Le imprese recenti di Jannik Sinner, Jasmine Paolini e compagni hanno senza dubbio risvegliato l’interesse per questo sport anche nella sua natura più pratica. Guardando infatti ai dati promulgati dalla FITP (la Federazione Italiana Tennis e Padel) emerge come a gennaio dello scorso anno ci fosse già un aumento del 30% di iscritti nelle scuole tennis rispetto agli anni precedenti, e ancora il 2024 non si era tinto con i colori italiani. Ad oggi non si hanno ancora i dati elaborati per l’anno appena concluso ma è lecito attendersi un ulteriore impennata. Si parla poi sempre più frequentemente di progetti volti alle scuole dell’obbligo, con investimenti mirati in tal senso per far praticare anche all’interno delle istituzioni scolastiche questa disciplina sportiva.
Il presidente della FITP Angelo Binaghi si è insediato nel 2001 ed il numero di tesserati nei circoli sportivi della penisola, in quell’anno, era pari a poco oltre i 100mila. L’obiettivo era di raggiungere brevemente quota un milione di iscritti: pur con più tempo del previsto, il traguardo è stato tagliato nello scorso ottobre, quando si toccò quota 1.027.420 iscritti, con numeri in costante aumento anche in questo caso.
Non è la prima volta che il tennis italiano attraversa un momento d’oro, ma è sicuramente la prima in cui si si hanno contemporaneamente il numero 1 al mondo nel ranking ATP (Sinner), la numero 4 al mondo nel ranking WTA (Paolini) e la conquista per due anni consecutivi della Coppa Davis. Il primo boom del tennis a livello di iscrizioni si ebbe proprio in corrispondenza di un’altra grande vittoria in Davis, nell’ormai lontano 1976. Il trofeo vinto nel torneo a squadre più importante del tennis professionistico è stato un modo perfetto per coronare un anno strepitoso per Adriano Panatta, che trionfò prima a Roma e poi a Parigi. Tuttavia, in quel caso il boom fu di breve durata, anche perché la federazione tennistica italiana non aveva ancora gli strumenti e soprattutto le strutture che possiede oggi per riuscire a imporsi nel panorama italiano.
Ad oggi, infatti, la situazione appare ben diversa. L’ascesa di fenomeni come Sinner, ormai considerato nettamente più forte nel panorama nostrano e ciò viene dimostrato dai risultati ma anche da quanto rivelano le quote sul tennis, ma a cui si aggiungono Paolini, Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti è frutto senza dubbio della grande individualità dei singoli ma, allo stesso tempo, di un profondo lavoro da parte della FITP. La Federazione è costantemente al lavoro per l’organizzazione di Challenger e tornei di più ampio respiro in grado di attirare nuovi giovani, ma anche nuove sponsorizzazioni. Ne sono un esempio gli Internazionali a Roma, il cui seguito è in costante aumento negli ultimi anni, per non parlare delle ATP Finals di Torino. L’ultimo “colpo” messo a segno dalla Federazione è il contratto attraverso il quale si organizzeranno in Italia le prossime tre fasi finali della Coppa Davis. La prossima, quella del 2025, è già in programma a Bologna mentre non si è ancora deciso nulla circa le altre due edizioni da ospitare.
Infine, ad aumentare sensibilmente sono anche i ricavi e il seguito dalla trasmissione televisiva di questi eventi, con un seguito sempre maggiore e la messa in onda di match considerati clou anche in prima serata sui canali di punta, spazio solitamente riservato solo alla nazionale di calcio. Oltre 2 milioni di telespettatori hanno seguito la sfida tra Sinner e Taylor Fritz, con uno share che supera il 10% su Rai 2 (a cui occorre sommare chi ha visto il match dai canali a pagamento o tematici). Il risveglio del tennis è testimoniato da questi numeri, che dimostrano così come il calcio non sia l’unico intrattenimento possibile per quanto riguarda le discipline sportive.
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