Mentre in Italia si discute su come alleviare il debito pubblico e si cerca di trovare una soluzione al problema della disoccupazione, ci sono Paesi che hanno a che fare con preoccupazioni opposte! In Svezia infatti si pensa che le persone lavorino troppo, e proprio per questo motivo le nascite siano in calo.
La soluzione è stata avanzata, per adesso solo come proposta, dal quarantaduenne Per-Erik Muskos, consigliere comunale nella città di Overtornea e i suoi sostenitori si stanno già mobilitando per adottarla in tutto il Paese. La proposta di Muskos consiste in un’ora a settimana, pagata, per assentarsi dal lavoro e correre a casa a fare l’amore con la propria partner. Avete capito bene, pagati per fare l’amore! Questa proposta di legge, che sarà votata a maggio, ha riscosso molte simpatie ma, al contempo, come tutte le leggi che si rispettino, anche molte polemiche.
«Questo ci aiuterebbe non solo ad aumentare il tasso di natalità ma anche a dare un po’ di brio ai matrimoni di lunga durata, dove tempo lavoro e abitudine indeboliscono il desiderio e, in generale, a migliorare l’umore dei dipendenti pubblici» ha riferito il consigliere al New York Times e al quotidiano popolare svedese Expressen. Secondo il parere di Muskos infatti, se una persona è più rilassata e ha più rapporti intimi, di conseguenza lavora meglio e produce di più, incrementando la produttività dell’intera nazione.
Tuttavia non tutti sono d’accordo con Muskos per una serie di motivi diversi. Quello più diffuso è che quell’ora dovrebbe essere usata per stare con il proprio compagno o con la propria partner e il pubblico potere non ha nessun mezzo per controllare se ciò realmente viene fatto. Se la Svezia si mettesse a controllare ciò che i dipendenti fanno in quell’ora rischierebbe di diventare una sorta di “grande fratello” e nessuno sarebbe più libero di vivere la propria vita. Inoltre ci sono alcune categorie di persone che verrebbero fortemente discriminate da questa legge come i single, i vedovi, le persone con mobilità ridotta o i portatori di handicap, perché nessuno garantisce che effettivamente abbiano una persona con cui fare l’amore.
Ma la critica più incredibile è quella che è stata avanzata dagli anziani, per cui la situazione comunque non è che un ricordo: «Un’ora? Non basta! Troppo poco, non c’è gusto». Chissà come andrà a finire questa storia, una cosa però è certa, essere pagati per fare l’amore non è affatto male. Che la Svezia sia per caso il paese dei sogni?
Nicole Terbonati
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