un kit di cuffie gratis, non appena la produzione sarà ultimata.
Eva Luna Mascolino
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