Come ogni Festival di Sanremo che si rispetti anche questa 67° edizione non poteva che accendere polemiche e dibattiti. Durante le prime serate, il palco dell’Ariston ha visto come protagonisti tanti big della musica italiana come Al Bano, Fiorella Mannoia, Gigi D’Alessio, Bianca Atzei e alcuni volti meno noti, reduci da talent show, Elodie, Alessio Bernabei, Sergio Sylvestre e Michele Bravi tutti cantanti in gara. Ad intrattenere il pubblico anche altri artisti del panorama musicale italiano, e non, come Tiziano Ferro e Carmen Consoli, emozionanti nel loro duetto del singolo Il conforto, la star portoricana Ricky Martin che ha proposto un lungo medley di tutti i suoi successi, Giorgia che ha cantato alcuni dei suoi pezzi più famosi e Robbie Williams, adrenalinico con finale al bacio per Maria de Filippi. Oltre alla musica, come sempre, spazio anche ad altri personaggi dello spettacolo come Raoul Bova, Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Maurizio Crozza (in collegamento) e Francesco Totti. Ma, protagonista indiscussa della prima serata, tra bellezza e scandalo, è stata sicuramente la conduttrice Sky Diletta Leotta.
Martedì 7 Febbraio 2017, serata inaugurale del Festival, è stata anche la prima giornata nazionale contro il cyberbullismo che, nell’ultimo periodo, sta dilagando soprattutto tra i giovani frequentatori dei social network. Diverse manifestazioni sono state organizzate, in tutta Italia, per sostenere le vittime della rete e Sanremo, show con grandi ascolti, non ha voluto (e potuto) essere da meno, scegliendo proprio la Leotta per dar voce a tutti coloro che sono caduti nelle grinfie dei cosiddetti haters. Perché la scelta è caduta proprio sulla bella conduttrice Sky? Perché recentemente è stata anche lei vittima dei “bulli della rete” che hanno rubato, dal suo profilo iCloud, foto e video molto privati diffondendoli a più non posso.
Atto di grande coraggio da parte della giornalista sportiva che, riuscendo a denunciare l’accaduto, si è trasformata da oppressa a soggetto attivo pronta a difendersi e riscattarsi. Fin qui tutto troppo idilliaco. Ebbene sì, ancora una volta il bigottismo e il sessismo che affliggono, purtroppo, la nostra Italia hanno canalizzato l’attenzione sull’outfit di Diletta, facendo perdere completamente di vista il reale obiettivo del suo intervento. La conduttrice Sky ha sfoggiato, per l’occasione, un top rosso abbinato a una ampia gonna con spacco vertiginoso che rendeva sicuramente grazia alle sue forme ma, secondo il parere di molti, era fuori luogo e inadatto per parlare di privacy e bullismo online. E siamo alle solite: L’ossessione per il corpo sovrasta qualsiasi forma di comunicazione e inevitabilmente i commenti avvelenati riempiono le bacheche dei social network.
In prima linea, tra le critiche che hanno contribuito a sollevare questo gran polverone, sono state certamente quelle di Caterina Balivo ed Elisa D’Ospina che hanno usato Twitter come arena per il loro teatrino. Le scuse della conduttrice Rai sono state tempestive: Durante la diretta di Mercoledì 8 Febbraio di Detto Fatto, la Balivo ha definito il suo tweet ‘infelice’ e ha affermato che il suo intento era solo quello di commentare un atteggiamento, ribadendo di essere sempre dalla parte delle donne. Spontaneo chiedersi se tali scuse siano sincere o utili solo a salvare la faccia e l’audience del suo programma, tutto orientato verso un pubblico femminile. Rimaniamo con il beneficio del dubbio.
Quello che, però, crea più allarme e che deve far riflettere è che tali commenti sono solo la punta dell’iceberg di una mentalità tristemente diffusa in Italia che, per giudicare il valore o la credibilità di una persona, non si affida ai fatti o alle parole ma all’involucro e all’estetica. Quasi come se l’essere belli o indossare un certo vestito precludesse l’opportunità di esprimere le proprie idee e raccontare sé stessi. A testimonianza di ciò basterebbe chiedere quanti si ricordano le parole di Diletta Leotta. Sicuramente pochi, troppo pochi. E allora, per non incrementare ancora questa polemica e dar credito a chi prova piacere a sputare veleno, torniamo al cuore della questione, la lotta contro il cyberbullismo e citiamo Diletta per inviare un messaggio a tutti coloro che hanno sofferto e soffrono dicendo: «Siate coraggiosi, non abbiate paura, siate forti».
Alessia Mingori
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