• Le firme
  • Disclaimer
  • Contatti
  • Privacy
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Logo

  • Best politik
    • Estera
    • Interna
  • Attualità
    • Incontri
  • Business
    • Travel
  • Societas
    • High school
    • Pentole e padelle
    • Fashion
    • Gossip
  • Sex revolution
    • Problemi di coppia
  • Dante & Socrate
    • Art attack
    • Smart language
  • After Big Bang
    • Green planet
    • Pillole di Asclepio
  • Tech
    • App
    • Motori
  • Entertainment
    • Settima arte
    • Tubo catodico
    • Dietro le quinte
    • Pentagramma
    • Web factory
    • Sala giochi
    • Voci di Sport
  • Città
    • Bologna
    • Firenze
    • Milano
    • Parma
    • Roma
    • Torino
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Siracusa
    • Trapani
  • Voci d’Ateneo
    • UniBO
    • UniCT
    vocidisportp
  • Voci di Sport
  • Calcio
    • Serie A
    • Serie B
    • Euro racconti
    • Fanstasie sudamericane
  • MotoGP
  • Formula 1
  • Basket
  • Pallavolo
  • Tennis
  • Personaggi
  • Altri sport
La scommessa di Trump sulla Corea del Nord
12 Marzo 2018
EsteraBest politik

La scommessa di Trump sulla Corea del Nord

Home » Best politik » Estera » La scommessa di Trump sulla Corea del Nord

WASHINGTON, USA – Non è certo la prima volta che dalla Casa Bianca giungano improvvisamente notizie che sorprendano la stampa americana e mondiale ma nulla poteva davvero preparare i tabloid d’oltreoceano all’annuncio di Chung Eui-yong – diplomatico Sud Coreano – che riferisce di una «sincera e onesta» apertura del leader nordcoreano Kim Jong-Un a delle trattative di denuclearizzazione del suo regime e della volontà di stabilire un incontro tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti per placare le tensioni tra i due paesi.

Le relazioni tra Washington e Pyongyang sono sempre state marcatamente ostili sin dalla fine della Guerra nel 1953 e definite, negli ultimi anni, da un significativo incremento di test nucleari da parte della Corea del Nord tanto da aver spinto nel 2002 l’ex presidente americano George W. Bush a denunciarla in un suo discorso al Congresso come parte dell’«asse del male» insieme a Iran e Iraq.
Altrettanto ostile è stata la relazione tra gli attuali leader dei due paesi: in diversi tweet, Trump ha fatto riferimento a Kim Jong-Un deridendolo e chiamandolo rocket man (riferendosi alle dichiarazioni di quest’ultimo relative al possesso di razzi e testate nucleari puntati contro gli Stati Uniti), mentre Kim ha – senza mezzi termini – risposto dandogli del «vecchio pazzo».
Se quanto detto non bastasse a dare un’idea del drammatico rapporto che vi è fra i due, può sempre essere ricordato questo estratto da una conferenza stampa che il presidente americano ha tenuto nel suo campo da golf di Bedminster, New Jersey:«Sarebbe meglio per la Corea del Nord non minacciare piu gli Stati Uniti. […] Risponderemo con il fuoco e una furia mai vista al mondo».

The deal with North Korea is very much in the making and will be, if completed, a very good one for the World. Time and place to be determined.

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) March 10, 2018

In un impressionante colpo di scena, degno delle migliori sceneggiature hollywoodiane, il presidente Trump ha accettato di trattare con Pyongyang e sedersi ad un summit con Kim Jong-Un e il presidente sudcoreano Moon Jae-In.
Secondo quanto riportano Reuters e il New York Times, la decisione di Trump ha colto di sorpresa non solo i rappresentanti della delegazione di Seoul ma anche i suoi stessi piu stretti collaboratori.
Nicholas Kristof – prima penna del NY Times – se, da una parte, loda l’iniziativa del presidente americano: aprire delle trattative con Pyongyang non è mai stato fatto da nessun altro sin dalla fine della Guerra di Corea, il che segna un primato nella storia presidenziale di Donald Trump; dall’altra, critica aspramente il modo in cui queste trattative si svolgeranno. «Un summit è una pessima scelta come primo approccio – commenta nel suo editoriale – in caso di fallimento potrebbe portare ad un inasprimento delle relazioni da entrambi i lati. Trattative dirette dovrebbero essere condotte da diplomatici di lungo corso […] un faccia a faccia dovrebbe svolgersi negli interessi dei due Stati e non solo nell’interesse dei loro leader».

!!! Trump Accepts Kim Jong-un’s Invitation to Meet Over North Korea’s Nuclear Program https://t.co/7neQjyxLmX I'm all for direct talks, but starting with a summit seems to me a very dangerous gamble, and a gift to North Korea.

— Nicholas Kristof (@NickKristof) March 9, 2018

Dire che la decisione di Trump abbia preso in controtempo diversi suoi collaboratori e appaia, quantomeno, avventata è dire poco ma non è il caso di sorprendersi piu di tanto: non solo perché il presidente americano è ormai un habitué delle uscite fuori copione ma anche – e soprattutto – perché da qualche mese si respira un’aria diversa tra Corea del Nord e Corea del Sud, il che ha reso inevitabile delle speculazioni su possibili nuovi rapporti tra Pyongyang e Washington.
Le Olimpiadi Invernali di Pyeongchang sono state, infatti, il palcoscenico di una importantissima distensione tra il nord e il sud: un avvenimento storico per i due paesi, raggiunto in gran parte grazie allo sforzo del presidente Moon Jae-In che è riuscito – per la prima volta dalla scissione – a stabilire un collegamento diretto con il regime di Kim.
Sarebbe stato poi lo stesso Kim Jong-Un a proporre un summit alla presenza degli Stati Uniti, promettendo un serio sforzo verso la denuclearizzazione e offrendo di mettere in pausa altri test nucleari per tutta la durata delle trattative, così come confermato dallo stesso Chung Eui-yong durante il suo briefing dalla Casa Bianca.

Kim Jong-un 2

Perché tale summit si riveli una vera vittoria per Trump sarebbe necessario che la Corea del Nord rinunci al proprio programma nucleare e che muova dei passi significativi per il riconoscimento di certi diritti umani fondamentali, in cambio di una normalizzazione delle relazioni diplomatiche con gli USA e la fine delle terribili sanzioni economiche che hanno piegato i sudditi del regime ma gli esperti sono altamente scettici che uno scenario del genere possa verificarsi. Certo, è vero che questi stessi esperti davano Trump e la compagine repubblicana per spacciati alle elezioni del 2016, però bisogna pur sempre riconoscere che si sta parlando di un presidente privo della benché minima esperienza in relazioni internazionali e che – nonostante ciò – abbia deciso di mettere mano direttamente a uno dei più lunghi conflitti della storia moderna.
Trump ritiene che il summit possa risolversi in un nulla o portare dei cambiamenti epocali, apparentemente noncurante dello straordinario potenziale di errore in una situazione talmente delicata. Il presidente americano getta fuori dalle finestre della Casa Bianca anni di cautela e di relazioni ostili per imbarcarsi nella scommessa più importante della sua carriera politica, magari anche nella speranza di dissipare certi dubbi e certe nubi che Robert Mueller e il Russiagate hanno sollevato a Washington. 

Francesco Maccarrone

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.

  • Autore
  • Ultimi Articoli
Redazione VdC

About Redazione VdC

Ti piacerebbe entrare nella redazione di Voci di Città? Hai sempre coltivato il desiderio di scrivere articoli e cimentarti nel mondo dell’informazione? Allora stai leggendo il giornale giusto. Invia un articolo di prova, a tema libero, all’indirizzo e-mail entrainvdc@vocidicitta.it. L’elaborato verrà letto, corretto ed eventualmente pubblicato. In seguito, ti spiegheremo come iscriverti alla nostra associazione culturale per diventare un membro della redazione.

  • Prelievi rapidi nelle scommesse online quello che nessuno legge nei termini e condizioni - 12/12/2025
  • Scommesse inglesi: come nascono le quote sul calcio oltremanica - 12/12/2025
  • Scommesse sulla UFC: preparare un modello semplice in Excel per stimare le quote - 12/12/2025
  • Pulizie nei luoghi di lavoro, il fattore cruciale per benessere, efficienza e reputazione - 09/12/2025
  • La Gallina che Sfida il Caos Asfaltato - 09/12/2025
  • USA
  • Corea del Nord
  • Kim Jong-un
  • Donald Trump
   ← precedente
successivo →   
  • Prelievi rapidi nelle scommesse online quello che nessuno legge nei termini e condizioni Prelievi rapidi nelle scommesse online quello che nessuno legge nei termini e condizioni
    12 Dicembre
    Sala giochi
  • Scommesse inglesi: come nascono le quote sul calcio oltremanica Scommesse inglesi: come nascono le quote sul calcio oltremanica
    12 Dicembre
    Sala giochi
  • Scommesse sulla UFC: preparare un modello semplice in Excel per stimare le quote Scommesse sulla UFC: preparare un modello semplice in Excel per stimare le quote
    12 Dicembre
    Sala giochi
  • Bologna città delle fiere, una lunga tradizione che dura dal XIX secolo Bologna città delle fiere, una lunga tradizione che dura dal XIX secolo
    11 Dicembre
    Bologna
  • Big Data e AI, il nuovo capitale strategico che trasforma il lavoro nelle funzioni HR, finanza e controllo Big Data e AI, il nuovo capitale strategico che trasforma il lavoro nelle funzioni HR, finanza e controllo
    10 Dicembre
    Best politik
  • Pulizie nei luoghi di lavoro, il fattore cruciale per benessere, efficienza e reputazione Pulizie nei luoghi di lavoro, il fattore cruciale per benessere, efficienza e reputazione
    9 Dicembre
    Societas
© Associazione Culturale Voci di Corridoio Preside Voci di Città
Testata registrata al Tribunale di Catania. 27/2011 del 29/12/2011
Associazione Culturale Voci di Corridoio
Presidente: Francesco Mascali
Direttore Responsabile: Andrea Lo Giudice
Powered by HiddenPC